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Il Fondo italiano per il Trasferimento Tecnologico

Che cos'è, a chi si rivolge e come funziona il fondo da 500 milioni gestito dalla Fondazione Enea Tech per gli interventi su startup, PMI e enti di ricerca

Fondo Trasferimento Tecnologico Fondazione Enea Tech

Attraverso la Fondazione Enea Tech anche l’Italia gestisce un proprio fondo pubblico per il trasferimento tecnologico, per la valorizzazione dei risultati della ricerca.

Gli interventi del Fondo sono attuati dal MISE per tramite dell’Agenzia ENEA – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile – che si avvale per la gestione della Fondazione Enea Tech.

Il Fondo per il Trasferimento Tecnologico

Il 9 gennaio 2021 sono state pubblicate le modalità di funzionamento e di intervento del Fondo per il Trasferimento tecnologico, isitutito dal Decreto Rilancio, che si avvale di 500 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di tecnologie strategiche tramite investimenti in startup e PMI innovative.

Chi sono i soggetti beneficiari?

Gli investimenti previsti sono rivolti a imprese come

  • PMI innovative con elevato potenziale di crescitanon quotate e operanti su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento a:
    • startup innovative
    • PMI innovative
    • spin off e spin out di università, centri e istituti di ricerca sia pubblici sia privati, parchi scientifici e tecnologici.
  • in via di costituzione o costituite da non più di 60 mesi che si trovano nella fase di avvio dell'attività imprenditoriale e, comunque, in un ambito di intervento pre-commerciale e pre-competitivo
  • operano o prevedono di operare in ambiti tecnologici di interesse strategico nazionale, con priorità per:
    • healthcare;
    • information technology;
    • green economy;
    • deep tech (additive manufacturing, nanotecnologie, nuovi materiali, robotica, intelligenza artificiale).

Come funziona?

Gli investimenti possono prendere diverse forme a seconda delle caratteristiche specifiche dei progetti e delle esigenze di ciascun beneficiario:

  • interventi in equity quasi equity
  • prestiti convertibili e strumenti finanziari di partecipazione
  • contratti e grant contenenti opzioni convertibili

Per ciascuna impresa, l’intervento avviene in misura non inferiore a 100.000 euro e non superiore a 15.000.000 euro, nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina agevolativa di volta in volta applicabile.

Chi effettua gli interventi agevolativi?

 Gli interventi possono esser effettuati dal soggetto attuatore in modo autonomo, quale unico investitore, oppure aggregando risorse proprie in aggiunta a quelle del Fondo per il trasferimento tecnologicosia in coordinamento o co-investimento con imprese, fondi istituzionali o privati, organismi e enti pubblici, inclusi quelli territoriali, nonché attraverso l'utilizzo di risorse dell'Unione europea.

Altri interventi di Enea Tech a supporto dei progetti di innovazione

L'obiettivo di favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella realizzazione di progetti di innovazione e spin-off sarà perseguito anche attraverso altri interventi principalmente con attività di:

  • progettazione, coordinamento, promozione, stimolo alla ricerca e allo sviluppo attraverso l’offerta di soluzioni tecnologicamente avanzate, processi o prodotti innovativi
  • rafforzamento delle strutture e diffusione dei risultati della ricerca, consulenza tecnico-scientifica e formazione
  • supporto alla crescita delle start-up e PMI ad alto potenziale innovativo.

Le modalità come specifica il decreto saranno:

  • la promozione e diffusione delle opportunità offerte dal Fondo per il trasferimento tecnologico
  • la creazione di database di imprenditori, ricercatori e altre figure professionali per individuare facilmente le competenze richieste in progetti di trasferimento tecnologico
  • l’allestimento di piattaforme dedicate allo stato dell’arte dei diritti di proprietà intellettuale negli ambiti tecnologici sostenuti dal Fondo o nelle iniziative di trasferimento tecnologico promosse dalla Fondazione Enea Tech
  • attività di formazione per la creazione di figure professionali nel settore del trasferimento tecnologico e dell’innovazione
  • la predisposizione di studi e ricerche negli ambiti di interesse dell’innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico;

I processi di trasformazione tecnologica sono decisivi per lo sviluppo del Piano Industria 4.0 e la nascita di un fondo pubblico apre importanti spiragli di collaborazioni con altri soggetti già impegnati ad accelerare il percorso della ricerca in direzione del mercato.

Vediamo più nel dettaglio cosa è il Trasferimento Tecnologico e perché è fondamentale per favorire i processi di open innovation.

Che cos’è e a cosa serve il Trasferimento tecnologico

Il trasferimento tecnologico (TT) è una parte fondamentale del processo di innovazione tecnologica.

techcnology transfer process
Source: https://ec.europa.eu

È il processo di trasmissione dei risultati derivanti dalla ricerca scientifica e tecnologica al mercato e alla società nel suo complesso. Include quindi il trasferimento di competenze e le procedure associate.

I trasferimenti possono avvenire tra diversi soggetti come ad esempio università, imprese, persino tra governi.

Possono prendere parte a questo processo:

  • le imprese altamente innovative, come le startup
  • le big company
  • i centri di ricerca e le università
  • i finanziatori/investitori
  • gli innovation manager
  • gli uffici per il trasferimento tecnologico ovvero quelle strutture, spesso attive all’interno degli enti di ricerca, che si occupano nello specifico della valorizzazione dei risultati della ricerca

Nell’era dell’industria 4.0, è chiaro quindi che la collaborazione pubblico-privato diventa fondamentale per la condivisione di conoscenze, competenze, tecnologie, metodi e processi di produzione.

Trasferimento tecnologico e Open Innovation

Aspetto importante è ovviamente anche tutto ciò che riguarda la proprietà intellettuale, ma anche eventuali strategie di open innovation.

La collaborazione tra R&S e industria in ottica di open innovation è diventata fondamentale con l’avanzare della complessità tecnologica dell’innovazione.

Il modello di trasferimento tecnologico basato su licenze e brevetti sta quindi progressivamente facendo spazio a altre forme di collaborazione aperte tra imprese e mondo della ricerca.

Questo paradigma si è sviluppato proprio per ridurre il divario tra ricerca di base e applicazioni industriali e quindi il time-to-market dell’innovazione.

Il trasferimento tecnologico si innesta quindi in processi di open innovation quando garantisce che gli sviluppi scientifici e tecnologici siano accessibili a una gamma più ampia di utenti che possono quindi sviluppare ulteriormente e sfruttare la tecnologia in nuovi prodotti, processi, applicazioni, materiali o servizi.

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    le agevolazioni 2021 per innovazione e sviluppo al sud italia

    Le agevolazioni 2021 per innovazione e sviluppo nel Mezzogiorno

    Quali sono le agevolazioni e bonus fiscali 2021 per sostenere investimenti, innovazione, ricerca e sviluppo nelle regioni del Sud Italia?

    In questo articolo approfondiremo 5 agevolazioni dedicate allo sviluppo del Sud e a stimolare gli investimenti e l'innovazione:

    1. Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno
    2. Credito d'Imposta Ricerca e Sviluppo nel Mezzogiorno
    3. Ecosistemi dell'Innovazione al Sud
    4. Fondo “Cresci al sud” per sostenere la crescita delle PMI
    5.  Bonus Sud, incentivo all'occupazione per favorire l’assunzione dei giovani al sud

    1- Credito d'Imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

    (Prorogato per il 2021 e il 2022 >> leggi l'articolo sulla Legge di Bilancio 2021)

    È un credito di imposta a favore delle imprese che, dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2022, effettuano l'acquisizione, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di beni strumentali nuovi.

    Per l’acquisto quindi di macchinari, impianti e attrezzature varie, che facciano parte di un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Molise
    • Puglia
    • Sardegna

    Come beneficiare del Credito d’Imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

    Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno devono presentare una comunicazione in via telematica all’ Agenzia delle Entrate che effettua, quindi, le verifiche e se non si riscontrano irregolarità, comunica al contribuente l'autorizzazione all'utilizzo in compensazione del credito d'imposta

    I beneficiari potranno utilizzare esclusivamente il credito d'imposta maturato, ossia il credito d'imposta relativo agli investimenti già realizzati al momento della compensazione.

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    2- Credito d’imposta per le Attività di Ricerca e Sviluppo nel Mezzogiorno

    (Prorogato e potenziato per il 2021 e il 2022 >> leggi l'articolo sulla Legge di Bilancio 2021)

    Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, inclusi i progetti in materia di COVID-19, inerenti a strutture produttive che si trovano nelle regioni del Mezzogiorno è stato prorogato fino al 2022 e maggiorato dalla Legge di Bilancio 2021 fino al:

    • 25% per le grandi imprese fino a 250 dipendenti, con fatturato annuo di almeno 50 milioni di euro, oppure con bilancio di almeno 43 milioni di euro;
    • 35% per le medie imprese fino a 50 dipendenti, con fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro;
    • 45% per le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, con fatturato annuo, oppure con bilancio che non superino i 10 milioni di euro.

    3- Creazione di Ecosistemi dell'Innovazione al Sud

    La legge di Bilancio 2021 ha previsto di favorire gli obiettivi di sviluppo e coesione nelle regioni del sud:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Molise
    • Puglia
    • Sardegna
    • Sicilia

    attraverso la creazione di Ecosistemi dell’innovazione.

    Cosa sono gli ecosistemi dell'innovazione?

    Un ecosistema dell’innovazione può essere realizzato tramite la costituzione o riqualificazione di infrastrutture materiali e immateriali utili allo svolgimento di attività di formazione, ricerca e creazione d’impresa, in collaborazione con università, centri di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche e enti del terzo settore.

    A tale scopo vengono assegnati al MIUR 50 milioni di euro per ciascun anno dal 2021 al 2023.

    Le attività di supporto agevolate devono essere inerenti a:

    • Formazione avanzata, realizzata con modalità innovative in collaborazione con università, enti di ricerca, enti pubblici ed imprese;
    • Iniziative in contatto costante con operatori del terzo settore;
    • Laboratori di ricerca congiunti con imprese, università ed enti di ricerca;
    • Spin-off, start-up e incubatori di imprese;
    • Sviluppo di nuovi modelli organizzativi e delle relative competenze necessari in ambito produttivo e della pubblica amministrazione
    • Formazione superiore tradizionale;
    • Reskilling upskilling per un costante aggiornamento dei lavoratori, da realizzarsi in collaborazione con imprese, enti di ricerca, enti pubblici ed altri soggetti della società

    4- Bonus SUD

    (Prorogato per il 2021 e il 2022 >> leggi l'articolo sulla Legge di Bilancio 2021)

    Il bonus Sud è una fiscalità avvantaggiata dedicato alle imprese del Mezzogiorno che assumono disoccupati.

    La finanziaria 2021 ha confermato lo sgravio contributivo, a tutela dei livelli occupazionali nelle Regioni del sud,  per chi assume fino al 2029.  La decontribuzione è modulata negli anni come segue:

    • 30% dei complessivi contributi previdenziali versati fino al 31 dicembre 2025;
    • 20% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2026 e 2027;
    • 10% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2028 e 2029.

    È previsto, poi, un esonero contributivo totale - per 4 anni - per chi assume under 35, nel limite massimo di 6.000 euro annui.

    I datori di lavoro devono avere sede di lavoro in:

    • Abruzzo
    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Molise
    • Puglia
    • Sardegna

    5- Fondo Cresci al SUD

    Il Fondo cresci al sud è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 per dare sostegno e al rilancio dell’economia, all’occupazione e alla produttività del Mezzogiorno.

    Si rivolge alle piccole e medie imprese con sede legale e attività produttiva nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

    Come funziona

    Il Fondo ha una dotazione di 250 milioni di euro – 150 milioni per il 2020 e 100 milioni per il 2021- e opera di concerto con le risorse di investitori privati indipendenti per investire nel capitale delle imprese del Mezzogiorno.

    Gli investitori privati sono selezionati tramite una procedura aperta e trasparente.

    La gestione del Fondo è stata affidata a Invitalia.

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      CREDITO-DIMPOSTA-FORMAZIONE-4.0

      Credito d’Imposta Formazione 4.0 anche per il 2021

      Come usufruire di un credito d'imposta se stai investendo nella formazione 4.0 dei tuoi dipendenti

      credito d'imposta formazione 4.0La Finanziaria 2021 ha prorogato il Credito d'Imposta Formazione 4.0 per tutto il 2021 e fino al 31 dicembre 2022.

      Il Bonus era oggetto del decreto attuativo del Piano Transizione 4.0 con il quale il MiSe ha rifinanziato con 150 milioni di euro il Credito d’Imposta Formazione 4.0.

      Che cos'è?

      Il Credito d'Imposta Formazione 4.0 è una agevolazione fiscale che premia chi investe nella formazione dei dipendenti.

      L'impresa ottiene un credito d'imposta variabile in relazione alla propria dimensione ovvero:

      • 50% delle spese ammissibili per le piccole imprese, nel limite massimo annuale di 300.000 euro
      • 40% per le medie imprese, nel limite massimo annuale di 250.000 euro.
      • 30% per le grandi imprese, nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

      Per tutte le imprese e nel limiti massimi elencati sopra, il credito d’imposta aumenta al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino siano lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

      A chi si rivolge

      L’agevolazione può essere richiesta da tutte le imprese che effettuano spese in attività di formazione nelle competenze 4.0 nel corso del 2020, 2021 e 2022.

      Spese ammissibili

      Sono ammissibili al credito solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze relative alle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, ora Transizione 4.0

      Alcuni esempi sono:

      • big data e analisi dati
      • cloud e fog computing
      • cyber security
      • sistemi cyber-fisici
      • prototipazione rapida
      • sistemi di visualizzazione e realtà aumentata
      • robotica avanzata e collaborativa
      • interfaccia uomo-macchina
      • manifattura additiva
      • internet delle cose e delle macchine
      • integrazione digitale dei processi aziendali

      Gli ambiti di applicazione sono:

      • Vendita e Marketing
      • Informatica e Tecniche
      • Tecnologie di produzione

      Non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente ed ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

      Ampliamento costi ammissibili (Legge di Bilancio 2021)

      La Legge di Bilancio 2021 ha provveduto a un ampliamento dei costi ammissibili a credito d'imposta. Dal 2021 si potrà quindi usufruire del Bonus fiscale anche per:

      • le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione
      • i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione. Ad esempio: le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione (sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità)
      • i costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione
      • le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

      Come richiedere il credito d'imposta formazione 4.0

      Per poter usufruire del credito d’imposta per attività formative, l’ammontare del credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi (nel quadro RU del Modello Unico) e utilizzato esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.

      Il MiSe richiede anche alle imprese che si avvalgono del credito d’imposta di effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico per acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura agevolativa.

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        SIMEST-finanziamenti-agevolati-imprese

        SIMEST: finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione delle imprese

        I finanziamenti alle imprese di SIMEST con il 50% a fondo perduto anche per il 2021

        SIMEST finanziamenti agevolati imprese

        Per l’operatività delle misure previste dai decreti Cura Italia, Liquidità e il decreto Rilancio per favorire la liquidità delle imprese e l’internazionalizzazione, un ruolo strategico è stato affidato a SACE-SIMEST.

        La Legge di Bilancio 2021 ne ha confermato il ruolo, rifinanziando anche per il 2021 le misure gestite dal cosiddetto Polo per l'export e l'internazionalizzazione.

        Che cos'è?

        SACE-SIMEST è il polo per l’export e l’internazionalizzazione del Gruppo CDP dedicato alle imprese che vogliono competere e crescere a livello internazionale.

        Il governo ha affidato al Polo, sotto la direzione del MEF, il mandato di garantire finanziamenti contro-garantiti dallo Stato a supporto delle attività economiche colpite dall’emergenza Coronavirus.

        L’obiettivo è dare centralità agli strumenti di finanza agevolata per le strategie di crescita e internazionalizzazione delle PMI e delle start-up e aumentare il numero delle imprese che beneficiano degli interventi agevolativi finanziati a valere sul Fondo 394.

        Il Fondo Rotativo 394/81: finanziamenti agevolati per le PMI

        Nel 2020 sono intervenute alcune importanti novità che ampliano le opportunità di finanziamento agevolato a disposizione delle PMI a valere sul Fondo Rotativo 394/81 gestito da SIMEST per conto del MISE.

        Nuove risorse per i finanziamenti SIMEST 2021

        • Al Fondo 394/81 per l’export e l’internazionalizzazione sono state assegnate risorse addizionali dalla legge di bilancio 2021. La Manovra 2021 ha assegnato infatti al fondo una dotazione di 1.085 milioni di euro per l’anno 2021 e di 140 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

        Ammessi anche i progetti in Europa

        • L'operatività del Fondo 394/81 è stata estesa anche ai Paesi dell’Unione Europea. Le domande di finanziamento a tasso agevolato possono ora essere presentate per progetti in mercati UE o extra UE

        Esenzione dalle garanzie fino al 30 giugno 2021

        • Le condizioni di concessione dei finanziamenti agevolati diventano più vantaggiose. Le imprese possono beneficiare dell'esenzione dalle garanzie fino al 30 giugno 2021. L’impresa sarà così in grado di ricevere materialmente il finanziamento entro circa un mese dall’avvio dell’istruttoria.

        Contributo a Fondo Perduto fino al 50% del finanziamento

        • Fino a 300 milioni di euro sono destinati alla concessione di quote di finanziamento a fondo perduto.
          La quota a fondo perduto è stata portata
          dal 18 settembre 2020 fino al 50% dell’importo, per un massimo di 800 mila euro di aiuti complessivi per singola impresa. Il via libera è arrivato dalla Commissione UE all'applicazione alla misura del " temporary framework" sugli Aiuti di Stato.  Per la quota dei finanziamenti concessi a fondo perduto, la Manovra 2921 ha previsto ulteriori 465 milioni di euro per l’anno 2021 e 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

        Nuovo finanziamento agevolato a supporto del sistema fieristico

        Dal 9 dicembre 2020 è attivo un nuovo finanziamento agevolato: “Patrimonializzazione a supporto del sistema fieristico”.

        Il supporto di SIMEST si amplia cioè al settore nazionale delle fiere.

        Gli Enti fieristici italiani e le Imprese nazionali organizzatrici di eventi fieristici di rilievo internazionale potranno accedere direttamente ai finanziamenti agevolati in regime “de minimis” a valere sull’apposita sezione del Fondo 394/81, con cofinanziamenti a fondo perduto in regime di Temporary Framework a valere sul Fondo di Promozione Integrata.

        L’importo del finanziamento agevolato può arrivare fino a 10 milioni di euro.

        Cosa finanzia SIMEST?

        I Finanziamenti agevolati di SIMEST sono 7 strumenti a favore dell’internazionalizzazione delle imprese per coprire le spese relative a:

        Patrimonializzazione delle PMI e MidCap

        Le imprese devono aver realizzato negli ultimi 2 anni almeno il 20% del proprio fatturato all’estero o, nell’ultimo anno, il 35%. L’importo massimo finanziabile è di 800 mila euro fino al 40% del patrimonio netto dell’impresa

        Partecipazione a Fiere Internazionali, Mostre e Missioni di Sistema

        • per l’espansione di PMI, MidCap e Grandi Imprese su nuovi mercati internazionali. È previsto un finanziamento a tasso agevolato a copertura del 100% delle spese fino ad un massimo del 15% dei ricavi dell’ultimo esercizio, per un importo massimo di 150 mila euro
        • gli Enti fieristici italiani e le Imprese nazionali organizzatrici di eventi fieristici di rilievo internazionale potranno accedere direttamente ai finanziamenti agevolati con cofinanziamenti a fondo perduto in regime di Temporary Framework. L'importo del finanziamento agevolato arriva fino a 10 milioni di euro.

        Inserimento sui Mercati Esteri tramite la realizzazione di nuove strutture commerciali

        Si tratta di un finanziamento a tasso agevolato a copertura del 100% delle spese fino ad un massimo del 25% del fatturato dell’ultimo biennio, per un importo massimo di 4 milioni di euro

        Inserimento temporaneo di un Temporary Export Manager

        per coadiuvare l’impresa nella realizzazione di progetti di internazionalizzazione. Il finanziamento di importo massimo di 150 mila euro può coprire fino al 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati

        Sviluppo di E-Commerce in Paesi esteri

        per la diffusione di beni e servizi prodotti in Italia o con marchio italiano. Il finanziamento copre fino a 450 mila euro (in caso di sviluppo di una piattaforma propria) o 300 mila euro (in caso di collegamento con un marketplace di soggetti terzi) a copertura del 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.

        Studi di Fattibilità per la valutazione di progetti di internazionalizzazione

        per cui è previsto un finanziamento di importo massimo di 200 mila euro per gli studi relativi a investimenti commerciali e 350 mila euro per gli studi relativi a investimenti produttivi, a copertura del 100% delle spese preventivate, fino a un massimo del 15% del fatturato. medio degli ultimi due anni;

        Programmi di Assistenza Tecnica per la formazione del personale

        coinvolto in iniziative di investimento in mercati esteri, per un importo massimo di 300 mila euro per l’assistenza tecnica destinata alla formazione del personale in loco, e di 100 mila euro per l’assistenza tecnica post-vendita collegata a un contratto di fornitura. Il finanziamento può coprire fino al 100% dell'importo delle spese preventivate, fino al 15% dei ricavi medi dell'ultimo biennio.

        Garanzia Italia

        Garanzia Italia è lo strumento operativo fino al 30 giugno 2021 che supporta la liquidità delle imprese con 200 miliardi (stanziati dal Decreto Liquidità) sotto forma di garanzie sui finanziamenti erogati alle imprese da istituti di credito.

        ll finanziamento, erogato dalle banche o altri soggetti abilitati al credito, è garantito da SACE, tramite  procedura completamente automatizzata, e controgarantito dallo Stato.

        Garanzia Italia è operativa da agosto 2020. La legge di Bilancio 2021 inoltre:

        • ha prorogato la garanzia, concessa a titolo gratuito, fino al 30 giugno 2021, fino al 90% del finanziamento per un importo massimo di 5 milioni di euro
        • ha esteso la garanzia di SACE anche a:
          • cessioni di crediti effettuate dalle imprese a favore di banche e intermediari finanziari
          • operazioni di finanziamento con rinegoziazione del debito purché il finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo in misura pari almeno al 25% dell’importo del finanziamento e a condizione che il rilascio della garanzia determini un minor costo o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione

        La durata dei finanziamenti non deve essere superiore a 6 anni con possibilità di preammortamento fino a 36 mesi.

        Possono accedere le imprese di qualunque dimensione, settore di attività e forma giuridica con i seguenti requisiti:

        • sede in Italia
        • imprese che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019 ma che hanno affrontato o che si sono trovate in una situazione di difficoltà successivamente a seguito dell’epidemia di Covid-19
        • imprese che hanno già utilizzato il Fondo Centrale di Garanzia fino a completa capienza, limitatamente alle PMI

        Per saperne di più sulla garanzia del Fondo Centrale di Garanzia clicca qui

        Inoltre, SACE è stata autorizzata a rilasciare, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti che sottoscrivono in Italia prestiti obbligazionari o altri titoli di debito, garanzie per prestiti obbligazionari emessi dalle imprese con sede in Italia colpite dall’epidemia Covid-19.

        Una nuova strategia per l’internazionalizzazione: il Patto per l’export

        Nel primo semestre 2020 le risorse lorde mobilitate da SIMEST sono cresciute del +610% rispetto all’anno precedente con 20 operazioni effettuate per un totale di 1.825 milioni di euro.

        Sul fronte dei Finanziamenti per l’Internazionalizzazione sono state 500 le operazioni accolte per un totale di 159 milioni di euro.

        Si tratta di cifre destinate a crescere in quest’ultimo semestre 2020, tenendo conto delle agevolazioni di cui sopra, introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

        Nell’ambito di Garanzia Italia 10,5 miliardi di euro sono stati i finanziamenti garantiti.

        Il rafforamento delle esportazioni è al centro anche del Patto per l’export a sostegno delle imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione, varato a giugno 2020.

        L’insieme delle risorse al momento disponibili per la sua attuazione ammonta a circa 1,4 miliardi di euro. Oltre ai 600 milioni di euro per il rifinanziamento del Fondo 394/81 e fino a 300 milioni di euro per il finanziamento della componente a fondo perduto del Fondo sono previsti:

        • 316 milioni di euro per il Piano straordinario Made in Italy e per gli altri programmi promozionali dell’ICE
        • 82 milioni di euro per le attività di promozione integrata ed il piano di comunicazione previsti dal D.L. “Cura Italia”
        • 30 milioni di euro per un nuovo bando in materia di temporary export manager digital export manager, a cura di MAECI e Invitalia
        • oltre 8 milioni di euro a favore della rete delle Camere di commercio italiane all’estero, a valere sulle annualità del programma “True Italian Taste”, per attività di promozione delle eccellenze agroalimentari italiane e di contrasto all’Italian sounding

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          Fondo-di-Garanzia-2020-le-novità-per-emergenza-coronavirus

          Emergenza COVID-19: le novità per il Fondo di Garanzia PMI in vigore anche per il 2021

          Finanziamenti alle imprese. Le nuove regole per accedere al Fondo di Garanzia nel Decreto “Cura Italia” e "Liquidità" e Finanziaria 2021.

          L'emergenza Covid-19 ha richiesto una Riforma del Fondo di Garanzia prorogata dalla Legge di Bilancio 2021 per sostenere la liquidità delle PMI

          Il Fondo di Garanzia per le PMI è stato riformato e potenziato dal Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 e dal Decreto Liquidità dell'8 aprile 2020. La Manovra 2021 ha confermato l'impianto straordinario del Fondo di Garanzia, che rimane quindi in vigore anche per il 2021.

          Per affrontare le difficoltà delle imprese causate dall’emergenza sanitaria Coronavirus e garantire le necessità di liquidità delle PMI, il decreto “Cura Italia” (DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18.) ha assegnato infatto nuove risorse al Fondo di Garanzia per le PMI e previsto nuove regole per il 2020. La novità è stata confermata con il Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 ("Decreto Liquidità").

          L’operatività del Fondo di garanzia per le PMI è stata prorogata dalla finanziaria 2021 fino al 30 giugno 2021 alle medesime condizioni  con una dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2022, 1000 milioni di euro per l’anno 2023, di 1.500 milioni di euro per l’anno 2024, di 1.000 milioni di euro per l’anno 2025 e di 500 milioni di euro per l’anno 2026.

          Anche l’accesso al Fondo di garanzia è prorogato anche alle Mid-cap fino al 28 febbraio 2021, per poi prevedere in seguito uno slittamento verso il sistema Garanzia Italia gestito da SACE per allegerire le pressioni del Fondo.

          Quindi, fino al 30 giugno 2021 si applicano  disposizioni speciali che semplificano l’accesso al fondo e ampliano le garanzie per i finanziamenti delle PMI.

          Che cos’è il Fondo di Garanzia per le PMI

          Tramite il Fondo di Garanzia per le PMI, lo Stato italiano e l’UE affiancano le imprese e i professionisti che hanno difficoltà ad accedere a prestiti e finanziamenti concedendo una garanzia pubblica.

          Per saperne di più leggi la scheda dedicata al Fondo.

          Fondo di Garanzia PMI: le nuove regole in vigore

          Ecco una sintesi delle nuove disposizioni che rimarranno in vigore fino al 30 giugno 2021.

          Accesso al Fondo gratuito. Aumentano massimali e percentuali di copertura della garanzia

          • La garanzia diventa gratuita e sono quindi sospese le commissioni per accedere al Fondo.
          • L’importo massimo garantito previsto per singola impresa sale a 5 milioni di euro (precedentemente era 2,5 milioni di euro). L’importo massimo può essere raggiunto anche sommando più domande di ammontare inferiore.
          • La garanzia copre tutti i finanziamenti al 90% per la garanzia diretta e al 100% per la riassicurazione (su garanzie concesse da confidi fino al 90% del finanziamento) per le operazioni che rientrano nei i limiti previsti dal punto 3.2 del Quadro temporaneo per quanto riguarda durata (fino a 72 mesi) e importo massimo (il finanziamento non può superare il 25% dei ricavi o il doppio della spesa salariale annua dell’ultimo esercizio utile)
          •  Anche per le operazioni al di fuori del Quadro temporaneo, la copertura al 100%  si può ottenere sommando garanzia del Fondo e garanzia concessa dal confidi su fondi propri.
          • Per importi fino a 800.000 euro, si può arrivare a una copertura del 100% del finanziamento cumulando la garanzia del Fondo con quella di un confidi

          Su piccoli prestiti fino a 30 mila euro l'intervento del Fondo copre il 100% dei finanziamenti con durata massima di 10 anni senza che venga effettuata, ai fini della concessione della garanzia, la valutazione del merito di credito.

          nuovo fondo di garanzia 2021

          Estensione automatica della garanzia

          • La durata della garanzia del Fondo è estesa automaticamente per le operazioni per le quali banche o intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento, o della sola quota capitale, in connessione degli effetti indotti dalla diffusione del COVID-19 Virus.
          • Estensione della garanzia su singole operazioni alle grandi imprese con numero di dipendenti non superiore a 499.
          • Estensione garanzia anche in favore di soggetti segnalati in centrale rischi: “inadempienze probabili” nonché con presenza di operazioni classificate come “scadute” o “sconfinanti deteriorate” successivamente alla data del 31 gennaio 2020

          Semplificazione della procedura di valutazione e degli altri adempimenti

          • Per agevolare l’accesso al fondo di imprese colpite dalla diffusione del COVID-19 Virus, la procedura di valutazione viene effettuata solo sulla base dei profili economico-finanziari e senza quindi valutazione del soggetto beneficiario.
          • Viene eliminata la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie.
          • Sono prorogati per tre mesi tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del Fondo.

          L’approvazione delle domande senza valutazione del merito di credito ai fini della concessione della garanzia riguarda tutti i soggetti ammissibili, le imprese fino a 499 dipendenti (la precedente soglia era 249), e tutte le operazioni finanziarie.

          FONDO DI GARANZIA domande pervenute 2020

          Inoltre, alcune novità riguardano specifici settori che hanno subito gravi ripercussioni causate dall’emergenza sanitaria in corso.

          Settore turistico alberghiero

          Per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a € 500.000, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;

          Imprese/filiere danneggiate dall’emergenza Covid-19

          Per le garanzie su specifici portafogli di finanziamenti dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, o appartenenti, per almeno il 60%, a specifici settori/filiere colpiti dall’epidemia, la quota della tranche junior coperta dal Fondo può essere elevata del 50%, ulteriormente incrementabile del 20% in caso di intervento di ulteriori garanti.

          Accesso al Fondo di Garanzia per le persone fisiche (imprenditori e partite iva)

          Possono accedere alle garanzie del fondo anche le persone fisiche la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19. I nuovi finanziamenti, erogati da banche, intermediari finanziari e dagli altri soggetti abilitati alla concessione di credito, devono essere di importo non superiore a 3 mila euro e coprire un arco temporale fino a 18 mesi meno un giorno.

          In favore delle persone fisiche l'intervento del Fondo centrale di garanzia è concesso gratuitamente e senza valutazione.

          E’ stata ampliata la platea dei beneficiari includendo inoltre broker, agenti e subagenti di assicurazione, nonché enti del Terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che esercitano l’attività di impresa o commerciale, anche in via non esclusiva o prevalente o finalizzata all'autofinanziamento.

          Minibond, Microcredito e Startup

          • Le risorse del Fondo di Garanzia si attivano anche per le garanzie su portafogli finanziari, inclusi i portafogli di minibond. 
          • Beneficiano del fondo a titolo gratuito gli operatori di microcredito in possesso del requisito di PMI nella misura massima dell’80& dell’ammontare del finanziamento.
          • Le startup con meno di tre anni di vita alla richiesta della garanzia del Fondo e che quindi non sono valutabili sulla base degli ultimi due bilanci approvati, accedono alla garanzia del Fondo senza valutazione del merito di credito sui finanziamenti concessi da banche e intermediari finanziari finalizzati alla concessione di operazioni di microcredito.

          Fondo di Garanzia per l’Imprenditoria Femminile

          Sempre in risposta alle difficoltà per le imprese femminili emerse a causa dell’emergenza da COVID-19, il 12 Marzo 2020, nuovi fondi sono arrivati anche alla Sezione speciale del Fondo per le PMI dedicato all’imprenditoria femminile: 5 milioni di euro da risorse del Dipartimento per le pari opportunità.

           

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          1. Verifichiamo che l’impresa rispetti tutti i requisiti imposti dalla normativa del Fondo di Garanzia per le PMI
          2. Affianchiamo le imprese nella definizione del business model e nella ricerca di tutte le informazioni essenziali alla redazione del business plan
          3. Valorizziamo il business, realizzando un documento informativo che metta in luce i punti di forza;
          4. Offriamo accesso ad un network di istituti di credito a cui rivolgersi
          5. Facciamo da tramite con l’istituto di credito selezionato per l’accesso al finanziamento

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            accordi-innovazione-MISE-2019

            Accordi per l’Innovazione MiSe

            Il Bando MiSe per l’innovazione negli ambiti Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita e Calcolo ad alte prestazioni

            accordi innovazione MISE band fabbrica intelligenteGli Accordi per l’innovazione sono una misura prevista dal MISE per sostenere gli investimenti in attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale in specifici ambiti territoriali o di settore.

            La misura agisce attraverso appositi accordi siglati tra il Ministero dello sviluppo economico e le Regioni e le province autonome interessate e/o il soggetto proponente che permettono di selezionare le proposte innovative delle imprese più coerenti con gli obiettivi territoriali locali.

            Nel 2019 il MiSe ha definito, nel quadro della cornice generale degli Accordi per l’innovazione, un nuovo intervento agevolativo. Il Bando finanzia progetti innovativi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in 4 aree tecnologiche:

            1. Fabbrica intelligente
            2. Agrifood
            3. Scienze della vita
            4. Calcolo ad alte prestazioni

            Dotazione finanziaria

            Questo intervento è stato poi rifinanziato nel 2020 con 190 milioni di euro. Le risorse stanziate sono state incrementate con il decreto ministeriale 6 febbraio 2020.

            A seguito del predetto rifinanziamento, all'intervento sono complessivamente assegnate 261.264.617,35 euro.

            Le risorse finanziarie previste sono ripartire sia in base a quale delle aree saranno toccate dai progetti di ricerca e sviluppo sia in base alle aree geografiche in cui verranno ospitati.

            • 72 milioni di euro al settore “Fabbrica intelligente”, di cui 20 milioni riservati agli interventi da realizzare nelle regioni "ex obiettivo convergenza": Calabria, Campania, Puglia, Sicilia
            • 42 milioni di euro al settore “Agrifood”, di cui 12 milioni riservati agli interventi da realizzare nelle regioni "ex obiettivo convergenza": Calabria, Campania, Puglia, Sicilia
            • 52 milioni di euro al settore “Scienze della vita”, di cui 18 milioni riservati agli interventi da realizzare nelle regioni "ex obiettivo convergenza": Calabria, Campania, Puglia, Sicilia
            • 24 milioni di euro al settore “Calcolo ad alte prestazioni”
            • 71.264.617,35 euro riservati agli interventi relativi a «Fabbrica intelligente», «Agrifood» e «Scienze della vita» da realizzare nelle regioni "ex obiettivo convergenza": Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

            Si segnala inoltre che la Finanziaria 2021 ha incrementato la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile a sostegno della ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese, nell’ambito di Accordi sottoscritti, con 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2035.

            Principali caratteristiche del Bando Accordi di Innovazione Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita e Calcolo ad alte prestazioni

            A chi si rivolge?

            Possono richiedere l’agevolazione prevista dal Bando:

            1. a) le imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi e attività di trasporto, comprese le imprese artigiane di produzione di beni;
            2. b) le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
            3. c) le imprese che esercitano attività ausiliarie in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);
            4. d) i Centri di ricerca.

            Possono essere presentati, inoltre, progetti congiunti (fino a 5) a cui possono partecipare anche gli Organismi di ricerca. Con riguardo al settore applicativo Agrifood possono partecipare anche le imprese agricole.

            Quali progetti sono finanziabili?

            I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili superiori a 5 milioni € e fino a 40 milioni € per lo svolgimento di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali nell’ambito dei settori applicativi definite dal programma Horizon 2020.

            • ICT;
            • nanotecnologie;
            • materiali avanzati;
            • biotecnologie;
            • fabbricazione e trasformazione avanzate;
            • spazio;
            • tecnologie per “Sfida per la società”.

            Quali sono i costi ammissibili?

            Le tipologie di spese per le quali è possibile richiede il finanziamento sono:

            • costi di personale
            • spese per strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione
            • costi per i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how
            • spese generali, nel limite del 25% dei costi diretti
            • spese per i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

            Come si svolge la procedura negoziale prevista dagli Accordi di Innovazione?

            L’accordo di Innovazione prevede una procedura valutativa negoziale, una particolare procedura istruttoria articolata in più step.

            FASE 1 - Presentazione della proposta progettuale

            Il soggetto proponente presenta proposta progettuale per la valutazione dell’innovatività tecnologica dell’iniziativa e la rilevanza strategica per il sistema economico, redatta secondo lo schema previsto dal bando;

            FASE 2 Analisi documentazione e procedura per la definizione dell’Accordo per l’Innovazione

            Il Ministero richiede al Soggetto gestore una valutazione di natura tecnica sulla proposta.

            Il MISE avvia la fase di interlocuzione con le Regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche interessate. Il Ministero può richiedere la partecipazione in tale fase anche del soggetto proponente.

            In caso di esito positivo di questa fase, si procede alla sottoscrizione dell’Accordo, nel quale sono indicate le finalità dell’accordo, le amministrazioni che intendono cofinanziare l’iniziativa proposta, le imprese coinvolte, i progetti di ricerca e sviluppo da realizzare, il quadro finanziario dell’Accordo con la definizione degli impegni finanziari a carico di ciascuna amministrazione, l’agevolazione concessa a ciascun progetto, i termini per la presentazione al Soggetto gestore dei progetti definitivi e per la realizzazione dell’Accordo.

            FASE 3: Presentazione dei progetti definitivi di ricerca e sviluppo e fase di istruttoria

            In seguito alla sottoscrizione dell’Accordo di Innovazione, i soggetti proponenti presentano la domanda di agevolazioni al Soggetto gestore. Si apre quindi la Fase di istruttoria che si conclude entro 70 giorni dalla presentazione della domanda di agevolazione con la valutazione complessiva dell’intero progetto e la sua ammissibilità alle agevolazioni.

            In cosa consiste l’agevolazione?

            Tramite gli accordi di innovazione, il MISE mette a disposizione per le imprese innovative:

            • un contributo diretto alla spesa per una percentuale pari al 20% dei costi e delle spese ammissibili complessivi, a cui si aggiunge una eventuale quota resa disponibile dalle Regioni o Province autonome;
            • un finanziamento agevolato, nel caso in cui sia previsto dall’Accordo, nel limite del 20 % dei costi e delle spese ammissibili complessivi.

            La presentazione dei progetti è possibile dal 12 novembre 2019, utilizzando la procedura telematica disponibile sul sito del soggetto gestore.

            Vuoi partecipare al bando Fabbrica intelligente, Agrifood, Scienze della vita e Calcolo ad alte prestazioni? 

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