PNRR Imprese e Innovazione: i progetti del MiSe fino al 2026

Facciamo il punto su cosa è stato fatto in tema di imprese e innovazione e quali sono i piani e le risorse del PNRR per i prossimi anni in capo al Ministero dello sviluppo economico.

PNRR progetti del MiSe

Il Ministero dello sviluppo economico ha annunciato in una nota di aver raggiunto gli obiettivi fissati per il 2021 per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il MiSe è tra i ministeri più coinvolti nel PNRR per quanto riguarda le risorse allocate.

Gli obiettivi inseriti nel cronoprogramma inviato alla Commissione europea sono quelli più direttamente collegati alle imprese e all'innovazione. Nel 2021 il MiSe avrebbe quindi messo le basi strutturali per il completamento di tutti gli obiettivi prefissati dal piano, che al momento arrivano fino al 2026.

Le risorse totali assegnate al Mise per l’attuazione degli investimenti nel periodo 2021-2026 ammontano ad oltre € 18 miliardi.

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dello sviluppo economico è titolare di 10 progetti di investimento e un progetto di riforma, relativo alla revisione del codice della proprietà industriale.

Quanto valgono i progetti MiSe del PNRR

Sono tutte misure finalizzate a favorire un’efficace interazione tra mondo della ricerca e il mondo produttivo, a migliorare la propensione all’innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitività nazionale ed europea, a promuovere la digitalizzazione e la trasformazione dei processi produttivi.

Nel 2021, il MiSe ha quindi gettato le basi del Piano, concentrandosi su alcune misure, che nel medio periodo saranno più pienamente operative.

Piano transizione 4.0

Si tratta del pacchetto di misure per sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0. Nel 2021 è stata ampliata la platea delle imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili.
Su questo punto nel corso del 2022 il Governo ha intenzione di aprire un tavolo di confronto con le imprese e il supporto agli investimenti privati innovativi proseguirà sicuramente fino al 2031.

Intanto per il 2022 le percentuali di credito d'imposta restano le stesse del 2021:

  • 20% per ricerca & sviluppo fino a 4 milioni
  • 10% per innovazione o design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni
  • 15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con spese fino a 2 milioni

Per gli anni seguenti si prevede per le prime attività 10% con massimale di 5 milioni, 5% per le seconde fino a 2 milioni di euro, per la terza categoria 10% con spese fino 4 milioni di euro.

Per saperne di più >>>

- Crediti d’Imposta 4.0: le novità introdotte dalla Finanziaria 2022

- Nuovo Piano Transizione 4.0

I progetti Mise nel PNRR dedicati a digitalizzazione e innovazione

Contratti di Sviluppo

Sono stati destinati € 750 milioni per agevolare gli investimenti nei settori industriale, turistico e di tutela ambientale. In questo quadro rivestono particolare importanza anche le riforme delle discipline dei Contratti di sviluppo e degli Accordi di innovazione che vanno nella direzione di premiare la sostenibilità ambientale e la tutela dei lavoratori di aree territoriali e aziende in crisi.

L’obiettivo è quello di stipulare almeno 40 nuovi contratti nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale avviando le procedure già dal primo trimestre del 2022.

Per saperne di più >>> Contratti di Sviluppo: contributi per investimenti strategici e innovativi

Progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

Sono stati avviati i progetti di comune interesse europeo (IPCEI) su microelettronica, idrogeno e cloud per promuovere la collaborazione tra enti pubblici e privati e realizzare progetti nel campo della ricerca, dello sviluppo, dell'innovazione e della prima produzione industriale di larga scala.

In particolare, gli obiettivi raggiunti su questo punto sono stati perseguiti con la collaborazione di altri paesi in una più ampia ottica europea,. Tra i paesi cardine nelle collaborazioni c'è stata la Francia.

Fondo IPCEI e PNRR

Italia e Francia, infatti, sulla base di relazioni economiche già molto strette e articolate, hanno rafforzato la loro cooperazione sul versante industriale, a livello sia bilaterale che europeo.

I ministri Patuanelli e Le Maire hanno concordato di coordinare da vicino i rispettivi piani strategici nazionali di ripresa, “in modo da sviluppare economie più verdi, digitali e resilienti accogliendo favorevolmente gli importanti progetti di interesse comune europeo (Ipcei) già avviati con successo nel settore delle batterie e collaborando investendo insieme in nuovi progetti nei settori del futuro: idrogeno, microelettronica, cloud ed economia digitale”.

Per saperne di più >>> Fondo IPCEI: incentivi per progetti di R&S, innovazione e prima applicazione industriale

Fondo Impresa Femminile

È stato istituito un fondo da € 40 milioni a sostegno dell’imprenditoria femminile denominato “Fondo impresa donna”. La dotazione sarà ampliata a € 400 milioni grazie al decreto del 24 novembre 2021.

Obiettivo del fondo è promuovere e sostenere l'avvio e il rafforzamento dell'imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell'imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. Il fondo è e sarà rivolto alle imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni.

Per saperne di più >> Nuovo Fondo Impresa Femminile

Riforma della Proprietà Industriale

È stata avviata la riforma proprietà industriale per la quale è stato reso disponibile un finanziamento da € 30 milioni con l’obiettivo di realizzare un pacchetto di interventi finalizzati a promuovere e tutelare la proprietà intellettuale nell’ambito della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo.

PNRR e riforma della proprietà industriale

La strategia proposta sulla proprietà industriale è un elemento essenziale per l‘attuazione di una politica capace di governare la rivoluzione digitale in un'economia della conoscenza. I diritti di proprietà industriale (DPI), infatti, consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a chi li ha ideati ed aprono la possibilità di valorizzare l’innovazione acquisendo nuovi mercati e offrendo la possibilità di continuare ad investire sul futuro.

Su questo punto, ha dichiarato il MiSe, si continuerà a lavorare nel corso del 2022.

Per saperne di più>>>

- Proprietà industriale: la strategia 2021-2023

- Open Innovation e Proprietà Intellettuale

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    incentivi imprese campania

    200 milioni di incentivi per imprese e professionisti in Campania

    Dal Fondo Regionale per la Crescita contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per investimenti in digitalizzazione e Industria 4.0, sostenibilità sociale e ambientali, nuovi modelli organizzativi

    incentivi imprese campania

    Dal 10 febbraio 2022 è possibile presentare domanda per il Bando "Misura di sostegno alle MPI campane attraverso il Fondo Regionale per la Crescita Campania ".

    Che cos’è?

    Il Bando prevede un'agevolazione di programmi di spesa di micro e piccole imprese in Campania per la realizzazione di investimenti di rafforzamento e ristrutturazione aziendale e di innovazione produttiva, organizzativa e di efficienza energetica, dettate dai paradigmi post Covid.

    Si potranno quindi finanziaria macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale per promuovere Digitalizzazione e Industria 4.0, Sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, nuovi modelli organizzativi che consentano un rilevante miglioramento della competitività aziendale.

    L'Avviso è finanziato attraverso il Fondo Regionale per la Crescita che ha una dotazione finanziaria complessiva fissata in 200 milioni di euro.

    A chi si rivolge?

    L’avviso si rivolge nello specifico a:

    • Piccole e microimprese, che siano costituite ed iscritte nel Registro delle imprese della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, competente per il territorio da almeno 12 mesi antecedenti alla data di pubblicazione dell’Avviso sul BURC
    • Liberi professionisti, che siano titolari di Partita IVA da almeno 12 mesi antecedenti la data di pubblicazione dell’Avviso sul BURC

    Cosa finanzia?

    Le agevolazioni sono concesse a programmi di investimento da realizzare sul territorio della Regione Campania per interventi in 3 macro-aree:

    1. Digitalizzazione e Industria 4.0
      investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0 che prevedono
      • acquisizione di strumentazione informatica aggiornata e applicazioni digitali
      • creazione/ottimizzazione della rete di informazioni e processi in azienda
      • sistemi digitali per la raccolta, analisi e conservazione dei dati aziendali
      • Introduzione in azienda di innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di prodotto caratterizzate da originalità e complessità progettuale
      • miglioramenti significativi dei prodotti esistenti o di processi produttivi e tecnologie consolidate
    2. Sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale
      investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori
    3. Nuovi modelli organizzativi
      investimenti per la riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature per aumentare la produttività e la performance economica

    È importante ricordare che le agevolazioni sono concesse a titolo di de minimis e non sono comunque cumulabili con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese ammissibili, incluse le agevolazioni concesse sulla base del Regolamento de minimis.

    Quali sono le spese ammissibili?

    I costi ammessi sono:

    • Impianti e macchinari, tra cui macchine elettroniche e le attrezzature hardware. Sono incluse le attrezzature che completano le capacità funzionali di impianti e macchinari
    • Opere di impiantistica, funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica e all’installazione dei beni. Tali spese sono ammesse nel limite del 10% dell’investimento complessivo ammissibile
    • Servizi reali funzionali alla risoluzione di problematiche gestionali, tecnologici, organizzativi, commerciali, produttivi e finalizzati al miglioramento delle performance ambientali e/o sociali e del posizionamento competitivo.
      Le spese di questo tipo sono ammesse nel limite massimo del 30% dell’investimento complessivo ammissibile. Tra i servizi reali sono ammissibili spese per il conseguimento delle certificazioni connesse ad interventi di sicurezza e sostenibilità sociale ed ambientale il cui importo è escluso dalla percentuale massima del 30%
    • Software, sistemi, piattaforme, applicazioni e programmi informatici
    • Spese amministrative, spese per studi di fattibilità, oneri per il rilascio di attestazioni tecnico-contabili e garanzie a copertura della restituzione del finanziamento previsto dal presente Avviso. Tali spese sono ammesse nel limite massimo del 10% dell’investimento complessivo ammissibile

    Agevolazioni previste

    Le agevolazioni sono concesse nella forma di strumento finanziario misto, a copertura del 100% del programma di spesa ammissibile e ripartite come segue:

    • 50% delle spese ammissibili a titolo di contributo a fondo perduto
    • 50% delle spese ammissibili a titolo di finanziamento a 6 anni a tasso zero.

    I programmi di spesa devono essere compresi tra i 30.000 e i 150.000 euro.

    Presentazione delle domande

    Le domande saranno presentate esclusivamente in via telematica accedendo al link presente sul sito internet di Sviluppo Campania a partire dalle ore 12.00 del 10 febbraio 2022 e fino alle ore 12.00 del 14 marzo 2022.

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      strumenti finanziari dell'unione europea

      Gli strumenti finanziari UE: cresce il sostegno alle PMI

      La Commissione europea ha pubblicato la relazione di sintesi annuale sull'attuazione degli strumenti finanziari nel 2020. Strumenti di capitale e di debito, garanzie sui prestiti, capitale di rischio e strumenti per la condivisione dei rischi si sono rivelati fondamentali per le PMI europee, tanto più in tempi di crisi pandemica.

      Ammontano a € 29 miliardi, secondo la relazione annuale della Commissione europea, i finanziamenti erogati in favore delle PMI del territorio comunitario nel periodo di programmazione 2014-2020.
      € 21,6 miliardi sono stati stanziati nell’ambito dei Fondi Strutturali e di investimento europei (SIE).

      Sono state le PMI ad essere colpite maggiormente dal nuovo quadro economico in sofferenza a causa della crisi sanitaria. Di conseguenza, lo sforzo finanziario da parte UE è accelerato. Rispetto al 2019, nel 2020 il numero di PMI che hanno ricevuto sostegno tramite strumenti finanziari europei è cresciuto di 365.000 unità, per un totale di 1000 PMI in più al giorno per un anno.

      Gli strumenti finanziari del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) hanno stanziato € 7 miliardi di capitale circolante per le PMI nel contesto COVID-19.

      In totale, i FESR hanno sostenuto 478.000 PMI, di cui di cui 375.000 qualificate come microimprese.

      Nonostante la crisi COVID-19, gli strumenti del Fondo sociale europeo (FSE) hanno raddoppiato gli importi impegnati e versati ai destinatari finali. Su un totale di 7.964 destinatari finali supportati, 4.047 erano microimprese e 3.557 individui.

      La crisi del COVID-19 ha avuto un impatto significativo sull'allocazione pianificata per gli strumenti finanziari nei programmi: l'importo è aumentato di quasi € 4 miliardi nel 2020 rispetto a un anno prima. Questo spostamento netto da altre forme di sostegno, principalmente sovvenzioni, verso gli istituti finanziari si spiega anche con la fase avanzata del periodo di programmazione e il fatto che la maggior parte delle risorse era già stata impegnata.

      L'Italia, con la Grecia, è stato il Paese nel quale si è registrato l'incremento più elevato di risorse allocate su questi strumenti finanziari: quasi 1,4 miliardi in più rispetto al 2019. La maggior parte delle risorse aggiuntive hanno sostenuto il capitale circolante delle PMI a fronte della crisi di liquidità causata dal Covid- 19.

      Alla fine del 2020 i finanziamenti rimborsabili erogati ai destinatari finali hano raggiunto quota € 37,7 miliardi, con un aumento di quasi 23 miliardi rispetto a un anno prima. L'aumento maggiore è avvenuto in Italia (€ 12,4 miliardi di finanziamenti aggiuntivi).

      La maggior parte delle risorse è stata erogata sotto forma di prestiti garantiti, per un totale di € 24 miliardi. 3 miliardi di contributi privati sono stati mobilitati a livello dei destinatari finali tramite prestiti e oltre 2,3 miliardi tramite capitale.

      Come funzionano gli strumenti finanziari UE

      Gli strumenti finanziari possono essere forniti dall'UE attraverso intermediari finanziari negli Stati membri in gestione condivisa per sostenere le loro politiche e i loro programmi.  

      Ci sono vari tipi di strumenti finanziari:

      • equity e debito;
      • garanzie di prestito;
      • capitale di rischio;
      • strumenti di condivisione del rischio (risk-sharing facilities).
      Strumenti finanziari UE tipologia (dati alla fine del 2020)

      Ad esempio, l’UE eroga prestiti ad imprese di tutti i tipi per investimenti nella ricerca e nell’innovazione.

      Inoltre, offre garanzie per aiutare i beneficiari a ottenere prestiti più facilmente o a condizioni più favorevoli da banche e altri finanziatori. L'UE può inoltre partecipare finanziariamente a un progetto possedendone una parte.

      Gli strumenti finanziari possono anche essere combinati con sovvenzioni.

      Gli strumenti finanziari sono attuati in partenariato con istituzioni pubbliche e private come banche, investitori in capitale di rischio o investitori informali. Tali istituzioni finanziarie determinano le esatte condizioni di finanziamento - importo, durata, tassi di interesse e commissioni.

      Chi sono i beneficiari?

      Tutte le imprese di qualsiasi dimensione, startup, microimprese e imprese più grandi, possono beneficiare di questo tipo di finanziamento.

      Gli strumenti finanziari UE per contrastare la crisi Covid-19

      Questi strumenti finanziari si sono rivelati una risorsa anche grazie alla flessibilità fornita dalle Coronavirus Response Investment Initiative (CRII) e Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+) che da Bruxelles sono stati istituiti per attuare lo stanziamento di fondi straordinari per affrontare la crisi causata dal Coronavirus.

      La Commissione europea ha anche adottato un Quadro di riferimento temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19 per consentire agli Stati membri di approntare misure di sostegno alle imprese duramente colpite dalla crisi, sfruttando la flessibilità massima prevista dalle norme sugli aiuti di Stato.

      Il framework è stato di recente prorogato a giugno 2021, prevedendo importanti misure a favore di startup e PMI.

      Coronavirus Response Investment Initiative (CRII)

      Che cos'è?

      Si tratta di risorse del bilancio UE volte a fornire sostegno finanziario agli Stati membri per la loro risposta immediata alla crisi del Coronavirus e al suo impatto a lungo termine e fornire liquidità immediata ai bilanci degli Stati membri.

      In sintesi, prevede l'anticipo dei pagamenti, il reindirizzamento dei fondi di coesione e l'assistenza agli Stati membri nel convogliare il denaro dove è più necessario il più rapidamente possibile.

      Questo significa anche fornire una maggiore flessibilità ai Paesi membri per riallocare le risorse finanziarie, assicurandosi che il denaro sia speso nei settori di maggiore necessità: il settore sanitario, il sostegno alle PMI e il mercato del lavoro.

      Obiettivi

      Massima flessibilità, minimo lavoro amministrativo aggiuntivo e fruizione delle risorse il più rapidamente possibile. 

      Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII+)

      Che cos'é?

      Questo nuovo pacchetto integra l'iniziativa precedente, Coronavirus Response Investment Initiative (CRII), introducendo una flessibilità straordinaria per consentire che tutto il sostegno non utilizzato dei Fondi strutturali e di investimento europei possa essere mobilitato al massimo.

      Questa flessibilità è garantita attraverso:

      • la previsione della possibilità di trasferimento tra i tre fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione);
      • trasferimenti tra le diverse regioni;
      • flessibilità di concentrazione tematica;
      • un tasso di cofinanziamento UE del 100% per i programmi della politica di coesione per l'anno contabile 2020-2021.

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        fondo mise intelligenza artificiale IoT blockchain

        Nuovo fondo per Intelligenza Artificiale, IoT, e Blockchain

        Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato l'attivazione di un Fondo da 45 milioni di euro, con una quota destinata alle regioni del Sud e alle Isole.

        fondo mise intelligenza artificiale IoT blockchain

        Il Ministro Giorgetti ha firmato il decreto attuativo che istuisce il Fondo nazionale per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, blockchain e Internet of Things con una dotazione iniziale di € 45 milioni.

        Che cos'è?

        Il nuovo Fondo è uno strumento per sostenere progetti innovativi delle aziende attraverso finanziamenti agevolati.

        I 45 milioni di euro potranno essere ulteriormente incrementati attraverso contributi volontari di enti, associazioni, imprese e singoli cittadini. Inoltre potranno essere combinati con fondi e risorse nazionali o comunitarie in modo da favorire l'integrazione con i finanziamenti di ricerca europei e nazionali. 

        Il Mise sostiene la nascita e la crescita di imprese innovative favorendo lo sviluppo e il trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca alle imprese, anche attraverso la sperimentazione, l’utilizzo e la diffusione di soluzione innovative come l’intelligenza artificiale e la blockchain.

        Come funziona e a chi si rivolge?

        Il fondo erogherà finanziamenti a soggetti pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro . Sarà diretto a promuovere la competitività e la produttività del sistema imprenditoriale del Paese attraverso progetti di ricerca e innovazione tecnologica legati al programma transizione 4.0.

        Chi potrà richiedere i finanziamenti

        Il fondo erogherà finanziamenti a soggetti pubblici o privati, anche in forma congiunta tra loro .

        Parte dei finanziamenti sarà destinata esclusivamente alle attività situate nel centro-sud:

        • Abruzzo
        • Molise
        • Campania
        • Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

        Qualora in queste regioni, entro sei mesi dall’apertura dei termini per la presentazione delle domande, non saranno partiti i progetti, le risorse verranno ridistribuite ai progetti su tutto il territorio nazionale.

        Al momento il decreto attuativo del Fondo è stato inviato alla Corte dei Conti. Dopo il via libera, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e saranno resi noti i dettagli per la presentazione delle domande.

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          Simest: Fondo 394 finanziamenti per la transizione verde e digitale dell PMI

          SIMEST - PNRR: nuovi finanziamenti per la transizione digitale e verde delle PMI

          Il nuovo Fondo 394 gestito da SIMEST è uno dei primi progetti del PNRR ad essere attivato. Domande aperte fino al 31 maggio 2022.

          Simest: Fondo 394 finanziamenti per la transizione verde e digitale dell PMI

          Sono stati proorgati i termini per richiedere i nuovi finanziamenti di SIMEST a valere sulle risorse provenienti dal PNRR.

          Fino al 22 maggio 2022 è possibile presentare domanda per accedere al nuovo Fondo 394, lo strumento pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI. I finanziamenti provengono dal programma NextGenerationEU attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

          L'obiettivo è favorire la transizione digitale ed ecologica delle PMI italiane a vocazione internazionale.

          Le risorse ammontano a 1,2 miliardi e sono destinate alle PMI, di cui 400 milioni relativi alla quota di cofinanziamento a fondo perduto.

          Alle PMI del Sud Italia è riservato il 40% della dotazione complessiva del Fondo 394 (Riserva Sud), ossia 480 milioni di euro.

          A chi si rivolge?

          Le risorse sono destinate esclusivamente alle PMI per sostenerle nel percorso competitivo internazionale nella sfida europea per la transizione digitale ed ecologica.

          Quali agevolazioni prevede?

          Le imprese potranno richiedere un finanziamento a tasso agevolato (attualmente di circa il 0,055% annuo) con una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 25%, senza necessità di presentare garanzie.

          Per le PMI del Mezzogiorno, con sede operativa nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la quota di cofinanziamento a fondo perduto sale fino al 40%.

          I nuovi finanziamenti del Fondo 394 per la transizione digitale e verde delle PMI

          Le PMI possono presentare una sola domanda per uno dei tre strumenti finanziati con le risorse del PNRR:

          1. Transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale

          L’intervento ha la finalità di sostenere la realizzazione di:

          • investimenti digitali per almeno il 50%
          • investimenti volti a promuovere la sostenibilità e la competitività sui mercati internazionali per il restante 50%.

          Per chi: PMI costituite in forma di società di capitali, con un fatturato Estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato.

          L’importo massimo per ciascuna impresa è pari a 300.000 € (comunque non superiore al 25% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dell’impresa).

          2. Partecipazione delle PMI a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema

          Si tratta di un finanziamento agevolato a sostegno della partecipazione a un singolo evento di carattere internazionale anche virtuale per promuovere l’attività d’impresa sui mercati esteri o in Italia:

          • fiera
          • mostra
          • missione imprenditoriale
          • missione di sistema

          Il finanziamento è destinato per almeno il 30% a spese digitali connesse al progetto, a meno che non si tratti di eventi a tema digital o ecologico.

          Per chi: PMI con fatturato rappresentato da:

          • una quota almeno pari al 50% relativa alla produzione (di beni e servizi) in Italia anche se con marchio di proprietà estera;
          • commercializzare per una quota almeno pari al 50% prodotti con marchio italiano anche se prodotti all’estero.

          L’importo massimo del finanziamento è pari a 150.000 € (non può comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati).

          3. Sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (E-commerce)

          Prevede un finanziamento agevolato per commercializzare in paesi esteri beni/servizi prodotti in Italia o con marchio italiano e sostiene quindi:

          • la creazione di una nuova piattaforma propria
          • il miglioramento di una piattaforma propria già esistente
          • l’accesso ad un nuovo spazio/store di una piattaforma di terzi (i.e. market place);

          Per chi: PMI con fatturato rappresentato da:

          • una quota almeno pari al 50% relativa alla produzione (di beni e servizi) in Italia anche se con marchio di proprietà estera
          • commercializzare per una quota almeno pari al 50% prodotti con marchio italiano anche se prodotti all’estero.

          L’importo minimo del finanziamento è di 10.000 € fino ad un massimo di 300.000 € per una piattaforma propria e fino a un massimo di 200.000 € per market place (non può comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati).

          Presentazione delle domande

          Dal 28 ottobre è aperto il Portale operativo per la ricezione delle domande di finanziamento. Lo sportello rimarrà aperto fino al 22 maggio 2022 o fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

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            PNRR dalla ricerca all'impresa

            PNRR Ricerca e Innovazione: le linee guida per partecipare ai primi bandi

            Nelle linee guida pubblicate dal MUR le prime quattro iniziative di sistema della Missione 4 "Istruzione e Ricerca" | Componente 2 "Dalla ricerca all'impresa".
            Tutte le informazioni utili per partecipare ai bandi 2022.

            PNRR dalla ricerca all'impresa

            Vale oltre 11 miliardi di euro la componente 2 “Dalla ricerca all'impresa” della missione 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dedicata a Istruzione e Ricerca.

            Con l'emanazione delle linee guida, contenenti le informazioni chiave per i potenziali partecipanti, il PNRR entra nel vivo, in attesa della prossima pubblicazione dei bandi.

            Del PNRR Ricerca e Impresa abbiamo parlato anche qui.

            La M4C2 del PNRR mira a sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo, a promuovere l’innovazione e la diffusione delle tecnologie, rafforzando i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.

            Quali sono i primi interventi di sistema previsti per il PNRR Ricerca e Innovazione?

            Le Linee Guida sono state emanate dal Ministero dell’Università e della Ricerca con il contributo consultivo del «Supervisory Board» istituito per supportare il coordinamento dell’attuazione di alcune misure di competenza del MUR.

            Sono quattro gli investimenti oggetto delle linee guida.

            A tutte le iniziative si accederà mediante bandi che verranno pubblicati entro il primo trimestre del 2022.

            1. Partenariati allargati estesi a Università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base

            Mira a finanziare almeno 10 grandi programmi di ricerca fondamentale e/o applicata trasversale. programmi di ricerca,
            di base o applicata, saranno orientati alle tematiche previste dal PNR e dai cluster di Horizon Europe.

            I partenariati sono reti diffuse di università, enti pubblici di ricerca e altri soggetti pubblici e privati impegnati in attività di ricerca, riconosciuti come altamente qualificati, secondo un modello Hub & Spoke, dove l’hub, organizzato come consorzio pubblico-privato, coordina e rendiconta al MUR, e gli spoke rendicontano all’hub.

            • Durata: 2022 - 2025
            • Livello di maturità tecnologica: Basso
            • Risorse: € 1610
            • Dimensionamento del finanziamento previsto: 80-160 mln €
            • Beneficiari: Università, enti pubblici di ricerca, imprese

            Le tematiche ammesse dalle linee guida:

            1. Intelligenza artificiale: aspetti fondazionali
            2. Scenari energetici del futuro
            3. Rischi ambientali, naturali e antropici
            4. Scienze e tecnologie quantistiche
            5. Cultura umanistica e patrimonio culturale come laboratori di innovazione e creatività
            6. Diagnostica e terapie innovative nella medicina di precisione
            7. Cybersecurity, nuove tecnologie e tutela dei diritti
            8. Conseguenze e sfide dell’invecchiamento
            9. Sostenibilità economico-finanziaria dei sistemi e dei territori
            10. Modelli per un’alimentazione sostenibile
            11. Made-in-Italy circolare e sostenibile
            12. Neuroscienze e neurofarmacologia
            13. Malattie infettive emergenti
            14. Telecomunicazioni del futuro
            15. Attività spaziali

            2. Potenziamento strutture di ricerca e creazione di «campioni nazionali di R&S» su alcune Key Enabling Technologies

            Mira a finanziare la creazione di 5 Centri nazionali, aggregazioni di università ed EPR, auspicabilmente organizzati come fondazioni o consorzi, con il possibile coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati, con obiettivi e interessi di ricerca strategici comuni, che si rifanno a tecnologie abilitanti, coerenti con le priorità del PNR e dell’agenda strategia per la ricerca dell’Unione europea.

            • Durata: 2022-2026
            • Livello di maturità tecnologica: medio
            • Risorse: € 1600 M
            • Dimensionamento del finanziamento previsto: tra € 200-400 M
            • Beneficiari: Università, enti pubblici di ricerca, imprese

            Le tematiche ammesse dalle linee guida:

            1. Simulazioni, calcolo e analisi dei dati ad alte prestazioni
            2. Tecnologie dell’Agricoltura (Agritech)
            3. Sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a RNA
            4. Mobilità sostenibile
            5. Bio-diversità

            3. Creazione e rafforzamento di «ecosistemi dell’innovazione», costruzione di «leader territoriali di R&S»

            Si prevede che saranno creati fino a 12 ecosistemi di innovazione sul territorio nazionale con riferimento ad aree territoriali che possono corrispondere a dimensioni territoriali diverse in funzione del progetto presentato.

            Gli ecosistemi dell'innovazione svolgono un ruolo cruciale nell'attuazione delle attività di ricerca e innovazione, nel trasferimento tecnologico per la sostenibilità di un territorio. A tal fine, viene attuato un approccio orientato alle grandi sfide, favorendo la creazione di innovazione di impatto e l’imprenditorialità.

            • Durata: 2022-2026
            • Livello di maturità tecnologica: Non predefinito
            • Risorse: € 1300 M
            • Dimensionamento del finanziamento previsto: tra € 60-120 M
            • Beneficiari: Università, enti pubblici di ricerca, imprese

            Caratteristiche degli ecosistemi

            L'ambito di questi ecosistemi dovrà essere definito in base a:

            • La scelta di un ambito di attività o di un focus scientifico e tecnologico, capaci di garantire un concreto e dimostrato impatto sul sistema economico e sociale, comprese le PMI
            • Una comprovata capacità di innovazione, trasferimento tecnologico e collaborazioni pubblico-private
            • La qualificazione scientifica delle istituzioni coinvolte, la competenza scientifica e tecnologica dei gruppi coinvolti
            • La coerenza con le vocazioni scientifiche ed economiche dei territori e con le strategie europee
            • La coerenza con le priorità di ricerca e innovazione regionali e con i piani operativi regionali
            • L’estensione territoriale riferita ad uno specifico territorio, non necessariamente esteso all’intera regione, né necessariamente limitato a una singola regione
            • La valorizzazione e la messa a sistema delle iniziative esistenti, evitando ogni duplicazione e sovrapposizione
            • Il coinvolgimento di grandi imprese e PMI, di istituzioni locali a sostenere le iniziative e di qualificati enti e istituzioni locali di tipo scientifico, tecnologico o culturale (musei, scavi archeologici, orchestre, teatri, accademie etc.)
            • Una prospettiva di sostenibilità a lungo termine, anche grazie al coinvolgimento dei soggetti sopra citati
            • Eventuali rapporti nazionali e internazionali con altre istituzioni e centri di alta qualità, scientifica e/o operativa, interessati alla collaborazione

            4. Fondo per la costruzione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e di innovazione

            Darà vita fino a 30 interventi per la realizzazione di Infrastrutture di Ricerca e Infrastrutture tecnologiche di Innovazione.

            • Durata: 2022-2026
            • Livello di maturità tecnologica: non predefinito
            • Risorse: € 1580 M
            • Dimensionamento del finanziamento previsto: non predefinito
            • Beneficiari: Università, enti pubblici di ricerca, imprese

            Cosa sono le Infrastrutture di Ricerca?

            Le Infrastrutture di Ricerca (IR) sono impianti, risorse e relativi servizi. Comprendono: laboratori o grandi strumenti o complessi di strumenti per la ricerca; collezioni, banche dati, archivi o informazioni scientifiche strutturate; infrastrutture basate sulle tecnologie abilitanti dell'informazione e della comunicazione.
            Sono organizzate come soggetti pubblici o come partenariato/consorzio e sono create per essere fruite da un’utenza ampia, nazionale, europea o globale, attraverso accesso aperto su base competitiva.

            L’investimento intende rispondere alla rispondono alle necessità della comunità scientifica e del sistema produttivo sostenendo la competitività nella ricerca nazionale ed europea, attraverso il finanziamento di nuove Infrastrutture di Ricerca, l’aggiornamento delle capacità di Infrastrutture di Ricerca esistenti o la messa in rete tematica o multidisciplinare di infrastrutture esistenti.

            Cosa sono le Infrastrutture di innovazione?

            Le infrastrutture di innovazione sono strutture, strumenti, impianti, risorse e servizi organizzate nella forma di Partenariato Pubblico Privato e finalizzate ad aumentare la competitività nelle attività di ricerca e sviluppo tecnologico dell’industria e per i servizi di pubblica utilità.

            L'investimento intende fornire servizi tecnologici unici, rivolti particolarmente ma non esclusivamente, a soggetti che svolgono
            attività economica, e rilevanti anche per applicazioni ai TRL medio-alti, che sono di interesse diretto del sistema economico, al fine di aumentarne la competitività.