Accordi per l'innovazione Mise finanziamenti ricerca e sviluppo

Fondi Ricerca e Sviluppo: Accordi per l’Innovazione MiSe

Come funzionano gli Accordi per l'Innovazione: contributi e finanziamenti agevolati alle imprese per attività di ricerca e sviluppo industriale.

Accordi per l'innovazione Mise finanziamenti ricerca e sviluppo

Con decreto direttoriale 18 marzo 2022 sono stati stabiliti i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione per i nuovi Accordi per l’innovazione ai quali il Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha assegnato risorse finanziarie per 1 miliardo di euro.

Cosa sono?

Gli Accordi per l'Innovazione sono una misura prevista dal MISE per sostenere gli investimenti in attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale d’importo superiore a 5 milioni di euro per realizzare nuovi prodotti e innovativi modelli produttivi.

Come funzionano?

La misura agisce attraverso appositi accordi siglati tra il Ministero dello sviluppo economico, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al cofinanziamento dell’iniziativa.

La procedura negoziale per la definizione dell’Accordo per l’innovazione prevede i seguenti step:

  • la presentazione al Ministero dello sviluppo economico, da parte dei soggetti proponenti, della domanda di agevolazioni corredata della scheda tecnica, del piano di sviluppo del progetto e, nel caso di progetto proposto congiuntamente da più soggetti, del contratto di collaborazione.
  • Il Ministero, ricevuta la domanda di agevolazione, verifica la disponibilità delle risorse finanziarie e provvede all’istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica, sulla base della documentazione presentata.

Se le valutazioni istruttorie si concludano con esito positivo si procede alla definizione dell’Accordo per l’innovazione tra il Ministero, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche interessate al sostegno del progetto di ricerca e sviluppo.

  • Successivamente alla stipula dell’Accordo, i soggetti proponenti sono tenuti a presentare la documentazione utile alla definizione del decreto di concessione.

A chi si rivolgono?

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria nonché attività di ricerca.

Le imprese proponenti possono presentare progetti anche in forma congiunta tra loro, fino a un massimo di cinque soggetti co-proponenti. Possono essere soggetti co-proponenti anche gli Organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti nell'ambito dei Sistemi alimentari, di bioinnovazione nella bioeconomia e circolari”, anche le imprese agricole che esercitano le attività di cui all’art. 2135 c.c.

Quali progetti sono finanziabili?

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili superiori a 5 milioni di euro per lo svolgimento di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.
I progetti devono avere una durata non superiore a 36 mesi.

Le attività di R&S in particolare devono realizzarsi attraverso lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs) nell’ambito di specifiche aree di intervento riconducibili al secondo Pilastro del Programma quadro di ricerca e innovazione “Horizon Europe”.

Le aree di intervento

  • Tecnologie di fabbricazione
  • Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
  • Tecnologie abilitanti emergenti
  • Materiali avanzati
  • Intelligenza artificiale e robotica
  • Industrie circolari
  • Industria pulita a basse emissioni di carbonio
  • Malattie rare e non trasmissibili
  • Impianti industriali nella transizione energetica
  • Competitività industriale nel settore dei trasporti
  • Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
  • Mobilità intelligente
  • Stoccaggio dell’energia
  • Sistemi alimentari
  • Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione
  • Sistemi circolari

In cosa consiste l’agevolazione?

Sono previsti contributi diretti alla spesa e finanziamenti agevolati a valere sulle risorse messe a disposizione dalle amministrazioni sottoscrittrici dell’Accordo per l’innovazione, nel rispetto dei seguenti limiti e criteri:

  • il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale;
  • il finanziamento agevolato, qualora richiesto, è concedibile esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

È prevista una maggiorazione del contributo diretto fino a 10 punti percentuali per le piccole e medie imprese e gli Organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese nel caso in cui il progetto sia realizzato in forma congiunta attraverso una collaborazione effettiva tra almeno una impresa e uno o più Organismi di ricerca.

Fermo restando l’ammontare massimo delle agevolazioni, le regioni e le altre amministrazioni pubbliche possono cofinanziare l’Accordo per l’innovazione mettendo a disposizione le risorse finanziarie necessarie alla concessione di un contributo diretto alla spesa ovvero, in alternativa, di un finanziamento agevolato, per una percentuale almeno pari al 5% dei costi e delle spese ammissibili complessivi.

Quali sono i costi ammissibili?

Le tipologie di spese per le quali è possibile richiede il finanziamento sono:

  • costi di personale
  • spese per strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione
  • costi per i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how
  • spese generali, nel limite del 25% dei costi diretti
  • spese per i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Quanto presentare la domanda di partecipazione?

Il Ministero dello Sviluppo economico ha stanziato nuove risorse pari a 250 milioni di euro per finanziare progetti presentati lo scorso 11 maggio con uno scorrimento dell’elenco delle proposte progettuali. Da dicembre 2022, è in programma invece l'apertura del secondo sportello per le nuove domande, con una dotazione finanziaria di ulteriori 500 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR.

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    startup innovative cosa sono e come finanziarle

    Startup innovative: requisiti, vantaggi e finanziamenti

    Cosa sapere se hai o vuoi fondare una startup innovativa

    startup innovative cosa sono e come finanziarle

    Cosa sono le startup innovative?

    Le startup innovative sono realtà imprenditoriali ad alto valore tecnologico, con un'alta propensione agli investimenti in ricerca e sviluppo.

    La definizione di startup innovativa è stata introdotto dall’art. 25, comma 2, del Decreto-legge n. 179/2012.


    Possono ottenere lo status di startup innovative le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate, e in possesso di determinati indicatori relativi all’innovazione tecnologica.

    In sintesi l'oggetto sociale esclusivo o prevalente della startup inovativa deve essere lo sviluppo , la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e deve possedere almeno uno dei tre seguenti indicatori di innovatività:

    1. una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di R&S
    2. la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale
    3. l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato

    Leggi anche >>> Come avviare una Startip innovativa: requisiti e modalità di costituzione/registrazione

    Quali sono le agevolazioni per le startup innovative?

    Le startup innovative godono di specifiche agevolazioni, che sono state previste per rendere più competititvo l'ecosistema innovativo italiano.

    Tra queste:

    •  Costituzione digitale e gratuita
    •  Incentivi fiscali all’investimento nel capitale di startup innovative
    •  Accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI
    •  Accesso a contributi e finanziamenti del Bando Smart & start Italia
    •  Trasformazione in PMI innovative senza soluzione di continuità
    •  Esonero da diritti camerali e imposte di bollo
    •  Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding
    •  Servizi di internazionalizzazione alle imprese (ICE)
    •  Deroghe alla disciplina societaria ordinaria
    •  Disciplina del lavoro flessibile
    •  Proroga del termine per la copertura delle perdite
    •  Deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica
    •  Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale
    •  Esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione dei crediti IVA
    •  Fail Fast (procedure semplificate in caso di insuccesso della propria attività)

    Inoltre, con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto “Rilancio”) sono state introdotte nuove misure e rafforzati alcuni strumenti esistenti a sostegno delle startup innovative.

    Come ad esempio:

    •  Contributi a fondo perduto per acquistare servizi per lo sviluppo delle imprese innovative
    •  Sostegno al Venture Capital
    •  Credito d’imposta in ricerca e sviluppo
    •  Proroga del termine di permanenza nella sezione speciale del registro imprese
    •  Estensione della garanzia per il fondo centrale di garanzia per le Pmi
    •  Ulteriori incentivi all’investimento in Startup Innovative
    •  Programma Investor Visa for Italy: dimezzamento delle soglie minime di investimento
    •   Agevolazioni per le Startup Innovative localizzate in zone colpite da eventi sismici

    Leggi anche >>> Decreto Rilancio: le misure a sostegno di Startup innovative, Innovazione e Ricerca


    Quante sono le startup innovative in Italia?

    Questo quadro agevolativo è stato concepito per supportare sul mercato le nostre imprese innovative che rappreentan una fetta consistente delle nuove realtà imprenditoriali italiane.

    3,7 startup su 100 in Italia sono innovative. Tra le regioni che contano più startup innovative, la Lombardia è in testa con 3.904 imprese, ovvero il 26,7% del totale nazionale. Subito dopo si posizionano Lazio (1.774; 12,1%) e Campania (1.350; 9,2 % del totale nazionale).

    Le città con il maggior numero di startup innovative sono Milano (2.730 startup innovative, il 18,7% del totale nazionale) e Roma (1.599 startup innovative, il 19,9 del totale nazionale)

    In quali settori lavorano le startup innovative?

    Il 76,1% delle startup innovative si concentra nella fornitura di servizi alle imprese: produzione di software e consulenza informatica ( 39,2%), attività di R&S (14,2%), attività dei servizi d’informazione (8,6%)

    Il 15,7% opera nel manifatturiero: fabbricazione di macchinari (2,8%) e fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici (2,2%)

    Solo il 3,1% delle startup innovative lavora nel commercio.

    Quante persone lavorano nelle Startup innovative?

    Nel complesso le imprese innovative ricoprono un ruolo di significativa rilevanza per la crescita dell’occupazione. Infatti, il capitale umano coinvolto, tra soci e dipendenti, a fine giugno 2022 era di oltre di 92 mila addetti. 

    Non sono disponibili i dati aggiornati al momento attuale, ma abbiamo i dati sulla compagine societaria e, spesso, nelle startup i soci sono coinvolti nelle attività dell’impresa.

    Al primo luglio 2022 i soci delle 14.621 startup innovative sono 70.754. In media ciascuna startup ha 5 soci, contro i 2,1 riscontrati tra le altre nuove imprese.

    Donne e Giovani

    Gli under 35 riescono ad avere un ruolo rilevante nella costituzione delle startup innovative. Il 40,6% delle startup innovative ha almeno un socio giovane e il 17,4% è a maggioranza di soci under 35.

    Per quanto riguarda la presenza femminile, le startup innovative in cui è presente almeno una donna nella compagine sociale sono 6.325, il 43,4% del totale. Mentre quelle in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne sono 1.962, il 13,4% del totale.

    Quanto valgono le startup innovative?

    I dati di bilancio attualmente disponibili sono relativi al 2020 una parte delle startup iscritte al 1° luglio 2022: 8.336 su 14.362.

    Il valore della produzione medio per impresa è abbastanza basso: 164,5 mila euro, dato in diminuzione rispetto al trimestre precedente (circa 14 mila euro in meno).

    Le startup innovative sono quindi soprattutto micro-imprese, una caratteristica dell’ecosistema innovativo italiano: per definizione, le imprese più consolidate per età e fatturato tendono progressivamente a perdere lo status di startup innovativa.

    Il valore mediano della produzione è di 30.365 euro, un valore più basso rispetto alla media (164.499 euro), e conferma che la maggioranza delle startup innovative registrate si trova ancora in early stage.

    La maggioranza delle startup innovative sono società in perdita: oltre il 52,8%.
    Ma è fisiologico per imprese a elevato contenuto tecnologico con tempi più lunghi di accesso al mercato.

    Tuttavia, le società in utile mostrano valori particolarmente positivi in termini di redditività (ROI, ROE) e valore aggiunto. Inoltre, le startup innovative presentano un tasso di immobilizzazioni – uno dei principali indicatori della propensione a investire delle aziende – di circa sette volte più elevato rispetto alle altre aziende comparabili.

    Come finanziare una startup innovativa?

    Questi dati confermano che il fattore finanziario continua a essere una variabile fragile delle nostre startup innovative.

    Il successo di una startup innovativa non può infatti prescindere dall’accesso alle fonti di  finanziamento per l’avvio ma anche per lo sviluppo successivo nel medio e lungo termine.

    Chiaramente, la dimensione dei finanziamenti necessari e delle agevolazioni è direttamente connessa al modello di business adottato dalla startup e al mercato di riferimento (B2C vs B2B).

    Vediamo le principali fonti di finanziamento per le startup:

    Bootstrapping

    È la fonte di finanziamento più accessibile ma anche la più rischiosa: consiste nell'utilizzare il proprio patrimonio personale per lo sviluppo della startup.

    Incubatori, acceleratori, company builder e centri di innovazione

    Di norma, offrono sostegno finanziario, consulenziale e  di infrastruttura e permettono alla startup di entrare a far parte di network. Per accedervi è necessario candidarsi ed essere selezionati.

    Venture capital

    È un capitale di rischio, un tipo di finanziamento per  startup nelle fasi di seed, early e growth stage. Di solito proviene da società specializzate nella costruzione di portafogli finanziari ad alto rischio. Con il capitale di rischio, l’impresa di venture capital fornisce finanziamenti alla startup in cambio di partecipazioni. 

    Leggi anche >>>  Venture Capital: cos’è e come funziona in Italia

    Business Angel

    In altri casi è possibile ricorrere ai cosiddetti sponsor, attori specializzati che prendono il nome di “business angel” e generalmente apportano oltre a risorse economiche, assistenza per lo sviluppo. FIMAP è tra questi e fornisce supporto specializzato alle realtà che reputa ad alto potenziale attraverso la definizione di business model e business plan economicamente sostenibili e assistenza per la finanza agevolata

    Finanza Agevolata: Bandi di finanziamento e altri incentivi per start up innovative

    Infine di importanza centrale per la sopravvivena delle startup innovative è una solida strategia di Finanza Agevolata e Europrogettazione per accedere ai bandi di finanziamento pubblici di Unione europea, Stato e Regioni e ottenere contributi a fondo perduto, incentivi e finanziamenti a tasso zero.

    Leggi anche >>> Finanza Agevolata: che cos'è e come funziona

    I dati e i grafici contenuti in questo articolo sono stati tratti dal Cruscotto di Indicatori Statistici – Dati Nazionali, “Report con dati strutturali Startup Innovative 3° trimestre 2020”, Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico, Info Camere (elaborazioni al 30 settembre 2020).

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      Contributi a fondo perduto per la registrazione dei marchi all'estero

      Bando Marchi+ - Agevolazioni alle imprese per la registrazione dei marchi

      Rifinanziato con 2 milioni di euro il Bando Marchi+ 2022. Domande dal 25 ottobre

      Contributi a fondo perduto per la registrazione dei marchi all'estero

      Il MiSe ha rifinanziato con 2 milioni di euro il Bando Marchi+ per supportare le MPMI per la tutela dei marchi all’estero.

      Che cos'è?

      Il bando Marchi + è una misura del Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e di Unioncamere.

      Il bando prevede due misure dirette a favore la registrazione dei marchi.

      Misura A

      per l’acquisto di servizi specialistici per la registrazione di marchi dell’Unione europea presso EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale)

      Misura B

      per l'acquisto di servizi specialistici per la registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale)

      A chi si rivolge?

      Possono accedere al bando le micro, piccole o medie imprese con sede legale e operativa in Italia, titolari del marchio oggetto della domanda di partecipazione.

      • per la misura A, le imprese devono aver effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2019, il deposito della domanda di registrazione del marchio presso EUIPO nonché aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea. La registrazione deve essere avvenuta prima della presentazione della domanda di partecipazione.
      • per la Misura B le imprese devono aver effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2019, almeno una delle seguenti attività:
        • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO
        • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO
        • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI

      In tutti e tre i casi è necessario aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) del marchio oggetto della domanda di partecipazione in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione.

      In cosa consiste l'agevolazione?

      Misura A: contributo e spese ammesse

      L'agevolazione è un contributo massimo di 6000,00 euro. È possibile finanziare fino all'80% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di deposito e per l’acquisto di servizi specialistici.

      Nella tabella sono indicate le spesse ammesse e i massimali.

      Bando Marchi 2022: tabella spese ammesse e agevolazione massima richiedibile

      Misura B: contributo e spese ammesse

      L'agevolazione è un contributo di 9000,00 euro nella misura del 90% delle spese ammissibili sostenute per le tasse di registrazione e per l’acquisto dei servizi specialistici.

      Le spese ammesse agevolavibili devono rispettare i limiti previsti dal bando coem descritti nella tabella di seguito:

      Bando Marchi 2022: tabella spese ammesse e agevolazione massima richiedibile (misura B)
      • Per le domande di registrazione internazionale depositate dal 1° giugno 2019 per uno stesso marchio è possibile effettuare designazioni successive di ulteriori Paesi. In questo caso le agevolazioni sono cumulabili fino all’importo massimo per marchio di 9.000,00 euro.
      • Per le domande di registrazione internazionale depositate prima del 1° giugno 2019 è possibile richiedere agevolazioni esclusivamente per le designazioni successive effettuate dopo il 1° giugno 2019; in tal caso l’importo massimo delle agevolazioni per marchio è di 4.000,00 euro.

      Ciascuna impresa può presentare più richieste di agevolazione, sia per la Misura A sia per la Misura B, fino al raggiungimento del valore complessivo di 25.000,00 euro.

      È inoltre possibile cumulare le agevolazioni, per uno stesso marchio, previste per le misure A e B (qualora nella
      misura B non si indichi l’Unione europea come Paese designato) nel rispetto degli importi massimi indicati per marchio e per impresa. Per lo stesso marchio è possibile presentare in un’unica domanda la richiesta di agevolazione sia per la Misura A sia per la Misura B.
      Mentre per richiedere l’agevolazione per più marchi, occorre che venga presentata una domanda per ciascuno di essi.

      Quando presentare domanda?

      Le domande possono essere presentate dalle ore 9:30 del 25 ottobre 2022. Il Soggetto gestore è Unioncamere che cura gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti l’istruttoria delle domande e l’erogazione delle agevolazioni.

      Leggi anche >>>

      Bando Brevetti + per la valorizzazione dei brevetti

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        Bando Brevetti + MISE 2021

        Bando Brevetti+: contributi a fondo perduto per valorizzare i brevetti di startup e PMI

        Rifinanziato con 30 milioni di euro il Bando Brevetti+. 4 milioni per il Mezzogiorno.

        Bando Brevetti + MISE 2021

        Che cos'è?

        Brevetti+ è l'incentivo del MiSe gestito da Invitalia che sostiene con un contributo a fondo perduto l'acquisto di servizi specialistici per la valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

        Il bando Brevetti+ è stato rifinanziato con con 30 milioni di euro, di cui 10 a valere su risorse del Pnrr (4 dei quali destinati al Sud), Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione competitività, cultura e turismo” - Componente 2 “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo” – Investimento 6 “Sistema della proprietà industriale”.

        A chi si rivolge

        Possono accedere al bando PMI, anche startup, regolarmente iscritte al Registro delle Imprese che

        Possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni le PMI, anche di nuova costituzione e titolari di

        • brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019 o licenza esclusiva trascritta all’UIBM di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 01/01/2019. In entrambi i casi i brevetti devono essere in regola con i pagamenti delle tasse di mantenimento in vita
        • domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 01/01/20 con un rapporto di ricerca con esito “non negativo”
        • domanda di brevetto europeo o domanda internazionale di brevetto depositata successivamente al 01/01/2020, con il relativo rapporto di ricerca con esito “non negativo”, che rivendichi la priorità di una precedente domanda nazionale di brevetto (la domanda nazionale di priorità non deve essere stata già ammessa alle agevolazioni dei precedenti bandi Brevetti+)

        Sono esclude le imprese che svolgono attività

        • connesse ai combustibili fossili
        • nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento
        • connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico

        Cosa Finanzia

        Il contributo del MiSe finanzia l'acquisto di servizi specialistici, funzionali alla valorizzazione economica del brevetto, sia all’interno del ciclo produttivo sia sul mercato.

        I progetti devono prevedere obbligatoriamente almeno un servizio tra quelli incluse nella macroarea A (Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione). Gli importi richiesti per i servizi relativi alle Macroaree B e C, complessivamente, non possono superare il 40% del totale del piano richiesto.

        A. Progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione (incluso Proof of Concept)

        • studio di fattibilità
        • progettazione produttiva
        • studio, progettazione ed ingegnerizzazione del prototipo
        • progettazione e realizzazione firmware esclusivamente per le macchine a controllo numerico finalizzate al ciclo produttivo
        • analisi e definizione dell’architettura software, con esclusione della realizzazione del codice stesso
        • test di produzione
        • rilascio certificazioni di prodotto o di processo

        B. Organizzazione e sviluppo

        • servizi per la progettazione organizzativa
        • organizzazione dei processi produttivi
        • servizi di IT Governance
        • analisi per la definizione qualitativa e quantitativa dei nuovi mercati geografici e settoriali
        • definizione della strategia di comunicazione, promozione e presidio dei canali distributivi

        C. Trasferimento tecnologico

        • predisposizione accordi di segretezza
        • predisposizione accordi di concessione in licenza del brevetto
        • costi dei contratti di collaborazione tra PMI e istituti di ricerca/università (accordi di ricerca sponsorizzati)

        L'agevolazione

        Il Bando Brevetti + prevede la concessione di un contributo a fondo perduto, nel rispetto della regola del de minimis, del valore massimo di € 140.000,00.

        L'agevolazione non può essere superiore all’80% dei costi ammissibili.

        Il contributo è elevato al 100% delle spese sostenute per le imprese che...

        sono contitolari – con un Ente Pubblico di ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS) - della domanda di brevetto o di brevetto rilasciato, o sono titolari di una licenza esclusiva con oggetto un brevetto rilasciato ad uno dei suddetti enti pubblici, già
        trascritta all’UIBM, senza vincoli di estensione territoriali.

        Leggi anche >>>

        Bando Marchi+3 MiSe: agevolazioni alle imprese per la registrazione dei marchi

        Quando presentare domanda per il bando Brevetti+

        Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 27 settembre 2022 e saranno gestite da Invitalia con una procedura a sportello che prevede la valutazione in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento dei fondi.

        Ogni impresa può presentare un solo progetto di valorizzazione relativo ad un unico brevetto.

        Per ricevere supporto per partecipare al bando “Brevetti+” contatta la divisione Fimap specializzata in Finanza agevolata e Europrogettazione.

        Ci occuperemo per te di:

        • Progettare e compilare la domanda di partecipazione al bando e predisporre la documentazione e gli allegati richiesti;
        • Inviare telematicamente la domanda;
        • Seguire la fase di valutazione e erogazione del contributo da parte dell’ente finanziatore e la rendicontazione delle spese.

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          Credito imposta FORMAZIONE 4.0 - bonus fiscale piano transizione 4.0 formazione personale

          Credito d’imposta formazione 4.0: crescono le aliquote 2022

          Il bonus fiscale sostiene gli investimenti delle imprese nei percorsi formativi del personale coerenti con il piano transizione 4.0

          Credito imposta FORMAZIONE 4.0 - bonus fiscale piano transizione 4.0 formazione personale

          Che cos'è?

          Il Credito d'Imposta Formazione 4.0 è una agevolazione fiscale, un credito d’imposta utilizzabile mediante compensazione, che premia chi investe nella formazione dei dipendenti. La misura promuove lo sviluppo delle competenze dei lavoratori nelle nuove tecnologie applicate ai processi produttivi e ai singoli modelli di business aziendali.

          Quali sono le nuove aliquote

          In particolare, il Bonus fiscale sostiene il potenziamento delle competenze in ottica di trasformazione tecnologica e digitale prevista dal Piano Impresa 4.0. Per i progetti avviati dopo il 18 maggio 2022 è previsto un aumento delle aliquote dal D.L. n. 50/2022 stabilite ora con il decreto attuativo firmato dal Ministero dello sviluppo economico. Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione ed entrerà in vigore dopo pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

          Le nuove aliquote del credito d’imposta per la formazione 4.0 vengono incrementate:

          • dal 50% al 70% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 300.000 euro per le piccole imprese;
          • dal 40% al 50 % delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250.000 euro per le medie imprese.

          Per le grandi imprese il credito rimane al 30% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250 mila euro.

          Per tutte le imprese e nel limiti massimi elencati sopra, il credito d’imposta aumenta al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino siano lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

          A chi si rivolge

          L’agevolazione può essere richiesta da tutte le imprese che effettuano spese in attività di formazione nelle competenze 4.0 indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

          Quali sono le tematiche della "Formazione 4.0"

          Le imprese che possono usufruire del credito d'imposta sono quelle che formano il personale nelle competenze relative a temi specifici e cioè:

          • big data e analisi dei dati;
          • cloud e fog computing;
          • cyber security;
          • simulazione e sistemi cyber-fisici;
          • prototipazione rapida;
          • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
          • robotica avanzata e collaborativa;
          • interfaccia uomo macchina;
          • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
          • internet delle cose e delle macchine;
          • integrazione digitale dei processi aziendali.

          Quali sono le spese ammissibili

          Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti spese:

          • spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
          • costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione (spese di viaggio, materiali e forniture, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature. Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità)
          • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
          • spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

          Sono ammissibili anche le eventuali spese relative al personale dipendente ordinariamente occupato in uno degli ambiti aziendali individuati nell’allegato A della legge n. 205 del 2017 e che partecipi in veste di docente o tutor alle attività di formazione ammissibili.

          Chi puà erogare la formazione 4.0

          La formazione 4.0 può essere erogata tramite personale dipendente e, nel caso, in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa si considerano ammissibili solo le attività commissionate a:

          • Soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa
          • Università, pubbliche o private, o strutture a esse collegate
          • Soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali
          • Soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37
          • ITS

          Come richiedere il credito d'imposta formazione 4.0

          Per poter usufruire del credito d’imposta per attività formative, l’ammontare del credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo.

          Il credito è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili.

          Certificazione delle spese e relazioni

          Per le imprese beneficiarie del credito d'imposta gravano alcuni adempimenti obbligatori. Innanzitutto, la rendizontazione delle spese ammissibili deve essere certificata da un revisore legale dei conti.

          Inoltre, le imprese devono redigere e conservare:

          • una relazione illustrativa delle modalità organizzative e dei contenuti delle attività di formazione svolte;
          • l’ulteriore documentazione contabile e amministrativa idonea a dimostrare la corretta applicazione del beneficio, anche in funzione del rispetto dei limiti e delle condizioni posti dalla disciplina comunitaria in materia;
          • i registri nominativi di svolgimento delle attività formative sottoscritti dal personale discente e docente o dal soggetto formatore esterno all’impresa.

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            GUIDA AL BANDO SMART & START ITALIA 2021

            Guida al Bando Smart & Start Invitalia 2022

            Guida al Bando Smart e Start Italia 2022: requisiti, finanziamento e modalità di presentazione delle domanda

            GUIDA AL BANDO SMART & START ITALIA 2021

            Che cos'è Smart & Start Italia?

            Smart e Start è un bando per start up gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite Invitalia che supporta la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico grazie a un finanziamento senza interessi e, in alcuni casi che ti illustreremo in questa guida, anche a un contributo a fondo perduto.

            Attenzione: l'agevolazione di Invitalia non ha scadenze, è possibile cioè presentare domanda in qualunque momento fino ad esaurimento dei fondi.

            Le novità introdotte dal 2020

            Le modifcihe introdotte dal MISE con circolare del 16 dicembre 2019 hanno rafforzato il bando Smart & Start Italia. Le domande presentate dal 20 gennaio 2020 in poi sono quindi formulate sulla base della nuova disciplina.

            Le principali modifiche riguardano:

            • L’intensità di aiuto aumentata del 10% e un periodo di ammortamento più lungo
            • I campi di applicazione dei piani di impresa estesi anche a intelligenza artificiale, blockchain e internet of things
            • L'aggiunta di Abruzzo e Molise alle Regioni in cui è prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto
            • La semplificazione dei criteri di valutazione e di rendicontazione
            • L’introduzione di nuove premialità in caso di collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, compresi i Digital Innovation Hub, e di realizzazione di piani di impresa al sud da parte di start up già operative al centro-nord
            smart e start italia novità 2020 infografica
            Fonte: Invitalia

            Altre novità

            Ci sono altri aspetti che hanno man mano definito sempre più Smart & Start come uno degli strumenti più importanti per il rafforzamento delle nostre startup e cioè:

            • il regime speciale previsto per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia è stato esteso anche alle startup innovative del cratere sismico del centro Italia. Si tratta di un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento concesso
            • un sostegno alla patrimonializzazione della startup.

            Le startup possono richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato ottenuto in contributo a fondo perduto, nel caso in cui la startup innovativa sia destinataria di investimenti nel capitale di rischio attuati da investitori terzi (regolamentati o qualificati) o da soci persone fisiche.

            L’investimento nel capitale deve assumere la forma di investimento in equity ( o di conversione in equity di uno strumento in forma di quasi-equity) e deve:

            1. perfezionarsi entro 5 anni dalla data di concessione delle agevolazioni e essere detenuto per un periodo non inferiore a 3 anni dal perfezionamento
            2. avere importo non inferiore a 80.000 euro effettuato nella forma del conferimento in denaro
            3. non determinare una partecipazione di maggioranza nel capitale della startup

            In caso di investimento da parte di soci, questo deve avere le caratteristiche descritte nei precedenti punti (ad esclusione dell'ultimo punto) e inoltre deve prevedere l’apporto di nuovi conferimenti ed il conseguente aumento del patrimonio sociale.

            100 milioni di euro per l'imprenditoria femminile dal PNRR

            In attuazione dell’Investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili” previsto nella Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 “Politiche per l’occupazione”, del Piano nazionale di ripresa e resilienza alla misura «Smart&Start
            Italia» sono stati destinati 100 milioni di euro a favore dell'imprenditoria femminile.

            Ricapitoliamo! Ecco quindi la mini-guida aggiornata al Bando Smart & Start Italia.

            Guida al Bando Smart e Start 2022: requisiti, finanziamento e modalità di presentazione delle domanda

            1. Cosa finanzia Smart & Start?

            Smart&Start Italia finanzia 3 tipologie di piani di impresa con spese comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro:

            1. progetti imprenditoriali caratterizzati da un significativo contenuto tecnologico e innovativo, e/o
            2. piani mirati allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things, e/o
            3. progetti finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

            2. Chi può partecipare?

            Possono richiedere l’agevolazione:

            • le startup innovative di piccola dimensione, iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese, costituite da meno di 60 mesi e con sede legale ed operativa in Italia;
            • team di persone fisiche (compresi i cittadini stranieri in possesso del “Startup Visa”) che intendono costituire una startup innovativa. La società deve essere costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione all’agevolazione;
            • imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

            3. In cosa consiste l'agevolazione?

            Con il bando Smart e Start, le startup innovative possono accedere a un mutuo agevolato, ovvero un finanziamento senza richiesta di garanzie e senza interessi della durata massima di 10 anni, di valore pari all'80% delle spese ammissibili.

            10% DI FINANZIAMENTO IN PIÙ SE...

            Il finanzimanto si estende al 90% delle spese ammissibili:

            1. nel caso in cui la società sia interamente costituita da donne e/o giovani
            2. in presenza di almeno un dottore di ricerca impegnato stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da un triennio.

            SI AGGIUNGE UN CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO SOLO PER LE STARTUP...

            Inoltre, alle startup localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nei territori del cratere sismico del centro Italia è riconosciuto un contributo a fondo perduto pari al 30% del finanziamento concesso.

            POSSONO CONVERTIRE UNA QUOTA DEL FINANZAMENTO AGEVOLATO IN CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO SOLO LE STARTUP...

            innovative destinatarie di investimenti nel capitale di rischio attuati da investitori terzi (regolamentati o qualificati) o da soci persone fisiche.

            Altre premialità

            È previsto un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione per le iniziative che:

            • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca
            • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud
            • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato
            • dispongono del rating di legalità.

            Smart & Start offre inoltre ai vincitori del bando un servizio di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio delle startup innovative costituite da meno di un anno.

            4. Quali sono i costi ammissibili?

            Esempi di spese di investimento agevolabili:

            1. impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica;
            2. componenti hardware e software;
            3. brevetti, marchi e licenze;
            4. certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, purché direttamente correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
            5. progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, nonché relativi interventi correttivi e adeguativi;
            6. investimenti in marketing e web-marketing (entro il limite del 20% sul totale delle spese di investimento ammissibili).

            Esempi di Costi di gestione agevolabili:

            1. interessi sui finanziamenti esterni concessi all’impresa
            2. quote di ammortamento di impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici
            3. canoni di leasing ovvero spese di affitto relativi agli impianti, macchinari e attrezzature
            4. costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori aventi i requisiti indicati all’articolo 25, comma 2, Decreto-legge n. 179/2012
            5. licenze e diritti relativi all’utilizzo di titoli della proprietà industriale
            6. licenze relative all’utilizzo di software;
            7. servizi di incubazione e di accelerazione di impresa

            7 startup innovative che hanno vinto Smart e Start nel 2021 con la consulenza di Fimap. Fai come loro!

            1. Italia 33 la startup innovativa che ha fondato Meeters la community che ha come obbiettivo quello di visitare luoghi unici, suggestivi e fuori dai classici percorsi turistici.
            2. ReAir è la Startup del settore clean-tech che ha sviluppato un prodotto innovativo per il trattamento di tutte le superfici con tecnologie all’avanguardia che si pongono come obiettivo la tutela dell’ambiente e l’abbattimento degli inquinanti organici nell’aria.
            3. Hexagro Urban Farming è la Startup innovativa che ha brevettato un particolare tipo di indoor garden, in grado di sfruttare le tecnologie dell'agricoltura verticale per riconnettere l'uomo alla natura ed incrementare il benessere indoor.
            4. Sheerwood è la startup nel settore della bioedilizia che ha progettato moduli abitativi componibili e smontabili in legno, canapa e sughero a basso costo e impatto zero.
            5. Renoon, startup giovanile nel settore sustainable fashion che rende più semplice lo shopping responsabile e eco-friendly attraverso una tecnologia in grado di selezionare i prodotti sostenibili offerte da diverse piattaforme e brand.
            6. Biorl startup in ambito medicale che sviluppa protesi su misura per ogni tipo di articolazione combinando l’Additive Manufacturing e la tecnica MIM per rispondere alle esigenze dei chirurghi rilevate in sala operatoria al fianco dei chirurgi.
            7. TT3A, startup innovativa in ambito health che ha rivoluzionato l’approccio al trattamento dei pazienti con aneurisma dell'aorta toracica ascendente. Ha sviluppato un dispositivo ad alto contenuto tecnologico che consente un approccio completamente percutaneo dell’aneurisma dell’aorta ascendente in assenza di anestesia, riducendo i tempi di recupero post-operatorio

            Altre startup vincitrici di Smart & Start Italia, supportate da FIMAP nel processo di applicazione per il Bando:

            1. HERO Artificial Intelligence for Better Living è la startup pugliese che progetta software di intelligenza artificiale per robot umanoidi nell’ambito dell’healthcare e in particolare dell’autismo.
            2. Eyecadvr è la soluzione innovativa per i professionisti dell’architettura e del design per la progettazione e l’esplorazione di ambienti 3D tramite la realtà virtuale con grafica fotorealistica e immersiva.
            3. Fresco Frigo: ha introdotto un’importante innovazione di prodotto per rivoluzionare il settore delle vending machine rendendolo più healthy ed efficiente. La soluzione proposta garantisce al consumatore la possibilità di mangiare fuori casa piatti e bevande fresche e salutari, velocemente reperibili 24h/7gg)
            4. Corpore Sano (Progetto Eathlon): la startup Corpore Sano presenta un’unica e innovativa piattaforma tecnologica - Eathlon, fruibile sia tramite app che sul web, per la creazione e la vendita di piani alimentari altamente personalizzati per sportivi amatoriali e professionisti.

            Come presentare domanda per Smart & Start

            Le domande possono essere presentate esclusivamente per via telematica fino ad esaurimento dei fondi. Dopo la registrazione, il sistema permette di compilare la domanda, caricare allegati e business plan.

            Sei una startup innovativa e hai bisogno di supporto per presentare domanda per Smart & Start Italia?

            La consulenza di Fimap prevede:

            1. Valutazione preliminare del progetto da finanziare;
            2. Predisposizione della domanda di partecipazione, della documentazione e degli allegati richiesti;
            3. Invio telematico della domanda di richiesta di finanziamento/contributo a fondo perduto
            4. Assistenza costante nella fase di valutazione, erogazione del contributo e rendicontazione

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