Nuove Imprese a Tasso Zero

Nuove Imprese a Tasso zero. La guida al Bando per le Startup di giovani e donne

Tutto quello che devi sapere, agevolazioni previste e requisiti per accedere all'incentivo di Invitalia "Nuove Imprese a Tasso Zero". Dal 19 maggio 2021 al via alle domande.

Nuove Imprese a Tasso Zero

Nuove imprese a tasso zero” è l’iniziativa, gestita da Invitalia per sostenere la creazione di micro e piccole imprese competitive a prevalente o totale partecipazione di giovani under 35 o donne, su tutto il territorio nazionale.

In cosa consiste

Consiste in finanziamenti agevolati per l’avvio di startup relative a:

  • produzione di beni (nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli);
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo
  • attività della filiera turistico-culturale;
  • servizi per l’innovazione sociale.

Il Decreto Crescita 2019 ha previsto la modifica di alcuni punti salienti della misura.

Il Decreto interministeriale 4 dicembre 2020 ha dato attuazione alle novità introdotte. Vediamo la normativa aggiornata. 

Le principali novità per i finanziamenti diretti a imprese giovanili e femminili

Di seguito, vi forniamo uno schema delle principali modifiche entrate in vigore con la pubblicazione in Gazzetta del decreto:

  • La durata dei finanziamenti concedibili passa da 8 a 10 anni
  • Si allarga la platea dei beneficiari: le micro e piccole imprese beneficiare sono quelle costituite da non più di 60 mesi, anziché da non oltre 12 mesi
  • L’importo del finanziamento aumenta dal 75% della spesa ammissibile al 90% della spesa ammissibile in caso di imprese costituite da almeno 36 mesi e non oltre 60 mesi
  • L’importo massimo delle spese viene elevato a 3 milioni di euro in caso di imprese costituite da almeno 36 mesi e non oltre 60 mesi
  • Vengono inserite tra le spese ammissibili anche i costi iniziali di gestione (per un massimo del 20% delle spese totali ammissibili) per le imprese costituite da non più di 36 mesi
  • Si ammette il cumulo delle agevolazioni con altri aiuti di Stato, nei limiti previsti dalla normativa europea in materia
  • Viene inserito un servizio di tutoraggio per le imprese costituite da non più di 36 mesi
  • È ora previsto un contributo a fondo perduto in aggiunta al finanziamento

Guida aggiornata al Bando Nuove Imprese a Tasso Zero

Ecco quindi una scheda con le principali caratteristiche del bando Nuove Imprese a Tasso Zero sulla base della normativa vigente oggi.

A chi si rivolge

Possono richiedere l’agevolazione:

  • le imprese costituite in forma societaria da non oltre 60 mesi dalla presentazione della domanda, comprese le cooperative. Oltre la metà dei soci, per numero o per quote di partecipazione, deve essere composta da donne o da giovani tra i 18 ed i 35 anni
  • le società costituende formate da sole persone fisiche, purché si costituiscano entro 45 giorni dalla data di comunicazione del provvedimento di ammissione.

Spese Ammissibili

Le spese ammesse al programma d’investimento cambiano a seconda se l'impresa sia stata costuita da non più di 3 anni o oltre.

Spese ammesse per le imprese costituite da non più di 36 mesi

  • a) fabbricati e opere murarie (comprese le ristrutturazioni)
  • b) macchinari, impianti e attrezzature
  • c) programmi e servizi per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione
  • d) brevetti, licenze e marchi
  • e) consulenze specialistiche e studi di fattibilità
  • f) oneri connessi alla stipula del contratto di finanziamento agevolato e, limitatamente alle imprese costituende, oneri connessi alla costituzione della società
  • g) esigenze di capitale circolante (materie prime, servizi necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa e diversi da quelli previsti negli investimenti, godimento di beni di terzi) nel limite del 20% delle spese di investimento di cui sopra ritenute ammissibili

Spese ammesse per le imprese costituite da oltre 36 mesi

  • a) l'acquisto dell'immobile sede dell’attività (solo per le imprese del settore turismo)
  • b) opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni
  • c) macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica
  • d) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Agevolazione prevista

L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero della durata massima di 10 anni fino al 90% delle spese ammissibili, integrabile con un contributo a fondo perduto.

A quanto ammonta il contributo a fondo perduto?

  • € 1.500.000,00 fino a copertura del 20% delle voci di spesa b, c, d, per le imprese costituite da non più di 36 mesi;
  • € 3.000.000,00 fino a copertura del 15% delle voci di spesa c, d, per le imprese costituite da più di 36 mesi.

Il contributo a fondo perduto è concesso nei limiti delle risorse disponibili e in caso di esaurimento, le agevolazioni sono concesse nella sola forma del finanziamento agevolato.

Vuoi fare domanda per il bando Nuove Imprese a Tasso Zero?

A partire dal 19 maggio 2021 sarà possibile presentare domanda di agevolazione con i nuovi criteri attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Non ci sono graduatorie: le domande vengono esaminate in base all’ordine di presentazione.

    Ricevi maggiori informazioni da un advisor FIMAP

    Prenota una call allo 06.4741646 oppure compila il form.

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    Bando Cultura Crea 2021

    Nuovo Bando Cultura Crea 2021: finanziamenti per startup, imprese e terzo settore nell'industria culturale

    Dal 2021 nuovi incentivi e contributo anti-Covid. La guida aggiornata per partecipare al bando “Cultura Crea Plus” e "Cultura Crea 2.0".

    Bando Cultura Crea 2021

    In cosa consiste

    Cultura Crea è il Bando gestito da Invitalia e promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

    Sostiene il settore culturale e creativo e ha come finalità rafforzare la competitività delle imprese delle Regioni del Sud

    • Basilicata
    • Calabria
    • Campania
    • Puglia
    • Sicilia

    Dal 2021 Cultura Crea si rinnova e si raddoppia con 2 sportelli a sostegno delle imprese e dei soggetti del terzo settore:

    Il 19 aprile 2021 si apre Cultura Crea Plus: un contributo a fondo perduto per chi è stato danneggiato dall'emergenza coronavirus

    Dal 26 aprile 2021 è operativo Cultura Crea 2.0: in sostituzione del vecchio sportello Cultura Crea, è un mix di finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto.

    Cultura Crea Plus

    Totalmente nuova è la misura per rispondere alla crisi innescata dalla pandemia nel settore turismo e cultura con una dotazione di 30 milioni di euro.

    Cultura Crea PLus offre fino a 25 mila euro a fondo perduto alle imprese, anche no profit, che hanno subito una perdita di fatturato nel corso del 2020 a causa dell’emergenza Covid – 19 e che non necessariamente intendono presentare un piano di investimenti.

    Chi può richiedere l'agevolazione?

    • PMI, in forma di società di persone o di capitali, anche in forma cooperativa ad esclusione dei consorzi e delle ditte individuali
    • I soggetti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore

    Tutti i soggetti ammessi devono risultare costituiti al 1° gennaio 2020 e svolgere al 31 dicembre 2020 regolare attività economica secondo i codici ATECO ammessi.

    Spese Ammissibili

    Sono ammissibili alle agevolazioni le spese di capitale circolante, al netto dell’IVA, sostenute successivamente al 23 luglio 2020, relative alle seguenti voci di investimento:

    • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti utilizzati nel ciclo produttivo caratteristico dell’impresa;
    • utenze fornite su immobili;
    • canoni di locazione relativi ad immobili destinati allo svolgimento dell’attività;
    • prestazioni di servizi e prestazioni professionali connesse all’attività produttiva del soggetto beneficiario;
    • costo del lavoro dipendente, con esclusione dei contratti di tirocinio e stage, che non benefici di alcun’altra agevolazione, anche indiretta, o a percezione successiva, dedicato all’attività presso l’unità locale destinataria dell’aiuto post emergenza sanitaria Covid-19.

    Agevolazione prevista

    L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto nella misura del 100% delle spese ammissibili e per un valore massimo di 25.000 €.

    Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche che costituiscono aiuti di stato concesse al soggetto beneficiario per le medesime spese e/o costi ammissibili.

    Come e quando presentare domanda?

    La presentazione della domanda può essere effettuata unicamente tramite la piattaforma informatica del soggetto gestore Invitalia, a partire dal 19 aprile 2021. La procedura è a sportello.

    Cultura Crea 2.0

    Cultura Crea 2.0 è il nuovo Bando di Invitalia che rinnova il precedente bando.

    Sono 3 le linee di intervento per startup, imprese condolidate e imprese sociali:

    1. Creazione di nuove imprese nell’industria culturale (Titolo II)
    2. Sviluppo delle imprese dell’industria culturale, turistica e manifatturiera (Titolo III)
    3. Sostegno ai soggetti del terzo settore che operano nell’industria culturale (Titolo IV)
    cultura crea invitalia infografica

    1/ Creazione di nuove imprese nell'industria culturale

    Chi può richiedere l'agevolazione?

    I soggetti beneficiari relativamente al Titolo II sono:

    • le imprese costituite da non oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda, in forma societaria di capitali o di persone, comprese le società cooperative.
    • le persone fisiche che intendono costituire un’impresa entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

    Le startup sostenute dalla misura devono operare nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nell'ambito delle attività economiche elencate all’allegato 1 della direttiva operativa del Ministero.

    Cosa finanzia?

    Il Titolo II di Cultura Crea 2.0 finanzia i programmi di investimento con importo non superiore a € 400.000,00 che prevedano l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle seguenti aree:

    Economia della conoscenza
    Sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni legati all’industria culturale.

    Economia della conservazione
    Sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nell attività conservative come restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione. 

    Economia della fruizione
    Sviluppo di strumenti innovativi come piattaforme digitali, prodotti hardware e software, nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, per l’incrementare l’offerta collegata alla fruizione turistico culturale.

    Economia della gestione
    Sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali

    Agevolazione prevista

    Per le nuove imprese è previsto un finanziamento agevolato, a tasso d’interesse pari a zero, fino al 40% della spesa ammessa ed un contributo a fondo perduto fino al 40% della spesa ammissibile.

    2/ Sviluppo delle imprese dell’industria culturale, turistica e manifatturiera

    Chi può richiedere l'agevolazione?

    Il Titolo III di Cultura Crea 2.0 sostiene le startup costituite da non meno di 36 mesi alla data di presentazione della domanda in forma societaria di capitali o di persone, comprese le società cooperative nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016 (la Sicilia è esclusa).

    Cosa finanzia?

    I progetti di investimento:

    • di importo non superiore a € 500.000;
    • relativi a una o più delle attività economiche elencate all’allegato 2 e con un legame funzionale con uno o più attrattori di cui allallegato 4 (musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, parchi e giardini storici)
    • essere inseriti in una o più delle seguenti aree:
      • fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori
      • promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali
      • recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi

    L'agevolazione prevista può coprire fino all’80% della spesa complessivamente ammissibile tramite un mix di finaziamento agevolato e contrbuto a fondo perduto, incrementata al 90% in caso di impresa femminile o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

    • Il finanziamento agevolato, a tasso d’interesse pari a zero, ammonta al massimo al 60% della spesa ammessa, elevabile al 65% per le imprese femminili/giovanili/con rating di legalità
    • il contributo a fondo perduto può coprire al massimo il 20% della spesa ammessa elevabile al 25%

    3/ Sostegno ai soggetti del terzo settore che operano nell’industria culturale

    Chi può richiedere l'agevolazione?

    Relativamente al Titolo IV possono presentare domanda di ammissione i soggetti del terzo settore, imprese in forma societaria e ONLUS nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016.

    Cosa finanzia?

    I progetti di investimento:

    • con importo non superiore a € 400.000;
    • realizzati dai soggetti del terzo settore presso una o più unità produttive nel territorio delle Regioni, relativi a una o più delle attività elencate all’allegato 3 della direttiva e con legame funzionale con uno o più attrattori di cui all’allegato 4
    • inseriti in una o più delle seguenti aree:
      • gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
      • fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
      • animazione e partecipazione culturale

    Agevolazione prevista

    Ai soggetti del terzo settore è concesso un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% per le imprese femminili, le imprese giovanili e quelle in possesso del rating di legalità.

    Per tutte e tre le linee di intervento, rispetto al precedente bando, si apre la possobilità di presentare domanda anche alle reti di impresa già costituite al momento della domanda per progetti integrati.

    Spese ammissibili (Titolo II-III-IV)

    Per tutte le linee di intervento i costi ammessi sono quelli relativi agli investimenti per:

    • acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili;
    • acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze e marchi;
    • opere murarie, nel limite del 20% del programma complessivamente ammesso.

    Le spese di capitale circolante sono ammissibili nel limite del 50% per:

    • materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti utilizzati nel ciclo produttivo caratteristico dell’impresa;
    • utenze;
    • canoni di locazione relativi alla sede oggetto del programma di investimento;
    • prestazioni di servizi connesse all’attività produttiva agevolata del soggetto beneficiario;
    • perizia tecnica e polizza assicurativa riferite e connesse ai soli beni del progetto finanziato e fideiussione bancaria/assicurativa richiesta in sede di anticipazione;
    • spese notarili relative alla costituzione della società sostenute per il solo avvio dell’attività;
    • la sola apertura del conto corrente dedicato e/o vincolato al programma d’investimento;
    • costo del lavoro dipendente assunto a tempo indeterminato che non benefici di alcun’altra agevolazione, anche indiretta, o a percezione successiva, impiegato nel programma d’investimento da realizzare presso l’unità produttiva.

    Servizio di Tutoring

    Alle imprese beneficiarie possono essere concessi anche servizi di tutoraggio tecnico –gestionale. Il valore complessivo dei servizi erogati è pari al massimo a 10.000 euro, concessi in forma di fondo perduto.

    I servizi sono erogati alle imprese beneficiarie da Invitalia anche mediante modalità telematiche per trasferire competenze specialistiche, strategiche per il miglior esito delle iniziative finanziate, negli ambiti tematici di maggiore interesse e rilevanza per le imprese, con particolare riferimento alla corretta fruizione delle agevolazioni, all’accesso al mercato dei capitali, al marketing, all’organizzazione, alla gestione delle risorse umane e all’innovazione di processo, di prodotto, organizzativa e gestionale

    Presentazione della domanda

    La presentazione della domanda per l'agevolazione Cultura Crea 2.0 può essere effettuata unicamente tramite la piattaforma informatica del soggetto gestore Invitalia, a partire dal 26 aprile 2021.

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      BANDO MACCHINARI INNOVATIVI

      Bando Macchinari innovativi MiSe: finanziamenti per le PMI al Sud

      Apertura secondo sportello Nuovo Bando Macchinari Innovativi 2021

      BANDO MACCHINARI INNOVATIVI

      Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il decreto che definisce i termini di apertura del secondo sportello del nuovo bando “Macchinari innovativi”

      Che cos'è?

      Il bando Macchinari Innovativi del Ministero dello Sviluppo Economico è una misura gestita da Invitalia per  favorire i programmi di investimento innovativi delle PMI del Sud Italia.

      Il MiSe incentiva la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e la transizione del settore manifatturiero verso il paradigma dell’economia circolare nelle regioni:

      • Basilicata
      • Calabria
      • Campania
      • Puglia
      • Sicilia

      L’obiettivo del Bando è favorire la transizione del settore manifatturiero verso la Fabbrica Intelligente attraverso l’introduzione delle tecnologie abilitanti di cui al PIANO TRANSIZIONE 4.0.

      A chi si rivolge il Bando

      I soggetti destinatari sono:

      • le micro,piccole e medie imprese
      • i liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o che abbiano aderito alle associazioni professionali individuate dal MISE
      • i contratti di rete fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, a condizione chesi configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti.

      Le imprese ammesse possono appartenere a tutti i settori manifatturieri (C) della classificazione ATECO 2007, ad eccezione di:

      • Siderurgia;
      • Estrazione del carbone;
      • Costruzione navale;
      • Fabbricazione delle fibre sintetiche;
      • Trasporti e relative infrastrutture;
      • Produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture.

      Progetti ammissibili

      Per ottenere le agevolazioni previste dal Bando i programmi di investimento devono:

      • prevedere spese tra € 400.000,00 e 3.000.000,00 di euro
        Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa
        , la soglia minima può essere raggiunta sommando le spese connesse ai singoli programmi di investimento dei soggetti aderenti alla rete. Ciascun programma deve comunque prevedere spese ammissibili per almeno 200.000,00 euro
      • essere realizzati in unità produttive nelle Regioni meno sviluppate indicate
      • prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti per consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa e/o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare

      Spese Ammissibili

      I beni oggetto del programma di investimento devono essere nuovi e acquistate da terzi, riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali cioè riguardare:

      • macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento
      • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali

      Le spese correlate ai programmi di investimento devono inoltre essere:

      • riferite a beni ammortizzabili e capitalizzati che figurano nell’attivo patrimoniale dell’impresa e mantengono la loro funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno 3 anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni
      • riferite a beni utilizzati esclusivamente nell’unità produttiva oggetto del programma di investimento
      • pagate esclusivamente in modo da consentire la piena tracciabilità delle operazioni
      • conformi alla normativa comunitaria in merito all’ammissibilità delle spese nell’ambito dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali programmazione 2014-2020
      • ultimate non oltre il termine di 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, fermo restando la possibilità da parte del Ministero di concedere, su richiesta motivata dell’impresa beneficiaria, una proroga del termine di ultimazione non superiore a 6 mesi

      Agevolazione prevista

      L’agevolazione concessa dal bando Macchinari Innovativi consiste in:

      • un contributo a fondo perduto in conto impianti
      • un finanziamento agevolato, fino al 75% delle spese ammissibili.
        Il finanziamento agevolato deve essere restituito dalla PMI senza interessi entro un periodo massimo di 7 anni, a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.

      Il mix delle agevolazioni è definito in relazione alla dimensione dell’impresa:

      • Per le imprese di micro e piccola dimensione, il contributo in conto impianti è pari al 35% e il finanziamento agevolato al 40%
      • Per le imprese di media dimensione, il contributo in conto impianti è  pari al 25% e il finanziamento agevolato al 50%.

      Presentazione della domanda per il Bando Macchinari Innovativi

      La misura è finanziata con 132,5 milioni di euro.

      Le domande potranno essere compilate dalle ore 10 del 13 aprile 2021, mentre l’invio della richiesta potrà avvenire dalle ore 10 del 27 aprile 2021.

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        investeu è il programma europeo per investimenti e finanziamenti 2021-2027

        InvestEU 2021-2027: il nuovo programma UE per gli investimenti

        InvestEU sosterrà gli investimenti in Europa e l’accesso ai finanziamenti delle PMI per favorire la transizione verde e digitale e la ripresa post COVID-19

        InvestEU programma europeo 2021-2027 per investimenti e finanziamenti

        Nel nuovo quadro pluriennale 2021-2027, avremo a che fare con un nuovo strumento, InvestEU, il programma con l’Unione Europea:

        • sostiene l’accesso ai finanziamenti delle PMI europee
        • favorisce gli investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo di infrastrutture sostenibili

        Con uno scenario complicato dal COVID-19, InvestEU lavorerà quindi per la ripresa dell’economia europea, soprattutto in merito a transizione verde e digitale.

        Il 12 marzo 2021 il Parlamento ha adottato ufficialmente il Regolamento di Invest Eu. Il Programma operarà con un budget di 8,4 miliardi di euro.

        Andiamo per ordine e cerchiamo di capire in questa mini-guida:

        • In cosa consiste InvestEU
        • Come funziona
        • Il potenziamento di Invest-EU nella prospettiva post COVID-19
        • Budget e Struttura
        • Quando entra in vigore il Regolamento Invest Eu

        Cos’è InvestEU?

        Il Fondo InvestEU è lo strumento del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2021‑2027 che riunisce in un unico programma i 14 differenti strumenti finanziari attualmente disponibili per sostenere gli investimenti nell’UE.

        Raccoglie quindi l’eredità e l’esperienza del Piano Junker e del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) che ha contributo alla creazione di quasi un milione di posti di lavoro, sostenendo 850 mila PMI.

        In cosa consiste?

        InvestEU consiste in una garanzia di bilancio dell’Unione pari a 26,2 miliardi di euro a copertura di prodotti finanziari forniti dai partner finanziari.

        Il Fondo si rivolge a progetti di valore e coerenti con gli obiettivi delle politiche dell’UE ma che per il profilo di rischio avrebbero difficoltà ad accedere a finanziamenti.

        Le PMI rappresentano oltre il 99% delle imprese nell'Unione e il loro valore economico è significativo e cruciale. Tuttavia, incontrano difficoltà quando accedono ai finanziamenti a causa del loro alto rischio percepito e della mancanza di garanzie sufficienti.

        L’obiettivo è espandere il modello di successo del piano Juncker, ovvero utilizzare le garanzie e il bilancio dell’UE per attirare altri investitori.

        Oltre alla garanzia dell’Unione a livello dell’UE, la proposta prevede che gli Stati membri possano utilizzare parte dei fondi in regime di gestione concorrente attraverso un apposito comparto della garanzia dell’Unione nel quadro del Fondo InvestEU con stessi obiettivi ma rispondendo a bisogni nazionali o regionali. In Italia sarà Cassa Depositi e Prestiti a gestire lo strumento.

        Come funziona?

        Rispetto al FEIS, cambia la modalità di gestione. InvestEU deve consentire una maggiore efficacia della garanzia europea, adottando una semplificazione della struttura di governance con una reductio ad unum:

        • un sistema unico e coerente di rendicontazione, in modo da evitare sovrapposizioni
        • un singolo fondo per i molteplici e diversi strumenti finanziari presenti a livello UE

        Il fondo opera sfruttando l’esperienza al livello UE del suo principale partner finanziario, il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI).

        Allo stesso tempo fissa le condizioni per l’individuazione degli altri partner finanziari, tra cui potrebbero rientrare le banche di promozione nazionali e regionali e ulteriori enti rispondenti a determinate competenze locali e nazionali.

        Si mira cioè a valorizzare il ruolo di questi istituti, consentendo l’accesso diretto alla garanzia europea, eliminando il passaggio intermedio per la BEI in modo da garantire una flessibilità maggiore nella gestione della stessa e, conseguentemente, più ampie possibilità di finanziamento dei progetti.

        La Governance

        In base alla posizione del Consiglio, il programma InvestEU dovrebbe essere amministrato da:

        • un comitato direttivo responsabile di stabilire l’orientamento strategico e operativo di InvestEU, che garantisca il giusto equilibrio tra l’esperienza politica e quella bancaria per la gestione del programma, composto infatti da quattro rappresentanti della Commissione, tre rappresentanti della BEI, due rappresentanti di altri partner finanziari, oltre a un membro di nomina del Parlamento Europeo senza diritto di voto
        • un comitato consultivo – composto da rappresentanti dei partner finanziari e da rappresentanti degli Stati membri – che fornisce consulenza alla Commissione e al comitato direttivo
        • per quanto riguarda i finanziamenti e gli investimenti, un comitato per gli investimenti – composto da esperti indipendenti – responsabile di fornire consulenza esterna nella valutazione degli investimenti in relazione ai progetti

        La Commissione e il comitato direttivo riferiranno annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio sui progressi, l’impatto e il funzionamento del programma, creando un sistema di responsabilità maggiore verso i cittadini europei.

        Il Polo di Consulenza e il Portale dei Progetti di Investimento

        Il programma InvestEU sarà dotato di un polo di consulenza sugli investimenti, uno sportello di assistenza per lo sviluppo dei progetti, e di un portale dei progetti di investimento, che permetterà agli investitori di individuare facilmente le opportunità di investimento presenti nel database sulla base dell’area e del luogo di loro interesse

        Con questi strumenti si cercherà di supportare gli Stati membri a sfruttare nel modo più efficace i fondi UE e fornire un supporto mirato ai promotori delle iniziative, garantendo un’ampia visibilità ai progetti per renderli maggiormente accessibili ai potenziali investitori.

        Il potenziamento di Invest-EU nella prospettiva post COVID-19

        A maggio 2020, la Commissione ha pubblicato la sua proposta per la ripresa: un nuovo programma temporaneo, Next Generation EU (NGEU), per affrontare le conseguenze socioeconomiche della crisi del Covid-19.

        Questo progetto coinvolge anche un potenziamento di InvestEU per adattarlo alle esigenze post-pandemiche dell’economia europea.

        Grazie a Next Generation EU, InvestEU potrà essere un supporto per le imprese che vogliono attrarre investitori per implementare le priorità dell’Unione, come il Green Deal europeo e la transizione alla digitalizzazione e una maggiore resilienza.

        Gli Stati membri potranno ricorrere a InvestEU per attuare parte dei loro piani per la ripresa e la resilienza nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Avranno inoltre la possibilità di convogliare parte dei loro fondi strutturali verso InvestEU per mobilitare investimenti aggiuntivi.

        Il Budget di InvestEU

        L'11 dicembre 2020, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo su un pacchetto che combina il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale con Next Generation EU nato per rispondere alla crisi finanziaria e per sostenere la ripresa europea post Covid-19.

        Le conclusioni fissano lo stanziamento del Fondo InvestEU nell’ambito del QFP 2021-2027 a 2,8 miliardi di euro, che sarà integrato dai rientri derivanti dagli strumenti precedenti al 2021. Mentre il contributo aggiuntivo da Next Generation EU sarà di 5,6 miliardi di euro.

        Questo accordo si rifà a quanto proposto dal Consiglio a Luglio 2020, con una drastica riduzione di InvestEU rispetto alla proposta della Commissione.

        Le risorse di Invest EU ammontano perciò a 8,5 miliardi di euro in prezzi correnti. Invest EU attiverà garanzie per circa 26,2 miliardi di euro a prezzi correnti e, grazie a un effetto moltiplicatore, dovrebbe mobilitare oltre 370 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nei prossimi 7 anni.

        La proposta iniziale della Commissione prevedeva invece garanzie per oltre 75 miliardi di euro.

        Ripartizione del budget

        Per quanto riguarda, le linee di intervento, la garanzia di bilancio dell'Unione sarà ripartita tra 4 ambiti:

        • infrastrutture sostenibili (ad esempio progetti nei settori dell'energia sostenibile, della connettività digitale, dei trasporti e dell'economia circolare): 37,8%
        • ricerca, innovazione e digitalizzazione (ad esempio il trasferimento dei risultati della ricerca ai mercati o progetti nel settore dell'intelligenza artificiale): 25,1%
        • PMI (agevolazione dell'accesso delle PMI ai finanziamenti): 26,4%
        • investimenti sociali e competenze (ad esempio progetti nei settori dell'istruzione e della formazione, dell'edilizia popolare e dell'assistenza sanitaria): 10,6%

        Gli investimenti che rivestono un'importanza strategica per l'UE possono essere sostenuti nel quadro di tutti gli ambiti di intervento. In particolare, sostegno alla transizione verde dell'UE riceverà almeno il 30% degli investimenti nell'ambito di InvestEU. Con questo scopo si agirà anche orizzontalmente a tutti gli ambiti di intervento, sostenendo i territori più interessati dal processo di transizione per il conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE.

        Quando entra in vigore il Regolamento Invest EU

        Il regolamento che istituisce InvestEU dovrebbe entrare in vigore all'inizio di aprile 2021, dopodiché la Commissione concluderà le procedure necessarie.

        Le domande di finanziamento potrebbero aprirsi entro la metà del 2021.

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          BANDO ISI INAIL 2021-2021

          Bando ISI INAIL 2020/2021: finanziamenti alle imprese per salute e sicurezza sul lavoro

          Fino a 130 mila euro a fondo perduto.

          INAIL stanzia oltre 200 milioni di euro in finanziamenti per il miglioramento della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro

          Bando Isi Inail 2020 - 2021

          Il Bando ISI INAIL mette a disposizione per il 2020-2021 contributi a fondo perduto fino a 130.000 euro per le imprese che investono nel miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

          Nuovi macchinari, impianti, attrezzature da lavoro, rimozione dell’amianto sono alcuni degli interventi finanziabili.

          I beni acquistati dovranno configurarsi come soluzioni innovative per:

          1. abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti
          2. migliorare il rendimento e la sostenibilità globali
          3. conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

          Quali sono i Progetti finanziabili?

          Le risorse finanziare sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.

          Il bando ISI INAIL prevede 5 Assi di finanziamento:

          • Asse 1 (sub Assi 1.1 e 1.2): Progetti di investimento e Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;
          •  Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (Asse 2)
          • Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (Asse 3);
          • Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività: pesca e fabbricazione mobili (Asse 4)

          Chi può partecipare al Bando ISI INAIL?

          Possono richiedere l’agevolazione le imprese, anche individuali, su tutto il territorio nazionale ed iscritte alla Camera di commercio, a esclusione delle micro e piccole imprese dell’agricoltura primaria, alle quali è riservato il bando Isi Agricoltura 2019-2020, pubblicato lo scorso 6 luglio.

          Per l’asse 2 di finanziamento possono essere soggetti destinatari anche gli Enti del terzo settore.

          In cosa consiste l’agevolazione?

          L’agevolazione concessa tramite il Bando Inail è un contributo a fondo perduto fino a 130.000 euro.

          La misura del finanziamento in conto capitale varia in base all’asse:

          Per i progetti riconducibili all’asse 4 è previsto un contributo pari al 65% delle spese ammissibili fino ad un massimo di 50.000 euro.

          Quando presentare la domanda

          La domanda può essere presentata esclusivamente online tramite una procedura informatica apposita. Le date di apertura e chiusura della procedura informatica sono: 1 giugno 2021 - 15 luglio 2021.

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            Linea internazionalizzazione plus

            Bando Linea Internazionalizzazione plus: finanziamenti per le PMI in Lombardia

            Contributi a fondo perduto e Finanziamenti agevolati per lo sviluppo delle PMI lombarde sui mercati esteri

            Linea internazionalizzazione plus

            La regione Lombardia ha annunciato la riapertura, entro il mese di marzo 2021, del Bando Linea Internazionalizzazione Plus - Supporto alla realizzazione di progetti di internazionalizzazione complessi da parte delle PMI per sviluppare e/o consolidare la capacità di azione delle imprese lombarde nei mercati esteri

            A chi si rivolge

            I soggetti ammessi a presentare domanda sono le PMI iscritte al Registro imprese e attive da almeno 24 mesi, che abbiano sede operativa in Lombardia al momento dell'erogazione dell'agevolazione.

            Cosa finanzia

            Sono ammissibili i progetti che riguardano programmi integrati di sviluppo internazionale delle PMI.

            L'obiettivo è la realizzazione di servizi e attività per avviare o consolidare il proprio business nei mercati esteri.

            Quali sono le spese ammissibili?

            Le spese ammissibili decorrono dal giorno successivo alla data di invio della domanda e riguardano:

            • partecipazione a fiere internazionali anche in modo virtuale in Italia e all'estero e spese correlate
            • istituzione temporanea all'estero (max 6 mesi) di show-room o spazi espositivi o anche vetrine virtuali
            • azioni di comunicazione ed advertising su mercati esteri
            • siti web o accesso a piattaforme cross border (B2B/B2C)
            • consulenza per il programma di internazionalizzazione
            • conseguimento (no consulenze) di certificazioni estere per prodotti da promuovere nei paesi target
            • commissioni per eventuale garanzia fidejussoria
            • personale dipendente impiegato nel progetto di internazionalizzazione (max 20% delle spese ammissibili ai punti precedenti)
            • spese generali forfettarie max 7% delle spese ammissibili ai punti precedenti

            Agevolazione prevista

            L'agevolazione consiste nella copertura del 100% delle spese ammissibili tramite:

            • un contributo a fondo perduto del 20%
            • un finanziamento agevolato dell’80%.
              Si tratta di un finanziamento a tasso zero di durata minima di 3 anni e massima di 6 anni, con un periodo di preammortamento di 24 mesi. Potranno essere richieste garanzie che saranno registrate in Centrale Rischi.

            L'agevolazione concedibile è di minimo € 40.000 e massimo € 500.000.

            Quando presentare domanda per i finanziamenti della Linea Internazionalizzazione PLUS Lombardia

            La presentazione della domanda può essere effettuata unicamente tramite la piattaforma informatica Bandi Online della Regione Lombardia, con accesso tramite SPID, a partire dal mese di marzo 2021.

            IL SERVIZIO DI CONSULENZA DI FIMAP FINANZA AGEVOLATA E EUROPROGETTAZIONE:

            • Monitoraggio bandi e finanziamenti pubblici e privati accessibili;
            • Informazioni di sportello;
            • Orientamento e Valutazione del progetto per l’individuazione dell’idea e l’analisi del contesto di riferimento;
            • Progettazione e compilazione della domanda di partecipazione al bando e predisposizione di tutta la documentazione e degli allegati richiesti;
            • Invio telematico della domanda;
            • Supporto nella fase di valutazione e erogazione del contributo da parte dell’ente finanziatore e rendicontazione.

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