Investire nelle startup innovative conviene?

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Investire in startup e PMI innovative rafforza l’ecosistema e promuove la cultura dell’innovazione (I possibili profitti e gli incentivi fiscali)

INVESTIRE IN STARTUP INNOVATIVE

Tra le società in perdita, le startup innovative sono di più: oltre il 52,6% a fronte di un 30,9% delle imprese ordinarie.

Nonostante i timori che questo dato potrebbe sollevare, l’innovazione ha i suoi tempi e costi di investimenti.

Investire in startup innovative: i potenziali profitti

FIMAP, che si occupa di servizi di finanza agevolata e open innovation e dialoga costantemente con una rete di startup innovative in tutta Italia, sa bene che per costruire stage di crescita resilienti serve dedizione, una solida validation e conoscenza degli strumenti finanziari.

D’altra parte, basta guardare agli indicatori di redditività delle startup innovative in utile per comprendere che investire in innovazione è una mossa vincente, se ci si affida a un solido framework di scouting, validation e analisi finanziaria.

  • il ROI (Return on Investment)supera anche se di poco (0,11) quello delle imprese ordinarie (0,06)
  • anche il ROE (Return on Equity) segna un dato maggiore (0,23) rispetto alle imprese ordinarie (0,15)
  • il valore aggiunto si attesta a 0,35 rispetto allo 0,29 delle imprese ordinarie
  • Con riferimento al tasso di immobilizzazione che individua uno dei principali segnali della propensione all’investimento, è di circa sette volte maggiore per le startup (29%) rispetto alle altre aziende (4%).

Le agevolazioni per gli investimenti in startup innovative

In paesi europei come Francia e Germania le politiche di Governo orientate alle agevolazioni fiscali per garantire investimenti in startup innovative sono già molto sviluppate. Attorno all’ecosistema innovativo sono nate vere infrastrutture di supporto all’innovazione: università, grandi imprese, mondo della finanza e agenzie per lo sviluppo e per gli investimenti in startup innovative.

L’Italia si sta allineando al resto dell’Europa. Per dare una spinta all’innovazione e incentivare la nascita e supportare la crescita di startup e PMI innovative, sono state introdotte le agevolazioni fiscali e si sta organizzando un ponte tra domanda e offerta per il reperimento di capitali di rischio.

Tra gli strumenti possiamo menzionare gli incentivi fiscali per persone fisiche che intendono acquistare capitale di rischio di startup e PMI, il Fondo Nazionale Innovazione, i Pir Alternativi che indirizzano il risparmio dei privati verso le PMI non quotate.

In questo contesto, si è optato per accompagnare alla detrazione Irpef, il credito d’imposta del 20% per le persone fisiche che hanno investito fino a 2 milioni di euro nell’aumento di capitale di una PMI che a causa del Covid-19 abbia subito una contrazione nei ricavi per almeno il 33%.

A queste misure agevolative si aggiunge la detrazione Ires per gli investimenti in startup e PMI innovative per investimenti fino a 1,8 milioni di euro.

Il pacchetto di misure che dovrebbe agevolare gli investimenti in equity nelle imprese innovative ad oggi sembrerebbe aver funzionato, visti i numeri positivi registrati dall’incentivo del MISE introdotto dal decreto Rilancio.

Il regime fiscale agevolato per le persone fisiche che investono in startup innovative

Il decreto Rilancio ha introdotto un’agevolazione fiscale pari al 50% dell’investimento effettuato in startup e PMI innovative, nel rispetto delle soglie previste dal regime de minimis.

L’incentivo prevede una detrazione IRPEF destinata alle persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup innovative o PMI innovative.

Per le startup innovative l’investimento agevolabile è fino ad un massimo di 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta, mentre per le PMI innovative è fino ad un massimo di 300 mila euro e oltre tale limite l’investitore può detrarre il 30% in ciascun periodo di imposta.

L’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni.

Le istanze potevano essere presentate sulla piattaforma del MISE fino al 30 aprile 2021, anche se ulteriori detrazioni sono ammesse per gli investimenti presentati oltre tale data previa comunicazione sul portale del MISE.

Nella finestra temporale di ammissione delle domande sono state ammesse 7.567 domande con una forte crescita negli ultimi mesi, raggiungendo il picco nel mese di aprile.

Le richieste sono pervenute soprattutto nelle Regioni Lombardia, Piemonte e Lazio, e principalmente dal settore ICT, seguito dal manifatturiero, servizi di consulenza e ricerca e sviluppo.

I vantaggi fiscali sono quindi tra i punti da considerare nella valutazione degli investimenti in startup innovative, alle opportunità di profitto e al contributo alla cultura dell’innovazione.

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