Enea Tech Transfer: il Fondo italiano per il Trasferimento Tecnologico

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La Fondazione Enea Tech gestirà un fondo da 500 milioni

Ma che cos’è e a cosa serve il trasferimento tecnologico nell’industria 4.0? R&S-Industries: dal modello licencing all’open innovation

Fondo Trasferimento Tecnologico Fondazione Enea TechCon la nascita della Fondazione Enea Tech anche l’Italia avrà un fondo pubblico per il trasferimento tecnologico, per la valorizzazione dei risultati della ricerca.

Come annunciato dal Decreto Rilancio, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha infatti firmato il decreto di approvazione dello statuto della Fondazione.

I processi di trasformazione tecnologica sono un tema centrale per lo sviluppo del Piano Industria 4.0 e la nascita di un fondo pubblico apre importanti spiragli di collaborazioni con altri soggetti già impegnati ad accelerare il percorso della ricerca in direzione del mercato.

Perché il trasferimento avvenga non basta infatti avere buoni o ottimi risultati della ricerca. Per questo le iniziative della Fondazione potrebbero contribuire a facilitare l’accesso al capitale di rischio di imprese innovative e organismi di ricerca

La Fondazione Enea Tech

La Fondazione Enea Tech gestirà il fondo per il trasferimento tecnologico con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l’anno 2020, ai quali si aggiungono 17 milioni per rendere operativa la fondazione.

Si occuperà di:

  • Promozione di investimenti e di iniziative per la valorizzazione e l’utilizzo dei risultati della ricerca e il trasferimento tecnologico a favore delle imprese operanti sul territorio nazionale con particolare riferimento alle startup innovative
  • Partecipazione in capitale di rischio e di debito per la creazione di start-up e PMI innovative, spin-off universitari e di centri di ricerca e sviluppo

L’obiettivo è la promozione e il sostegno dei processi di innovazione nelle fasi pre-commerciali e pre-competitive, come confermato dal Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, in quella che gli addetti al settore definiscono la ‘valle della morte’, accompagnando lo sviluppo d’innovazioni rilevanti dei centri di ricerca, delle PMI e degli spin-off.

Che cos’è e a cosa serve il Trasferimento tecnologico

Il trasferimento tecnologico (TT) è una parte fondamentale del processo di innovazione tecnologica.

techcnology transfer process
Source: https://ec.europa.eu

È il processo di trasmissione dei risultati derivanti dalla ricerca scientifica e tecnologica al mercato e alla società nel suo complesso. Include quindi il trasferimento di competenze e le procedure associate.

I trasferimenti possono avvenire tra diversi soggetti come ad esempio università, imprese, persino tra governi.

Possono prendere parte a questo processo:

  • le imprese altamente innovative, come le startup
  • le big company
  • i centri di ricerca e le università
  • i finanziatori/investitori
  • gli innovation manager
  • gli uffici per il trasferimento tecnologico ovvero quelle strutture, spesso attive all’interno degli enti di ricerca, che si occupano nello specifico della valorizzazione dei risultati della ricerca

Nell’era dell’industria 4.0, è chiaro quindi che la collaborazione pubblico-privato diventa fondamentale per la condivisione di conoscenze, competenze, tecnologie, metodi e processi di produzione.

Trasferimento tecnologico e Open Innovation

Aspetto importante è ovviamente anche tutto ciò che riguarda la proprietà intellettuale, ma anche eventuali strategie di open innovation.

La collaborazione tra R&S e industria in ottica di open innovation è diventata fondamentale con l’avanzare della complessità tecnologica dell’innovazione.

Il modello di trasferimento tecnologico basato su licenze e brevetti sta quindi progressivamente facendo spazio a altre forme di collaborazione aperte tra imprese e mondo della ricerca.

Questo paradigma si è sviluppato proprio per ridurre il divario tra ricerca di base e applicazioni industriali e quindi il time-to-market dell’innovazione.

Il trasferimento tecnologico si innesta quindi in processi di open innovation quando garantisce che gli sviluppi scientifici e tecnologici siano accessibili a una gamma più ampia di utenti che possono quindi sviluppare ulteriormente e sfruttare la tecnologia in nuovi prodotti, processi, applicazioni, materiali o servizi.

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