Investimenti in startup Europa/Italia 2021

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L’ecosistema delle startup cresce grazie al “volano tecnologico europeo”. Ma per avere un’identità, l’innovazione europea dovrà raccogliere alcune sfide.

INVESTIMENTI IN STARTUP EUROPAITALIA 2021

Per l’Europa il 2021 è stato l’anno dei record per quanto riguarda gli investimenti in startup, con una cifra di oltre $ 100 miliardi di capitale investito e 100 nuovi unicorni, ovvero startup con una valutazione di mercato oltre il miliardo di dollari.

È quanto emerge dall’ultimo report “State of European Tech”, a cura della società di venture capital Atomico in collaborazione con la community di startup Slush, con lo studio legale Orrick, con Silicon Valley Bank e con la società di gestione degli investimenti Baillie Gifford.

Questi successi sono da attribuire sicuramente al veloce avanzamento della tecnologia che pervade sempre di più ogni aspetto della vita quotidiana dei cittadini, ma anche a quel fenomeno definito “volano tecnologico europeo”.

B2B, criptovalute e web3, e creator economy si stanno consolidando come punti di forza europei.

Perché le startup in Europa crescono

Lo”European tech flywheel”, ovvero un humus caratterizzato da

  • riciclo di talenti
  • circolazione di capitale
  • condivisione di know-how

Grazie a questi elementi si crea un circolo virtuoso: successo che genera più successo.

Per la prima volta nel 2021 in Europa sono stati raggiunti livelli di investimento “early-stage” pari a quelli degli Stati Uniti, e con il numero di nuovi unicorni in aumento, l’industria tecnologica europea sta crescendo più velocemente di quanto non facesse prima della pandemia, aumentando il proprio valore di 1 trilione di dollari soltanto nei primi 8 mesi del 2021

E in Italia?

Secondo le stime di Startup Italia, al 30 dicembre 2021 tenendo conto di round, crowdfunding e investimenti resi noti ai media da parte di business angels si arriva alla cifra complessiva record di 1,392 miliardi investiti, nettamente superiore ai 700 milioni del 2019 e del 2020.

Questi numeri sono molto incoraggianti e indicano una crescente considerazione delle startup anche nel nostro paese. C’è ancora da fare però a confronto con i paesi più avanzati in Europa.

In Germania, ad esempio, solo a Monaco di Baviera hanno sede ben 9 unicorni, 1.689 startup che nel 2020 hanno raccolto oltre 1,4 miliardi di euro. Tra le città con una popolazione superiore a 1 milione di abitanti, Monaco si distingue per la più alta densità complessiva di unicorni.

Stoccolma occupa il primo posto tra le città di medie dimensioni con 500.000 – 1 milione di abitanti, con 19 aziende da $ 1 miliardo + per milione di abitanti.

È sempre il Regno Unito in cima agli investimenti tecnologici. Solo nei primi nove mesi del 2021, ci sono stati 68 round da oltre 100 milioni di dollari nel Regno Unito, pari al 37% di tutti i round di questa portata in Europa. Il Regno Unito è anche la principale patria europea per gli unicorni e ha raggiunto un traguardo significativo avendo prodotto 100 unicorni in totale.

L’Estonia mantiene il suo posto come il paese più imprenditoriale d’Europa, con una raccolta di capitali, però, ancora difficile.

Operazioni rilevanti 2021

Il 2021 ha visto, in Italia, oltre 15 round che superano i 10 milioni. su un totale di 150 round conclusi per 1,3 miliardi di investimenti complessivi, in crescita del +85% rispetto al 2020. Oltre a 164 campagne di equity crowdfunding per 108 milioni di euro, per un balzo del +42% sull’anno precedente.

Degne di segnalazioni l’operazione di Scalapay, l’app che permette agli utenti di dilazionare i pagamenti in tre rate senza interessi. Ma anche i 118 milioni di NewCleo, fondata da Stefano Buono, fisico che ha lavorato per molto tempo al fianco di Carlo Rubbia e che dopo una exit milionaria con un’altra startup si è lanciato in questa nuova avventura che coinvolgerà 100 innovatori energetici.

Il futuro

Seppure il numero di unicorni, il capitale totale investito e il valore totale dell’ecosistema sono parametri interessanti in quanto danno un reale senso di progresso, come si legge nel report State of European Tech, ci sono anche altri parametri sui quali l’Europa, e l’Italia, dovranno puntare per raggiungere nuove vette, al passo con Stati Uniti e Cina.

Salute

Innanzitutto la sfida pandemica, che spinge la tecnologia e l’innovazione a fare di più e meglio nel campo della salute pubblica e della messa in sicurezza della società.

Transizione ecologica

In secondo luogo, la qualità e la profondità del talento imprenditoriale e la capacità dei capitali investiti di produrre valore per la transizione ecologica e per il raggiungimento degli obiettivi comuni agli Stati membri.

C’è poi la questione dei divari.

Divari di genere

I divari di genere pongono l’Europa un passo indietro rispetto agli Stati Uniti.

Il flusso di investimenti di capitale verso le donne è un limite per l’ecosistema tecnologico europeo. La distribuzione del capitale ai team fondatori composti da donne o ai team di fondatori di generi misti è rimasta costante negli ultimi cinque anni, sia in termini di quota del capitale totale investito che di conteggio complessivo delle operazioni.

Divari geografici

Ma c’è da colmare anche i divari geografici, che l’Italia subisce particolarmente. In Europa, il livello di capitale investito pro capite è aumentato nel 2021, passando da una stima di $ 170 nel 2020 a $ 269. Tuttavia con differenze enormi tra aree geografiche: più alti gli investimenti pro capite negli ecosistemi locali più sviluppati nella tecnologia europea. Come la Svezia che con oltre 1.500 $ procapite continua a mantenere la prima posizione, seguita da Estonia e Regno Unito.

L’Italia è solo 25ma in questa classifica, con una media di 41$ pro capite.

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