Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione Tecnologica, Attività Innovative

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Focus Credito d’Imposta per le attività di Ricerca e Innovazione: normativa aggiornata in vigore anche per il 2021 e fino al 31 dicembre 2022

Stai investendo in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative?

Potresti avere diritto agli incentivi fiscali previsti del nuovo Credito d’Imposta per investimenti in innovazione e ricerca previsti introdotti con la legge di Bilancio 2020 e potenziato dalla Legge di Bilancio 2021.

Il decreto attuativo Piano Transizione 4.0 e le novità annunciate a novembre 2020

In primo luogo il MiSe ha pubblicato il decreto attuativo del Piano Transizione 4.0, definendo:

  • i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019
  • le attività rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta
  • i criteri per la determinazione delle spese ammissibili
  • gli oneri documentali previsti

Infine, il MiSe ha annunciato nuove misure nell’ambito del nuovo Piano Transizione 4.0, potenziato per il rilancio dell’economia nel post-Covid 19.

Le nuove misure sarebbero una  prima azione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, collegato cioè al Recovery Fund. Tra queste misure rientra la proroga del Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione e Design anche per il 2021 e per tutto il 2022, come poi confermato dalla Legge di Bilancio 2021.

Nuova durata delle misure

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni: 2021 e 2022
  • La decorrenza della misura è retroattiva al 16 novembre 2020

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la disciplina del Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo, Innovazione Tecnologica e altre Attività Innovative.

Guida al Credito d’Imposta: la normativa aggiornata valida per il 2021 e il 2022

In questo articolo:

  1. Il Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo 2021-2022
  2. L’incentivo del Credito d’Imposta l’Innovazione Tecnologica 2021-2022
  3.  Il bonus Credito d’Imposta per le Attività Innovative: Design e Ideazione Estetica 2021-2022
  4. Gli adempimenti documentali per usufruire del Credito d’Imposta

1.  Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo 2021-2022

Che cos’è?

È un bonus fiscale riconosciuto per gli investimenti in ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico.

Chi può richiederlo?

Tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale, che effettuano investimenti in attività di ricerca & sviluppo.

Per una descrizione più dettagliata dei criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo rilevanti,  leggi il testo del Decreto Attuativo MiSe Transizione 4.0 2020.

Il Decreto precisa anche che assumono rilevanza anche le attività di ricerca e sviluppo svolte nel corso del periodo d’imposta agevolato che costituiscono prosecuzione di progetti avviati in precedenti periodi d’imposta.

In cosa consiste l’agevolazione?

Un credito d’imposta del 12% della relativa base di calcolo (al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti per le stesse spese) nel limite massimo di 3 milioni di euro.
Inoltre, l’incentivo è suddiviso in tre quote annuali di pari importo utilizzabili a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. Quindi, rispetto alla precedente normativa, non è più rilevante il calcolo incrementale rispetto alla media del periodo 2012-2014.

La nuova normativa per il periodo 16 novembre 2020 – 31 dicembre 2022

Per il periodo dal 16 nomembre al 31 dicembre 2022, il credito d’imposta è incrementato dal 12% al 20% e il massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro

Quali sono le spese ammissibili?

Cioè quali spese concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta.

Pesano per un importo pari al 150 % del loro ammontare:

a/ SPESE PER IL PERSONALE

Sono agevolabili nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a:

b/ SPESE PER BENI MATERIALI
c/ SPESE PER CONTRATTI DI RICERCA EXTRA – MUROS

L’agevolazione si applica nel limite massimo complessivo pari al 20% per cento delle spese di personale indicate alla lettera a) alle

d/ SPESE PER SERVIZI DI CONSULENZA

Nel limite massimo complessivo di 1.000.000 di euro

e/ QUOTE DI AMMORTAMENTO

L’agevolazione si applica nel limite massimo del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a), ovvero del 30% delle spese per i contratti indicati alla lettera c) per le

f/ SPESE PER MATERIALI

 Per una descrizione più dettagliata sui costi ammissibili scarica il nostro approfondimento.

2. Credito d’Imposta Innovazione tecnologica 2021-2022

Che cos’è?

Il Piano Transizione 4.0 prevede un nuovo bonus fiscale che si applica agli investimenti per la transizione ecologica e l’innovazione digitale 4.0 specificatamente limitato a:

  • Attività di innovazione tecnologica
  • Attività per la transizione green e digitale

In aggiunta, il testo della legge chiarisce che per essere agevolabili i beni materiali o immateriali o servizi o processi devono differenziarsi rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, con riferimento alle caratteristiche tecnologiche, alle prestazioni, all’eco-compatibilità, all’ergonomia o ad altri aspetti rilevanti nei diversi settori produttivi.

Non sono quindi da considerare attività di innovazione tecnologica gli interventi di routine per il miglioramento della qualità, gli interventi richiesti da un cliente o quelli inerenti al controllo di qualità o alla standardizzazione dei prodotti.

Per una descrizione più dettagliata dei criteri tecnici per la classificazione delle attività  rilevanti,  leggi il testo del Decreto Attuativo MiSe Transizione 4.0 2020.

Chi può richiederlo?

Tutte le imprese residenti nel territorio italiano, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale, che effettuano investimenti in attività di innovazione tecnologica.

In cosa consiste l’agevolazione?

La percentuale del credito di imposta riconosciuto: 

  • per le attività di innovazione tecnologica è del 6% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili
  • è del 10% d della relativa base di calcolo per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0.
  • Per entrame le opzioni, vale la regola del  limite massimo di 1,5 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili.

La nuova normativa per il periodo 16 novembre 2020 – 31 dicembre 2022

Dal 16 novembre al 31 dicembre 2022:
il credito d’imposta innovazione tecnologica è incrementato dal 6% al 10% e innalzamento del massimale da 1,5 milioni a 2 milioni

il credito d’imposta innovazione tecnologica green e digitale aumenta dal 10% al 15% e il massimale passa da 1,5 milioni a 2 milioni

Quali sono le spese ammissibili?

Di seguito elenchiamo le spese ammissibili per la determinazione della base di calcolo del credito d’imposta.

Concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare:

a/ SPESE PER IL PERSONALE

Nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a

b/ SPESE PER BENI MATERIALI
c/ SPESE PER CONTRATTI

Nel limite massimo complessivo pari al 20% delle spese di personale indicate alla lettera a

e/ SPESE PER SERVIZI DI CONSULENZA

Nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a

f/ SPESE PER MATERIALI

Per una descrizione più dettagliata dei costi ammissibili a Credito d’Imposta scarica il nostro approfondimento.

3. Credito d’imposta per Attività innovative – Design e Ideazione estetica

Che cos’è?

È un nuovo Bonus Fiscale introdotto dalla Manovra 2020 per attività innovative inerenti al design e all’ideazione estetica per la concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari.

Per una descrizione più dettagliata dei criteri tecnici per la classificazione delle attività rilevanti,  leggi il testo del Decreto Attuativo MiSe Transizione 4.0 2020.

Chi può richiederlo?

Tutte le imprese che operano nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobili e arredo e della ceramica, residenti nel territorio italiano,  indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale, che effettuano investimenti in attività innovative.

In cosa consiste l’agevolazione?

Il credito d’imposta è riconosciuto per le attività di innovative di design e ideazione estetica:

  • in misura pari al 6% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro, ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata inferiore o superiore a dodici mesi

La nuova normativa per il periodo 16 novembre 2020 – 31 dicembre 2022

Dal 16 novembre al 31 dicembre 2022, il credito d’imposta innovazione tecnologica viene potenziato:
Il credito passa dal 6% al 10% e il massimale da 1,5 milioni a 2 milioni

Quali sono le spese ammissibili? 

Concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari al 150% del loro ammontare:

a/ SPESE PER IL PERSONALE

Concorrono nel limite massimo complessivo pari al 30% delle spese di personale indicate alla lettera a):

b/ SPESE PER BENI MATERIALI
c/ CONTRATTI EXTRA MUROS

Nel limite massimo pari al 20% delle spese di personale indicate alla lettera a)

d/ SERVIZI DI CONSULENZA

Concorrono nel limite del 30% delle spese di personale indicate alla lettera a) ovvero del 30% delle spese per i contratti indicati alla lettera c).

e/ SPESE PER MATERIALI

Per una descrizione più dettagliata dei costi ammissibili a Credito d’Imposta scarica il nostro approfondimento.

4. Gli adempimenti documentali per usufruire dei Crediti d’Imposta

REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Le spese ammissibili al credito d’imposta devono risultare dalla documentazione contabile predisposta dall’impresa e risultare da apposita certificazione rilasciata da un soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

RELAZIONE TECNICA

In aggiunta, le imprese beneficiare del credito d’imposta devono redigere una relazione tecnica che delinei le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte nel periodo d’imposta in realizzazione ai progetti in corso di realizzazione.

La relazione deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del singolo progetto o sotto progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa.

Per le attività ammissibili commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.


Come usufruire del Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo e Innovazione

  • Tutti i crediti d’imposta descritti sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.
  • Il credito d’imposta è inoltre cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.

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