Nuovo Fondo Impresa Donna

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40 milioni di euro in arrivo per l’imprenditoria femminile

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Il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per le pari opportunità e la famiglia hanno firmato il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna.

L’obiettivo del nuovo fondo è incentivare la partecipazione delle donne al mondo delle imprese, supportando le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Il finanziamento iniziale previsto è di 40 milioni di euro ai quali si aggiungeranno ulteriori 400 milioni provenienti dal PNRR.

Sono 2 gli assi di azione sui quali agirà il fondo in linea con le finalità indicate dalla legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art. 1, co. 97-106) che ha istituito il fondo:

  1. Nascita e consolidamento di imprese femminili (32,5 milioni di euro)
    sostenere l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia;
  2. Diffusione della cultura imprenditoriale femminile e formazione (6,2 milioni di euro)
    • finanziare programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile
    • incentivare programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile va adeguata alle indicazioni di livello europeo e nazionale, con iniziative per promuovere il valore dell’impresa femminile nelle scuole e nelle Università; per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne; di orientamento e formazione verso percorsi di studio STEM e verso professioni tipiche dell’economia digitale; azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati.

Per la gestione della misura affidata a Invitalia sono previsti 1,3 milioni di euro.

A chi si rivolge?

Le agevolazioni del Fondo sono indirizzate a 4 categorie di beneficiari:

  • cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie
  • società di capitale con quote e componenti del cda per almeno due terzi di donne
  • imprese individuali la cui titolare è una donna
  • lavoratrici autonome.

Quali sono i progetti ammissibili?

I programmi di investimento devono essere realizzati entro due anni e prevedere investimenti per massimo 250.000 di euro per nuove imprese femminili e 400.000 di euro per quelle già esistenti. I settori di attività ammessi sono industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo.

Quali sono le spese ammissibili?

I costi ammessi sono:

  • Acquisto impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica
  • immobilizzazioni immateriali
  • servizi cloud per la gestione aziendale
  • personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nell’iniziativa agevolata.

Agevolazioni previste

Sostegno a nuove imprese

Per la nascita di nuove imprese l’agevolazione consiste in contributi a fondo perduto:

  • fino all’80% (90% per le donne disoccupate) fino a un massimo di 50.000 euro per spese ammissibili entro i 100.000 euro
  • fino al 50% per progetti fino a 250.000 euro.

Consolidamento di imprese già esistenti

Per le imprese costituite da almeno un anno e massimo tre, le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 50% e per il restante 50% in un finanziamento a tasso 0, fino all’80% delle spese ammissibili.

Per le imprese costituite da più di tre anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con un contributo a fondo perduto e quelle di investimento anche con un finanziamento agevolato.

È previsto anche un voucher fino a 5.000 euro per assistenza tecnica e di gestione dell’impresa.

Presentazione delle domande

Il decreto interministeriale che istituisce il fondo verrà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Per la presentazione delle domande tramite Invitalia bisognerà attendere il provvedimento attuativo del MISE.


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