linee strategiche riforma proprietà industriale 2021-2023

Proprietà industriale: la strategia 2021-2023

Dal MiSe il Piano per la riforma del sistema della Proprietà Industriale con un finanziamento straordinario di 30 milioni di euro

linee strategiche riforma proprietà industriale 2021-2023

Il MiSe ha pubblicato le Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023, primo provvedimento di attuazione del PNRR che destina 30 milioni di euro per la riforma della proprietà industriale.

Per tutelare la proprietà intellettuale nell'ambito della digitalizzazione, dell'innovazione e della competitività del sistema produttivo.

Quali sono gli obiettivi della riforma della Proprietà Industriale?

Le sfide che il Piano individua a cui si propone di rispondere sono:

Con le Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale, il Ministero dello sviluppo economico intende delineare un piano per la promozione della cultura dell’innovazione e degli strumenti di tutela e valorizzazione della proprietà industriale (PI). In particlare sono stati individuati 5 obiettivi da centrare:

1. Migliorare il sistema di protezione della PI

Il sistema di Protezione Industriale è ancora poco accessibile, anche a causa di procedure complesse, non adeguate all’era digitale. Tra le azioni previste dal MiSe per riformare il sistema:

  1. Revisionare il Codice della Proprietà industriale
  2. Migliorare la qualità e l’efficienza dei sistemi telematici utilizzati
  3. Favorire l’integrazione tra i sistemi e lo sviluppo di nuovi servizi applicativi
  4. Introdurre il Sistema Brevettuale Unitario
  5. Ottimizzare il sistema dei certificati di protezione complementare

2. Incentivare l'uso e la diffusione della PI, in particolare da parte delle PMI

Per rendere maggiormente attrattivi i titoli di Proprietà Industriale e offrire una visione completa delle differenti possibilità di utilizzo, si intende:

  1. Garantire sostegno finanziario agli strumenti per la valorizzazione dei titoli di PI
  2. Supportare l’accesso ai servizi di consulenza specialistica
  3. Promuovere azioni per la valutazione economica dei titoli di PI
  4. Valorizzare gli esiti della ricerca pubblica promuovendone i brevetti
  5. Rafforzare le reti territoriali di assistenza alle imprese

3. Facilitare l'accesso ai beni immateriali e la loro condivisione, garantendo nel contempo un equo rendimento degli investimenti

Per una maggiore trasparenza e un accesso agevole alle nuove conoscenze e ai dati di Proprietà Industriale, soprattutto in contesti di crisi come quello generato dall’epidemia Covid-19, e per stimolare la logica della condivisione delle conoscenze, si intende:

  1. Privilegiare accordi volontari
  2. Mettere a disposizione le informazioni relative ai brevetti

4. Garantire un rispetto più rigoroso della proprietà industriale

Con l’intento di rafforzare l’impegno contro la contraffazione e la pirateria vengono previsti interventi volti a:

  1. Approfondire la conoscenza del mercato del falso
  2. Aggiornare la normativa per il contrasto alla contraffazione
  3. Sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni della contraffazione
  4. Favorire sinergie tra gli operatori dell’enforcement
  5. Supportare le imprese nella lotta alla contraffazione

5. Rafforzare il ruolo dell’Italia nei contesti europei ed internazionali sulla proprietà industriale

Sulla base dei punti sopra individuati si intende rafforzare il ruolo dell’Italia a livello europeo ed internazionale, tramite una maggiore partecipazione ai lavori europei in materia, il supporto nell’attuazione del Brevetto Unitario e il rafforzamento di collaborazioni con organismi internazionali.

La protezione della Proprietà intellettuale in Italia

Nell’ultimo anno il numero sono state 171 mila le domande di brevetto per invenzione industriale depositate presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

L'85% delle domande sono state inviate con presentazione telematica.

Sono aumentate del +2,7% anche le domande presentate all’Ufficio europeo dei brevetti (EPO), in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei. Grazie a questi risultati, l’Italia si posiziona al quinto posto per numero di brevetti presentati.

In linea con i dati evidenziati, le PMI italiane hanno mostrato grande interesse per le misure di sostegno e valorizzazione della proprietà intellettuale, Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, come dimostrano gli ultimi dati a disposizione:

  • gennaio - giugno 2020: 2.330 domande presentate e 43,4 milioni di euro in agevolazioni concesse
  • settembre – ottobre 2020: 1.445 domande presentate e 43 milioni di euro in agevolazioni concesse
  • gennaio – giugno 2021: 43 milioni di euro in agevolazioni concesse

Tenendo conto di questi risultati, il MISE ha, dunque, potenziato e rifinanziato tali bandi, incoraggiando le PMI a intraprendere iniziative a tutela della proprietà industriale.

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    VOUCHER DIAGNOSI DIGITALE LAZIO

    Incentivi Lazio:Voucher Diagnosi Digitale

    5 milioni di euro per le imprese del Lazio: contributi a fondo perduto per la valutazione del grado di digitalizzazione

    VOUCHER DIAGNOSI DIGITALE LAZIO

    Il bando Voucher Diagnosi Digiatle è una misura finanziata dalla Regione Lazio con 5 milioni di euro per sostenere la transizione digitale delle imprese del Lazio.

    A chi si rivolge?

    Possono partecipare le Micro, piccole e medie imprese MPMI che al momento della domanda:

    • siano iscritte al Registro delle Imprese
    • non siano enti creditizi e finanziari
    • nel caso delle Medie Imprese, non siano Impresa in Difficoltà alla data del 31 dicembre 2019.

    L'impresa che riceve l'agevolazione non deve essere rilocalizzata al di fuori del territorio della regione Lazio nei 5 anni successivi alla data di erogazione del saldo dell’Aiuto e al di fuori degli Stati appartenenti allo Spazio Economico europeo nei 10 anni successivi a tale data.

    Che cos'è la diagnosi digitale?

    Con il bando della Regioen Lazio è possobile finanziare una Diagnosi digitale, cioè una relazione che contenga almeno:

    • un’approfondita valutazione del grado di maturazione dell’impresa beneficiaria sotto il profilo della digitalizzazione dei processi ed eventualmente dei prodotti, con evidenza della situazione in termini di sicurezza e rispetto della normativa
    • una mappatura dettagliata delle dotazioni hardware e software presenti e delle soluzioni digitali già adottate
    • un’analisi dei possibili interventi, anche alternativi o sequenziali, compresa quella relativa all’integrazione di tali interventi tra loro e rispetto alle dotazioni presenti e alle soluzioni in essere, con evidenza dei benefici attesi in termini qualitativi e quantitativi
    • una stima dei tempi e dei costi di ciascun intervento, le possibili modalità di finanziamento (incluso il ricorso al software as a service e a finanziamenti agevolati) e l’identificazione delle condizioni di contorno.

    I Progetti devono essere relativi ad un’attività imprenditoriale svolta in una o più sedi operative nel Lazio e presentare Costi Ammissibili non inferiori a € 10.000.

    Chi sono i fornitori dei servizi di Diagnosi Digitale?

    Per l'acquisizione di Diagnosi Digitale l'impresa può rivolgersi a uno tra:

    • 45 Poli Nazionali candidati dall’Italia alla call europea per la selezione degli European Digital Innovation Hubs
    • 8 Competence Center di cui al Piano nazionale Impresa 4.0
    • 27 Centri di Trasferimento Tecnologico certificati sulle tematiche di Industria 4.0
    • manager dell’innovazione iscritto nell’apposito elenco
    • altre persone giuridiche in grado di garantire adeguata professionalità e indipendenza, cioè che
      • hanno realizzato negli ultimi tre anni almeno 10 servizi di diagnosi digitale per conto di imprese, per un fatturato complessivo di almeno € 200.000
      • non sono controllati da o non controllano, direttamente o indirettamente, imprese fornitrici di hardware, software o soluzioni digitali.

    Quali sono le spese ammissibili?

    Le spese ammissibili sono:

    1. Spese da rendicontare relative all’acquisto della Diagnosi Digitale da un unico prestatore di servizi tra quelli previsti;
    2. Costi del personale a forfait in misura pari al 20% delle Spese di cui al punto A.

    Quale agevolazione è prevista?

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che può coprire fino al 70% dei Costi Ammissibili.

    Il contributo massimo erogabile è pari a € 15.000 per singola Impresa.

    Quando presentare la domanda?

    I progetti possono essere presentati dal 7 settembre 2021 al 5 ottobre 2021.

      Ricevi maggiori informazioni da un advisor FIMAP

      Prenota una call allo 06.4741646 oppure compila il form.

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      Fondo IPCEI incentivi ricerca sviluppo innovazione

      Fondo IPCEI: incentivi per progetti di R&S, innovazione e prima applicazione industriale

      Fondo IPCEI incentivi ricerca sviluppo innovazione

      Che cos'è il Fondo IPCEI?

      Il Fondo IPCEI è uno strumento agevolativo a favore di progetti che contribuiscono alla realizzazione di Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.

      È stato istituito dalla legge 145/2018 in applicazione dell’articolo 107 del TFUE, che prevede la possibilità di concedere aiuti di Stato a sostegno della realizzazione di progetti approvati a livello europeo.

      Cosa sono gli IPCEI?

      I progetti IPCEI sono Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo, iniziative di collaborazione industriale su larga scala che uniscono conoscenze, competenze, risorse finanziarie e attori economici di tutta l’Unione europea.

      L'biettivo di questi progetti è raggiungere un’innovazione radicale e di grande rilevanza tecnologica e produttiva in settori strategici per l'Unione europea per la crescita sostenibile, grazie agli sforzi condivisi degli Stati membri sia nel settore privato che pubblico.

      I progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e di prima applicazione industriale, inclusa la disseminazione dei risultati, devono prevedere attività fortemente innovative ovvero di importante valore aggiunto alla luce dello stato dell’arte nel settore interessato.

      La prima applicazione industriale deve contenere una elevata componente di ricerca, sviluppo e innovazione: si intende l’ampliamento di impianti pilota o l’acquisizione delle prime attrezzature e strutture per svolgere le fasi successive alla linea pilota, compresa la fase di test, ma non la produzione di massa, né le attività commerciali.

      A chi si rivolge?

      Possono accedere alle agevolazioni del Fondo IPCEI le imprese di qualsiasi dimensione, destinatarie degli aiuti di Stato, e gli organismi di ricerca.

      Successivamente all’autorizzazione europea degli aiuti di Stato a sostegno di un IPCEI, per l’accesso ai benefici del Fondo, i soggetti ammessi allo specifico intervento sono tenuti a presentare apposita istanza, secondo quanto indicato nel relativo decreto ministeriale di attivazione.

      Come funziona?

      Il MISE, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, con decreto del 21 aprile 2021 ha fissato i criteri generali per il funzionamento del Fondo e la concessione delle agevolazioni.

      Per la selezione delle iniziative, sono pubblicati periodicamente sul sito del Ministero dello sviluppo economico appositi inviti a manifestare interesse, ai fini della costituzione di uno specifico IPCEI, per l’individuazione dei contenuti dell’iniziativa e dei partecipanti ai fini della successiva fase di notifica alla Commissione Europea.

      L’intervento del Fondo a sostegno della realizzazione di un IPCEI è attivato con specifico decreto del Ministro dello sviluppo economico, che individua le risorse destinate all’intervento e le procedure di dettaglio per l’attuazione dello stesso sulla base delle condizioni generali stabilite dal decreto 21 aprile 2021

      Quali sono le spese ammissibili?

      Le spese e i costi ammissibili per i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e di prima applicazione industriale sono quelli relativi a:

      • studi di fattibilità
      • strumentazione e attrezzature
      • acquisto (o costruzione) di fabbricati, di infrastrutture e di terreni
      • i costi di altri materiali, forniture e prodotti analoghi necessari per il progetto
      • ottenimento, convalida e difesa di brevetti e altri attivi immateriali
      • le spese amministrative (comprese le spese generali) e di personale

      nell'ambito della prima applicazione industriale, sono ammessi anche

      • le spese in conto capitale (CAPEX) e le spese operative (OPEX), solo se l’applicazione industriale deriva da un’attività di ricerca, sviluppo e innovazione e contiene di per sé una componente molto importante di quest’ultima che costituisce un elemento integrante e necessario per l’esecuzione efficace del progetto
      • altri costi possono essere accettati se giustificati e connessi alla realizzazione del progetto

      L’iter previsto prevede una selezione preliminare da parte del MISE delle proposte e dei soggetti interessati alla costituzione di un IPCEI. L’individuazione dei contenuti dell’iniziativa e dei partecipanti viene notificata alla Commissione Europea. In seguito, il MISE individua le risorse destinate all’intervento e le procedure dettagliate per l’attuazione.

      Agevolazione prevista

      Le agevolazioni del Fondo IPCEI sono concesse nelle forme e nei limiti previsti di volta in volta per ciascuna iniziativa dalla Decisione di autorizzazione della Commissione Europea. In ogni caso, il sostegno alla realizzazione delle attività approvate nell’ambito di un IPCEI deve comportare il cofinanziamento da parte dei beneficiari degli aiuti.

      L’agevolazione concedibile è rappresentata dal deficit di finanziamento: in base alla percentuale di cofinanziamento si calcolano costi e spese ammissibili relativi alle attività previste dai progetti autorizzati.

      L’intensità di aiuto concesso ad una impresa beneficiaria può arrivare fino al 100% dei costi ammissibili.

      L’attivazione del Fondo

      In Italia sono stati assegnati al fondo circa 1,7 miliardi di euro ripartiti tra iniziative nei settori:

      • Batterie 1: 473,35 milioni di euro per sostenere progetti e attività finalizzate a introdurre tecnologie altamente innovative e sostenibili lungo l’intera catena del valore delle batterie agli ioni di litio, con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche di durata, i tempi di caricamento, la sicurezza e la compatibilità ambientale dei nuovi prodotti in linea con i principi dell’economia circolare;
      • Batterie 2: 533,6 milioni di euro per sostenere progetti e attività finalizzate alla ricerca e sviluppo della produzione di materie prime, celle, moduli e sistemi di batterie elettriche su larga scala per il settore industriale italiano ed europeo;
      • Microelettronica: 325,85 milioni di euro, che si aggiungono ai 410,2 milioni di euro già programmati, per realizzare e sviluppare tecnologie e componenti microelettroniche innovative nei settori dei chip efficienti sul piano energetico, dei semiconduttori di potenza, dei sensori intelligenti, dell’attrezzatura ottica avanzata e dei materiali compositi.

      Dal 3 settembre le imprese italiane che sono state selezionate a partecipare agli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI) su batterie potranno richiedere le agevolazioni.

      La missione del Fondo sarà anche quella di finanziare gli ulteriori progetti che verranno approvati prossimamente dalla Ue nei settori dei microprocessori, idrogeno e salute.

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        Emilia-Romagna: contributi per l'imprenditoria femminile

        Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e women new deal: fino a 30 mila euro a fondo perduto per le startup femminili dell'Emilia-Romagna

        fondo imprenditoria femminile women new deal emilia romagna

        Con una dotazione iniziale di 1 milione di euro, la giunta Emilia-Romagna lancia il “Fondo regionale per l’imprenditoria femminile e women new deal”.

        Il fondo opererà con contributi a fondo perduto per la crescita e il consolidamento di attività imprenditoriali guidate da donne, con maggioranza sociale femminile o da professioniste.

        Il fondo sarà operativo dopo l’estate 2021 e ulteriori risorse finanziarie saranno implementate a secondo dell’esigenza.

        A chi si rivolge

        Possono accedere al Fondo per l'imprenditoria femminile:

        • micro e piccole imprese singole o associate (compresi consorzi, società consortili e cooperative);
        • le professioniste con partita Iva.

        Sono richiesti anche alcuni requisiti:

        • sede legale e/o operativa in Emilia-Romagna;
        • alla data di presentazione della domanda aver iniziato l’attività da non più di cinque anni;
        • essere regolarmente iscritte all’apposito registro presso la Camera di commercio competente per territorio;
        • essere un'impresa femminile

        Un'impresa si definisce femminile se costituita da donne per almeno il 60%, oppure, in caso di società di capitali, se le quote sociali femminili sono almeno i due terzi delle quote totali, o se almeno i due terzi della composizione degli organi di amministrazione sono in capo a donne.

        Cosa finanzia

        I progetti agevolabili tramite il Fondo per l'Imprenditoria femminile sono relativi agli investimenti necessari all’avvio, allo sviluppo e al consolidamento dell’impresa e alla messa sul mercato di prodotti e/o servizi.

        Devono prevedere un costo totale ammissibile di almeno 8.000 €.

        La valutazione è basata su una serie di criteri come:

        • ricadute positive in termini di occupazione;
        • rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria al capitale sociale;
        • valorizzazione dei mestieri della tradizione (sartoria, artigianato, ecc.);
        • conciliazione dei tempi di vita e lavoro e la condivisione delle responsabilità di cura famigliari;
        • sviluppo dei percorsi di inclusione sociale e lavorativa di donne a rischio di fragilità sociale;
        • contenuto innovativo.

        In cosa consiste l’agevolazione?

        L’agevolazione è un contributo a fondo perduto non superiore al 40% della spesa ammessa per la realizzazione del progetto.

        Il progetto non deve essere inferiore a 8.000 € e il contributo regionale massimo è di 30.000 €.

        Quali sono le spese ammissibili

        I costi finanziabili con i contributi per l'imprenditoria femminile dell'Emilia Romagna sono:

        • spese per ristrutturazioni edilizie;
        • spese per l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi;
        • spese di brevetto;
        • spese relative ad iniziative promozionali e partecipazione a fiere ed eventi;
        • spese relative a consulenze specialistiche;
        • spese per formazione.

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          CONTRIBUTO MISE MODA TESSILE ACCESSORI

          Contributi dal MiSe per progetti di moda e innovazione

          Misure di sostegno all’'industria del tessile, della moda e degli accessori: 5 milioni di euro a fondo perduto per le startup

          CONTRIBUTO MISE MODA TESSILE ACCESSORI

          Che cos'è?

          È un contributo a fondo perduto del MiSe per sostenere le piccole imprese dell'industria del tessile, della moda e degli accessori che investono nel design e nella creazione e per promuovere i giovani talenti del settore che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

          La misura, introdotta con l’articolo 38-bis del “Decreto Rilancio” è attualmente in corso di attivazione. La dotazione finanziaria è di 5 milioni di euro.

          A chi si rivolge?

          Possono presentare domanda per il contributo del MiSe, le startup di piccola dimensione, di nuova o recente costituzione che operano nell'industria del tessile, della moda e degli accessori, non quotate e che non abbiano rilevato l’attività di un’altra impresa e che non siano state costituite a seguito di fusione.

          Alla data di presentazione della domanda le imprese devono:

          • essere iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
          • svolgere in Italia una o più delle attività economiche a cui fanno riferimento i codici Ateco previsti dalla misura;
          • non avere ancora distribuito utili.

          Quali sono gli investimenti agevolabili?

          Le startup possono avvalersi di un contributo a fondo perduto per i progetti finalizzati a:

          • la realizzazione di nuovi elementi di design;
          • l’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
          • la realizzazione e l’utilizzo di tessuti innovativi;
          • l’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali;
          • ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili.

          Inoltre, i progetti agevolabili devono:

          • essere realizzati dai soggetti beneficiari presso la propria sede operativa ubicata in Italia;
          • prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a € 50.000,00 e non superiori a € 200.000,00;
          • essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
          • essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

          In cosa consiste l’agevolazione?

          Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello e consistono in un contributo a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili. Il contributo massimo è quindi di 100.000,00 euro.

          Quali sono le spese finanziabili?

          Sono ammissibili le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento, relative a:

          • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
          • brevetti, programmi informatici e licenze software;
          • formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto;
          • capitale circolante, nel limite del 20% delle spese di cui ai precedenti punti, ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:
            • materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
            • servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
            • godimento di beni di terzi;
            • personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

          Presentazione della domanda

          I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione saranno definiti con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese.

          Le domande dovranno in ogni caso essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica resa disponibile sul sito Internet del Ministero. Ogni impresa potrà presentare una sola domanda di agevolazione.

          Aggiornami su questa misura.

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            iter semplificato per sperimentazione progetti innovativi

            Un nuovo iter semplificato per la sperimentazione dei progetti innovativi

            Con "Sperimentazione Italia", Startup, imprese, università e centri di ricerca potranno testare progetti pilota in ambito di digitalizzazione e innovazione tecnologica in deroga a vincoli normativi

            iter semplificato per sperimentazione progetti innovativi

            Che cos'è?

            “Sperimentazione Italia” rientra tra le azioni di Italia 2025, la strategia italiana per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

            L'iniziativa ha l'obiettivo di individuare percorsi più semplici e rapidi per la valutazione e la validazione di progetti innovativi di imprese, università, enti di ricerca, startup e spin off universitari.

            Grazie a Sperimentazione Italia sarà sufficiente, infatti, la presentazione della domanda al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo Economico che dopo la verifica daranno il via alla sperimentazione definendone modalità di svolgimento in attesa dei risultati ottenuti.

            Perché semplificare i processi di sperimentazione?

            Secondo il Report annuale della Commissione Europea gli investimenti in innovazione in Italia sembrano crescere più lentamente rispetto agli altri paesi UE.

            Tra gli ostacoli identificati ci sono norme e regolamenti complessi, ritardi burocratici e iter scoraggianti che possono rallentare fino a bloccare del tutto la sperimentazione di iniziative innovative.

            Per superare questi ostacoli , il decreto-legge del 16 luglio 2020 n. 76 ha introdotto “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”, ovvero un pacchetto di azioni rinominate “Sperimentazione Italia” che ricadono nella strategia Italia 2025 per la trasformazione digitale.

            I vantaggi di un iter semplificato

            Il percorso delineato da “Sperimentazione Italia” incentiva la creazione di un vero e proprio laboratorio di innovazione, La riconoscenedo a imprese, università, enti di ricerca, start up e spin off universitari, di qualunque settore, la possibilità di testare progetti pilota in ambito di digitalizzazione e innovazione tecnologica, in deroga a vincoli normativi.

            Tra i vantaggi che la misura si propone di ottenere:

            • Un impatto positivo su qualità dell’ambiente e di vita del Paese;
            • Una digitalizzazione della PA con conseguente riduzione dei costi connessi alla sua attività;
            • Un miglioramento del posizionamento competitivo del Paese, colmando il gap rispetto al resto d’Europa;
            • Un’abilitazione progressiva di opportunità tecnologiche e di business tramite l’aggiornamento della normativa e la semplificazione delle procedure.

            Cosa prevede il nuovo iter semplificato per la sperimentazione di progetti innovativi

            1. Richiesta di sperimentazione in deroga

            La domanda va inviata per mezzo di posta elettronica certificata (Pec) al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico, indicando le norme vigenti che bloccano la sperimentazione e indicando le caratteristiche della sperimentazione (durata, finalità, benefici attesi, misure di mitigazione di eventuali rischi, ecc.)

            2. Valutazione della domanda

            Il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per gli eventuali aspetti relativi alla sicurezza della circolazione, esamina la domanda. Redige entro 30 giorni una relazione istruttoria.
            All’interno vi sarà o la proposta di autorizzazione con il via libera oppure il preavviso di diniego da indirizzare al Dipartimento per la Trasformazione digitale.
            Il MISE può domandare al richiedente chiarimenti o integrazioni alla domanda.

            3. Autorizzazione della sperimentazione

            Il Dipartimento per la Trasformazione digitale, in accordo con il Ministero dello Sviluppo economico autorizza la sperimentazione - per la durata non superiore a un anno e prorogabile una sola volta – di quei progetti che presentano concreti ed effettivi profili di innovazione tecnologica, i cui risultati comportano effetti positivi sulla qualità dell’ambiente o della vita, e concrete probabilità di successo;

            4. Vigilanza sulla sperimentazione e relazione finale

            Il Dipartimento per la Trasformazione digitale, in accordo con il Ministero dello Sviluppo economico, monitora e verifica la sperimentazione, analizza l’avanzamento delle iniziative, i risultati conseguiti e gli impatti sulla qualità dell’ambiente e della vita.
            Al termine della sperimentazione, il soggetto richiedente deve trasmettere una relazione con la quale illustra i risultati del monitoraggio e della sperimentazione, nonché i benefici economici e sociali conseguiti.
            Il Dipartimento per la Trasformazione digitale attesta se l’iniziativa promossa si è conclusa positivamente ed esprime, al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro competente per materia, un parere sulla eventuale opportunità di modifica delle disposizioni di legge o di regolamento in vigore che disciplinano l’attività oggetto di sperimentazione;

            5. Iniziative normative e regolamentari

            Entro 90 giorni dalla data dell’attestazione positiva della relazione sulla sperimentazione, il Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro competente per materia, promuove le iniziative normative e regolamentari necessarie per consentire lo svolgimento a regime dell’attività oggetto di sperimentazione.

            A chi si rivolge e chi è escluso

            la sperimentazione in deroga può essere richiesta da imprese, università, enti di ricerca, start up e spin off universitari di qualunque settore.

            Non è ammissibile in materia di tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali e paesaggistici.

            È esclusa la possibilità di deroga di disposizioni penali o del codice delle leggi antimafia, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea o da obblighi internazionali.

            Inoltre, non è possibile sperimentare nelle attività in materia di:

            • FinTech
            • raccolta del risparmio, credito, finanza, moneta, moneta elettronica, sistema dei pagamenti, assicurazioni e di ogni altro servizio finanziario oggetto di autorizzazione
            • sicurezza nazionale
            • anagrafica, di stato civile, di carta d’identità elettronica
            • elettorale e referendaria
            • procedimenti di competenza delle autorità provinciali di pubblica sicurezza relativi a:
              • pubbliche manifestazioni
              • misure di prevenzione personali e patrimoniali
              • autorizzazioni e altri provvedimenti a contenuto abilitativo
              • soggiorno, espulsione e allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri e dei cittadini dell’Unione Europea, o comunque di ogni altro procedimento a carattere preventivo in materia di pubblica sicurezza.

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