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Nuovi Incentivi MiSe per la Digital Transformation delle PMI

Come richiedere i finanziamenti alle PMI per la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi

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Dal 15 dicembre 2020 sono aperte le domande per il Bando per la Digital Transformation delle PMI gestito da INVITALIA.

La misura agevolativa del MISE ha ricevuto uno stanziamento di 100 milioni di euro nel Decreto Crescita.

Chi può partecipare?

Possono accedere ai finanziamenti del MiSe per la digital transformation le PMI che, alla data di presentazione della domanda:

  • siano iscritte come attive nel Registro delle imprese
  • operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio
  • hanno conseguito, nell'esercizio cui si riferisce l'ultimo bilancio approvato e depositato, un importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro
  • dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese

Le PMI possono presentare domanda anche congiuntamente (fino a un massimo di 10) o mediante il ricorso del contratto di rete o a altre forme contrattuali di collaborazione, compresi il consorzio e l'accordo di partenariato.

In ogni caso deve esserci, come soggetto promotore capofila, un DIH-digital innovation hub o un EDI-ecosistema digitale per l'innovazione.

Quali progetti finanzia?

Sono finanziabili i progetti diretti alla  trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dell PMI attraverso l'introduzione di specifiche tecnologie.

In particolare i progetti devono prevedere l'implementazione di:

1. Le Tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale Impresa 4.0 (ora piano Transizione 4.0) e cioè:

  • advanced manufacturing solutions
  • additive manufacturing
  • realtà aumentata
  • simulation
  • integrazione orizzontale e verticale
  • industrial internet
  • cloud
  • cybersecurity
  • big data e analytics

2. e/o le Tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate a:

  • l'ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori
  • l’implementazione software
  • le piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio
  • altre tecnologie come:
    • sistemi di e-commerce
    • sistemi di pagamento mobile e via internet
    • fintech
    • sistemi elettronici per lo scambio di dati
    • geolocalizzazione
    • tecnologie per l'in-store customer experience
    • system integration applicata all'automazione dei processi
    • blockchain
    • intelligenza artificiale
    • internet of things

I progetti che possono accedere agli incentivi del MiSe per la digital transormation devono prevedere un importo di spesa tra 50.000 e 500.000 euro e la realizzazione di:

  • progetti di innovazione di processo
  • attività di innovazione dell’organizzazione e/o
  • investimenti diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti

Agevolazione Prevista

Le agevolazioni concesse dal MISE per la digital transformation coprono il 50% dei costi e delle spese ammissibili.
Nello specifico:

  • 10% sotto forma di contributo a fondo perduto
  • 40% come finanziamento agevolato senza interessi

Quando presentare domanda?

Lo sportello per la presentazione delle domande è attivo dal 15 dicembre 2020.

Le domande devono essere compilate esclusivamente online, con identificazione tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta Nazionaledei Servizi (CNS) o, in alternativa, il sistema di gestione delle identità digitali di Invitalia.
La domanda deve essere inotre firmata digitalmente.
È possibile presentare una sola domanda di accesso alle agevolazioni.

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    Next Generation EU: il nuovo programma europeo per la ripresa

    Next Generation EU: il nuovo programma europeo per la ripresa

    Sovvenzioni e prestiti per 750 miliardi per l’Europa post COVID-19

    Next Generation EU: il nuovo programma europeo per la ripresaCome rispondere alle sfide economiche e sociali aperte per l’Europa con la crisi sanitaria COVID-19?

    La progettazione della programmazione 2021-2027 e le previsioni per il nuovo bilancio UE hanno dovuto confrontarsi con l’emergenza Coronavirus e adottare misure di emergenza.

    La maggior parte delle misure proposte saranno alimentate da un nuovo strumento temporaneo per la ripresa, Next Generation EU.

    Che cos'è Next Generation EU? Su quali e quanti fondi potrà contare? Come saranno suddivisi i contributi? Quando saranno erogate le sovvenzioni?

    Che cos’è Next Generation EU?

    Next Generation EU o Recovery Fund è un nuovo programma europeo per la ripresa socioeconomica e il rilancio del mercato unico, che agirà con investimenti urgenti pubblici e privati in maniera mirata. Lo strumento cioè agirà per un preciso lasso di tempo e verso i Paesi e i settori più colpiti, in coerenza con il Green Deal europeo, la rivoluzione digitale e la resilienza.

    La Commissione ha quindi presentato alla fine di maggio 2020 un pacchetto di ampia portata che combina il futuro quadro finanziario pluriennale con uno sforzo specifico di ripresa nell'ambito di Next Generation EU.

    La struttura di Next Generation EU: la proposta della Commissione (maggio 2020)

    In attesa dell’accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione, vediamo la struttura di Next Generation in tre pilastri secondo la proposta dalla Commissione di maggio 2020.

     

    Pilastro 1: Sostenere la ripresa degli Stati membri

    Il primo pilastro di Next Generation EU ha come obiettivo il sostegno degli sforzi degli Stati membri per la ripresa dalla crisi e il superamento dei suoi effetti. Un intervento pubblico necessario per una ripresa equilibrata e sostenibile, che comporti riforme strutturali laddove l’impatto della crisi è stato maggiore.

    Gli strumenti che la Commissione ha previsto per questo Pilastro sono:

    • Dispositivo per la ripresa e la resilienza: un sostegno finanziario sotto forma di sovvenzioni e prestiti
    • React-UE: una nuova iniziativa a sostegno dei programmi della politica di coesione, con finanziamenti supplementari tra il 2020 e il 2022
    • Fondo per una transizione giusta: per accelerare il raggiungimento di una neutralità climatica da parte degli Stati membri
    • Il rafforzamento del Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale per supportare le zone rurali nell’introduzione dei cambiamenti strutturali richiesti dal Green Deal

     

    Pilastro 2: Rilanciare l'economia e sostenere gli investimenti privati

    Il secondo pilastro prevede misure indirizzate a aiutare le imprese in difficoltà e stimolare gli investimenti privati in settori e tecnologie fondamentali per il successo delle transizioni verde e digitale.

    e ad aiutare le imprese in difficoltà.

    In particolare agirà con:

    • Uno strumento per garantire la solvibilità delle aziende che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti e un rafforzamento del meccanismo unico di sostegno agli investimenti dell'UE - InvestUE – per mobilitare investimenti in settori specifici come le infrastrutture sostenibili e la rivoluzione digitale
    • Un nuovo dispositivo per gli investimenti strategici in catene del valore fondamentali per l’Europa del futuro, collegati specialmente alla transizione verde e digitale.

    Pilastro 3: Trarre insegnamenti dalla crisi

    Il terzo pilastro mira al rafforzamento dei programmi strategici dell’UE, traendo insegnamento dalla crisi per rafforzare la cooperazione europea in ottica di resilienza.

    La Commissione ha proposto nello specifico:

    • Il nuovo programma per la salute, EU4Health, per il potenziamento della sicurezza sanitaria e la preparazione alle crisi sanitarie future
    • Il potenziamento del meccanismo di protezione civile dell’UE, RescUE
    • Risorse aggiuntive per Horizon Europe nell’ambito di Next Generation EU
    • Programmi rafforzati per la politica agricola comune, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e l'azione esterna, compresa l’assistenza umanitaria

    Le risorse per Next Generation EU: l’accordo raggiunto

    A dicembre 2020 Consiglio e Parlamento hanno approvato il pacchetto per la ripresa e il bilancio per il periodo 2021-2027 che include le risorse per Next Generation EU.

    Come annunciato, Next Generation EU permetterà alla Commissione di contrarre prestiti sui mercati dei capitali per conto dell'Unione fino a 750 miliardi di euro fino alla fine del 2026. I fondi presi in prestito sui mercati dei capitali serviranno ad affrontare le conseguenze della crisi COVID-19.

    750 miliardi di euro di investimenti per affrontare le conseguenze della crisi COVID-19

     

    I fondi presi in prestito potranno essere utilizzati:

    • per erogare prestiti fino a un importo di 360 miliardi di euro
    • per investimenti fino a un importo di 390 miliardi di euro

    Il bilancio dell'UE tra quadro finanziario pluriennale (QFP) e Next Generation EU arriverà quindi a 1824 miliardi di euro.

    L’Italia sarà il beneficiario tra gli Stati UE a ricevere più fondi data la durezza con la quale è stata colpita dalla pandemia: riceverà 208,8 miliardi di euro, di cui 81,4 sotto forma di fondo perduto e 127,4 come prestiti.

    Vediamo i dettagli degli stanziamenti.

    Ripartizione del dispositivo per la ripresa e la resilienza

    Per quanto riguarda le dotazioni del dispositivo per la riprese e la resilienza, i fondi saranno erogati secondo una tabella temporale:

    • il 70% delle sovvenzioni sarà impegnato nel 2021 e nel 2022
    • mentre il 30% sarà impegnato nel 2023

    Le dotazioni per il periodo 2021-2022 saranno stabilite secondo criteri di ripartizione della Commissione che terranno conto del tenore di vita, della dimensione e dei livelli di occupazione dei diversi Stati membri.

    Azione per il clima

    Il 30% della spesa totale sia del QFP che di Next Generation EU sarà destinato a progetti legati al clima per conseguire la neutralità climatica entro il 2050, come pure con gli obiettivi dell'UE in materia di clima e con l'accordo di Parigi.

    Piani nazionali per la ripresa e la resilienza

    Da parte loro gli Stati membri dovranno preparare Piani nazionali per la ripresa e definire quindi un programma di riforme e investimenti per il periodo 2021-2023 che dovranno essere coerenti con le raccomandazioni specifiche per paese e contribuire alla transizione verde e digitale.

    I Piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione.

    Questo impianto dovrà essere confermato dalle prossime tappe che ci separano dall’adozione del quadro finanziario pluriennale per l’Europa.

    Al momento si attende l’accordo tripartito tra Parlamento, Consiglio e Commissione, per dare il via al processo di approvazione da parte dei Parlamenti nazionali.


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      Fondi UE 2021- 2027: ecco il nuovo programma Digital Europe

      Fondi UE 2021- 2027: ecco il nuovo programma Digital Europe

      Digital Europe è il nuovo programma europeo per favorire la trasformazione digitale

      Fondi UE 2021- 2027: ecco il nuovo programma Digital Europe

      Che cos'è Digital Europe?

      Digital Europe è lo strumento del  nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 con cui l'Europa risponde alle sempre più importanti sfide della digitalizzazione dell'economia e della società.

      Il sostegno dell'Unione si indirizza quindi verso gli investimenti in supercalcolo, intelligenza artificiale, sicurezza informatica, competenze digitali avanzate.

      Nell’ambito del “Mercato unico, innovazione e agenda digitale”, Digital Europe ai affianca agli altri strumenti per il finanziamento delle attività di ricerca e innovazione nel campo delle tecnologie digitali, come ad esempio il programma Horizon Europe.

      I due programmi potranno operare in modo interdipendente:

      • Horizon tramite investimenti essenziali per la ricerca e l’innovazione
      • Digital Europe tramite il rafforzamento e la diffusione delle infrastrutture e le capacità digitali necessarie per sostenere la ricerca futura nel settore.

      Il Budget

      La Commissione Europea aveva proposto di assegnare a Digital Europe un budget di 8,2 miliardi di euro (9,2 miliardi secondo prezzi correnti).

      L'accordo provvisorio raggiunto da Consiglio e Parlamento europeo prevede invece un budget di 7,5 miliardi di euro (in prezzi correnti).

       

      Cosa finanzierà Digital Europe?

      Digital Europe supporterà gli investimenti diretti a cinque obiettivi specifici, che a loro volta individuano cinque aree prioritarie di intervento.

      1. Calcolo ad alte prestazioni

        Poco più di 2,2 miliardi di euro della dotazione finanziaria di Digital Europe andrà a progetti finalizzati alla crescita e al rafforzamento delle capacità di supercalcolo e trattamento dei dati, in modo da sviluppare un’infrastruttura di dati e supercomputer di livello mondiale con un ampio raggio di aree di utilizzo

      2. Intelligenza artificiale

        Circa 2 miliardi di euro saranno impiegati per estendere l’uso dell’intelligenza artificiale in diversi ambiti, per renderla accessibile alle imprese e alle pubbliche amministrazioni, tenendo in considerazione i cambiamenti socioeconomici che possono derivare dalla sua applicazione, nel rispetto degli spazi etico giuridici di riferimento

      3. Cybersecurity

        Oltre 1,6 miliardi saranno destinati alla protezione dell’economia digitale, il finanziamento di attrezzature e infrastrutture innovative nel quadro della cybersicurezza, supportando lo sviluppo delle conoscenze e competenze necessarie

      4. Competenze digitali

        577 milioni di euro saranno utilizzati per supportare la formazione a breve e lungo termine, tramite la promozione di tirocini sui posti di lavoro, per l’acquisizione di una maggiore professionalità nel settore

      5. Implementazione e impiego ottimale della capacità digitale

        Poco più di 1 miliardo di euro sarà rivolto a sostenere l’applicazione delle tecnologie digitali più avanzate in diverse aree, tra cui quelle particolarmente rilevanti per il settore pubblico come la sanità, l’istruzione e la giustizia.

      Cosa sono i Poli dell’Innovazione Digitale?

      La Commissione ha anche pubblicato una bozza di Orientamento nell'ambito di Digital Europe per quanto riguarda i primi due anni del programma (2021-2022).

      Nei primi due anni, saranno 2 le principali aree di intervento:

      1. Costruire capacità digitali e competenze per gestirle nelle tre aree tecnologiche chiave (High Perfoming Computing, AI e Sicurezza informatica)
      2. Accelerare l'adozione e il miglior uso delle tecnologie digitali nell'economia e nella società

      Nel primo anno di attuazione del programma Digital Europe, verranno istituiti i Poli dell’innovazione digitale.

      I Digital Hubs avranno il compito di incentivare l'applicazione delle tecnologie digitali avanzate non solo da parte delle imprese, ma anche delle amministrazioni pubbliche e del mondo accademico.

      Come punti di riferimento per i processi di trasformazione digitale, opereranno come sportelli unici per l’accesso a tecnologie già provate e convalidate, in un’ottica di continua promozione dell’innovazione e delle tecnologie più all’avanguardia.

      I primi Poli saranno individuati a seguito delle proposte degli Stati membri, ma in seguito, la rete verrà ampliata attraverso una procedura aperta e competitiva per garantire la massima capillarità geografica in tutto il territorio europeo.

      Regolamento Digital Europe: a che punto siamo?

      Digital Europe entrerà in vigore con il suo regolamenteo dal 1° gennaio 2021 grazie all'accordo inter-istituzionale tra Consiglio, Parlamento e Commissione.

      L'accordo per quanto riguarda la dotazione finanziaria del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e del Recovery Fund ha assegnato a Digital Europe un budget di 7,5 miliardi di euro, con una riduzione quindi di oltre 2 miliardi rispetto alla proposta della Commissione.

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        Al via al Bando PRIN 2020: nuovi fondi per la ricerca

        Al via al Bando PRIN 2020: nuovi fondi per la ricerca

        Oltre 700 milioni di euro di finanziamenti per Progetti triennali di Rilevante Interesse Nazionale

        Al via al Bando PRIN 2020: nuovi fondi per la ricercaSi è aperto a novembre 2020 il Bando PRIN del Ministero per l'Università e la Ricerca per promuovere il sistema italiano della ricerca e rafforzare le interazioni tra università e enti di ricerca.

        700 milioni di euro le risorse mese in campo, di cui circa 179 milioni per il 2020, per favorire la partecipazione dell’Italia alle iniziative del Programma Quadro di ricerca e innovazione dell’Unione Europea.

        18 milioni sono riservati a progetti presentati da under 40.

        Il bando prevede un’unica procedura di finanziamento con finestre annuali per la presentazione di progetti di ricerca anche per gli anni 2021 e 2022.

         Cosa finanza?

        Il Programma nazionale PRIN finanzia progetti di durata triennale che, per complessità e natura, possono richiedere la collaborazione di professori o ricercatori o presentano esigenze di finanziamento che eccedono la normale disponibilità delle singole istituzioni.

        I progetti possono riferirsi a diverse tematiche in qualsiasi campo della ricerca nell’ambito di tre macroaree definite dallo European Research Council:

        • LS Scienze della vita (LS)

        • PE Scienze fisiche, chimiche e ingegneristiche

        • SH Scienze sociali e umanistiche

        A seconda della natura del progetto, il gruppo di ricerca può essere costituito da una sola unità operativa o da un’organica collaborazione fra più unità operative distribuite tra più atenei o enti.

        Chi può partecipare al bando?

        I soggetti che possono presentare domanda sono i Principal Investigator (PI):

        • un professore/ricercatore di ruolo a tempo indeterminato in atenei statali o non statali oppure
        • un ricercatore di ruolo a tempo indeterminato o determinato (così come previsto dal bando all’art. 1 comma 4) nel ruolo di coordinatore scientifico e responsabile dell’intero progetto

        I soggetti beneficiari che ricevono il contributo sono:

        • tutte le università e le istituzioni universitarie italiane, statali e non statali, comprese le scuole superiori ad ordinamento speciale
        • gli enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR, con sede operativa su tutto il territorio nazionale

         Quali sono le spese ammissibili?

        Il Bando PRIN copre:

        1. le spese per il personale

        2. i costi generali

        3. investimenti per attrezzature, strumentazioni e software

        4. gli oneri per servizi di consulenza e simili

        5. altri costi di esercizio, ad esempio relativi all’acquisto di materie prime, componenti, semilavorati, materiali di consumo specifico, beni/servizi per colture ed allevamento, accesso a infrastrutture di ricerca

        Quale agevolazione è prevista?

        Ciascun progetto deve prevedere un costo massimo di € 1.200.000 e un numero di unità di ricerca da 1 a 5.

        Il MUR riconosce contributo a copertura del 100% dei costi ritenuti congrui. Fanno eccezione i costi per la valorizzazione dei mesi-persona dei professori, ricercatori e tecnologi, per i soli enti pubblici di ricerca contrattualizzati a tempo indeterminato e facenti parte (temporaneamente o permanentemente) del gruppo di ricerca.

        Come partecipare?

        La domanda può essere presentata dal PI entro il 26 gennaio 2021 e la modulistica compilabile sarà disponibile a partire dal 25 novembre 2020.

        Ogni domanda deve essere redatta in lingua inglese.



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          Nuovo bando per le Startup innovative del Veneto

          Nuovo bando per le Startup innovative del Veneto

          Finanziamenti alle startup innovative venete a prevalenza di giovani per sviluppare servizi di intelligenza artificiale

          Nuovo bando per le Startup innovative del VenetoIl Veneto ha attivato un nuovo Bando per le startup innovative a prevalenza di soci giovani che operano nel campo dello sviluppo di servizi, applicazioni e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale, nel settore manifatturiero o turistico-culturale.

          Dal 22 ottobre 2020 è possibile presentare le domande per il Bando per la concessione di contributi per il sostegno alle giovani imprese digitali venete al fine di sviluppare servizi di "intelligenza artificiale".

          L’obiettivo del bando è favorire i processi di innovazione delle imprese venete creando un match tra startup innovative/soluzione tecnologiche e imprese del made in Italy.

          Cosa finanzia?

          Il Bando finanzia progetti realizzati nella Regione del Veneto, che consistono in investimenti in nuove tecnologie digitali, in particolare i servizi e/o le applicazioni basati su Intelligenza Artificiale come ad esempio:

          • Robotics
          • Planning
          • Speech
          • Vision
          • Expert Systems
          • Natural Language Processing (NLP)
          • Machine Learning

          Chi può partecipare al Bando?

          I soggetti che potranno fare domanda per il bando in Veneto sono le startup innovative, Micro, piccole e medie imprese del settore digitale:

          • costituite da persone fisiche o società con maggioranza numerica dei soci e/o degli amministratori under 35
          • iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese “Startup e PMI Innovative” e risultare “attive
          • con almeno n. 2 manifestazioni di interesse da parte di aziende del settore manifatturiero del made in Italy, come ad esempio: arredo-casa, meccanica, fashion-moda, agroalimentare. Le manifestazioni devono essere sottoscritte dai contraenti e allegate alla domanda di sostegno.

          Quali sono le spese ammissibili?

          Possono essere coperti tramite l’agevolazione i costi per:

          1. servizi infrastrutturali e acquisto, noleggio e/o leasing di dispositivi tecnico-specialistici, attrezzature tecnologiche e strumentazione informatica funzionali alla realizzazione del progetto
          2. canoni-costi per l’utilizzo di piattaforme cloud, tra cui le soluzioni di Intelligenza Artificiale (es. Amazon e Microsoft)
          3. copyright per l’acquisto di modelli e/o algoritmi sviluppati
          4. supporto specialistico diretto alla definizione del modello o della soluzione adottati
          5. acquisizione di brevetti, licenze e software specifici di stretta pertinenza con la progettualità proposta e con l’attività d’impresa
          6. personale impiegato nella realizzazione del progetto

          Tipologia di agevolazione

          L’agevolazione prevista è un contributo in conto capitale a fondo perduto nel rispetto del Regolamento “de minimis”, per un’intensità massima di sostegno pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili.

          Il contributo minimo è di 40.000,00 euro per 80.000,00 euro di spesa ammessa minima.

          Il limite massimo finanziabile è 120.000,00 euro per una spesa massima di 240.000,00 euro.

          Come partecipare?

          La domanda può essere presentata esclusivamente online fino al 15 gennaio 2021.

          Per avere maggiori informazioni, contatta un advisor FIMAP

          Chiama 06 474 164 6 oppure invia una email a info@fimap.srlcompila il form.

          Inserisci nel testo del messaggio “bando startup AI Veneto”, una breve descrizione della tua impresa, la Regione in cui è localizzata e un recapito al quale vuoi essere ricontattato.


          FIMAP supporta startup e imprese nei processi di trasformazione tecnologica, digital e innovation management. Il framework che ha definito, l’Innovation Radar, punta a facilitare l’incontro tra nuove soluzioni e startup innovative e la crescente domanda di innovazione da parte delle grandi imprese, per creare nuove opportunità di business.

          L’Innovation Radar di Fimap il primo strumento che sviluppa l’open innovation in maniera integrata con la finanza agevolata (“co-founded open innovation”).


          Bando Basilicata: sostegno alla ripresa di PMI e professioni

          Bando Basilicata: sostegno alla ripresa di PMI e professioni

          Fino a 100 mila euro a fondo perduto per la ripartenza delle imprese lucane

          Bando Basilicata: sostegno alla ripresa di PMI e professioniLa Regione Basilicata ha pubblicato il Bando per il Sostegno alla Ripresa delle PMI e delle Professioni lucane.

          La misura darà un concreto sostegno finanziario alle imprese e ai professionisti in maggiore difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus e dei conseguenti rallentamenti delle attività.

          L’obiettivo è sostenere i settori economici sotto pressione per agevolare gli investimenti per lo sviluppo, la competitività e l'adattamento sul mercato, anche prevedendo un miglioramento dei processi e dei prodotti, ristrutturazioni aziendali e favorendo il ricambio generazionale.

          I settori di investimento coinvolti sono:

          • Produzione/Industria
          • Artigianato (incluso il settore dell’edilizia)
          • Commercio
          • Turismo
          • Servizi
          • Informatica
          • Trasporti
          • Attività professionali
          • Sociale
          • Servizi alla persona
          • Intrattenimento e benessere

          Chi può accedere al Bando?

          I soggetti che potranno fare domanda per il bando Sostegno alla ripresa delle PMI e delle professioni lucane sono:

          • MPMI
          • liberi professionisti

          Quali progetti finanzia?

          I programmi di investimento finanziabili devono avere come obiettivo:

          • ristrutturazioni aziendali
          • ampliamento di attività
          • rinnovamento aziendale
          • rinnovamento servizi professionali

          I progetti devono svolgersi sul territorio della Regione Basilicata.

          Quali investimenti finanzia?

          Sono ammissibili i programmi di investimento di importo superiore a 5.000 euro.

          Le tipologie di investimento previste devono riguardare:

          1.  impianti e macchinari volti ad aumentare o migliorare la capacità produttiva aziendale
          2. attivi materiali (opere edili connesse ai programmi di investimento finanziati, impianti, macchinari ed attrezzature) e immateriali (es. acquisizione di licenze di sfruttamento) finalizzati ad accrescere il livello quali-quantitativo dei prodotti e/o dei processi
          3. adattamenti e modifiche del processo produttivo finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi
          4.  miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro
          5.  processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale

          Quali sono le spese ammissibili?

          I costi ammessi dal Bando Sostegno alla ripresa delle PMI e delle professioni lucane della Regione Basilicata sono:

          • Investimenti in beni strumentali materiali:
            • macchinari, impianti, attrezzature varie, arredi, hardware
            • mezzi di trasporto
            • spese di ristrutturazione e spese per impianti
          • Investimenti in beni strumentali immateriali:
            • programmi informatici, licenze e Know-How
            • spese connesse all’acquisizione di certificazioni, nonché le consulenze necessarie al conseguimento delle stesse;
            • acquisizione di consulenze informatiche e specialistiche
          • Spese per la redazione della domanda, l’assistenza alla realizzazione del progetto candidato e la perizia giurata del progetto candidato nel limite del 3% degli investimenti in beni strumentali ammessi.

          Tipologia di agevolazione

          La Regione Basilicata messe a disposizione 10.000.000 euro.

          L’agevolazione è un contributo in conto impianti di intensità massima pari al 50% dei costi ammessi.

          Il contributo concedibile non può essere superiore a 100.000 euro.

          Come partecipare?

          La domanda può essere presentata esclusivamente online fino all’11 gennaio 2021.
          È necessario essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata e un certificato di firma digitale.

          Per avere maggiori informazioni, contatta un advisor FIMAP

          Chiama 06 474 164 6 oppure invia una email a info@fimap.srlcompila il form.

          Inserisci nel testo del messaggio “bando PMI basilicata”, una breve descrizione della tua impresa, la Regione in cui è localizzata e un recapito al quale vuoi essere ricontattato.


          FIMAP supporta startup e imprese nei processi di trasformazione tecnologica, digital e innovation management. Il framework che ha definito, l’Innovation Radar, punta a facilitare l’incontro tra nuove soluzioni e startup innovative e la crescente domanda di innovazione da parte delle grandi imprese, per creare nuove opportunità di business.

          L’Innovation Radar di Fimap il primo strumento che sviluppa l’open innovation in maniera integrata con la finanza agevolata (“co-founded open innovation”).