Legge 181/89: incentivi per le aree di crisi industriale

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Nuove regole e semplificazioni per le agevolazioni dirette a programmi di investimento nelle aree di crisi industriale. Incentivi per programmi di Ricerca e Sviluppo

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La Legge 181/89 è l’incentivo gestito da Invitalia per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore. Finanzia iniziative imprenditoriali con forte impatto occupazionale per rivitalizzare il sistema economico locale:

  • Programmi di investimento produttivo
  • Investimenti per l’innovazione di processo e l’innovazione dell’organizzazione
  • Programmi per la formazione del personale
  • Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
  • Programmi di investimento strategici attraverso Accordi di sviluppo

Le novità previste per il rilancio delle aree di crisi industriale

Con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 24 marzo 2022 si è intervenuti sull’incentivo, stabilendo nuove modalità di accesso e funzionamento degli interventi. Si prosegue nella direzione già impressa con la riforma del 2019 (decreto ministeriale 30 agosto 2019), favorendo gli investimenti strategici ad alto contenuto tecnologico e con impatto occupazionale nei territori interessati.

In particolare i punti salienti della riforma prevedono:

  • importo minimo delle spese ammissibili di 1 milione di euro  
  • inserimento tra i soggetti beneficiari anche delle reti di impresa
  • procedure semplificate per investimenti inferiori a 1,5 milioni di euro effettuati da piccole imprese
  • mix di agevolazioni concedibili: finanziamenti agevolati, contributi alle spese e in conto impianti
  • contributi anche per Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (nell’ambito di programmi di spesa per la tutela ambientale e/o investimento produttivo superiori a 5 milioni di euro)
  • l’inserimento della clausola, resa già operativa da una direttiva ministeriale e da una norma contenuta in Legge di bilancio 2022, che dà priorità nella richiesta di incentivi alle aziende che si impegnano ad assumere lavoratori di aziende del territorio per i quali è attivo un tavolo di crisi presso il MiSE
  • lo snellimento delle procedure di valutazione delle domande presentate dalle imprese che intendono investire in aree di crisi industriali, riducendo i tempi per le istruttorie, le delibere nonché per l’erogazione dei contributi, sia a fondo perduto sia come finanziamento agevolato.

A salvaguardia della competitività del territorio è stata prevista anche una limitazione alle delocalizzazioni per le attività che beneficiano di incentivi pubblici.

Chi può accedere?

La legge si applica su due diverse aree territoriali:

  • le aree di crisi industriale complessa, ossia i territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale, dovuta principalmente alla crisi di una o più imprese di media e grande dimensione, nonché alla grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio;
  • le aree di crisi industriale non complessa elencate nel Decreto direttoriale MISE del 19 dicembre 2016, che non presentano i sopraelencati elementi di complessità.

Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese costituite in forma di società di capitali, le società cooperative e le società consortili. Sono ammesse anche le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

Cosa finanzia la Legge 181/89?

In attesa della pubblicazione della Circolare attuativa del decreto ministeriale 24 marzo 2022 nella quale saranno definite le modalità di presentazione e attuazione degli investimenti, vediamo nel dettaglio le principali caratteristiche della misura.

Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento.

Gli investimenti devono prevedere spese per almeno 1 milione di euro.

Nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 400.000,00 euro;

Nello specifico sono finanziabili:

Programmi di investimento produttivo

  • realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento
  • ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo
  • acquisizione di attivi di uno stabilimento

Programmi di investimento per la tutela ambientale 

  • innalzamento del livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa
  • adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore
  • ottenimento di maggiore efficienza energetica
  • cogenerazione ad alto rendimento
  • promozione della produzione di energia da fonti rinnovabili
  • risanamento di siti contaminati
  • riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti

Progetti di Ricerca e Sviluppo

Sono ammissibili alle agevolazioni anche progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con spese complessive ammissibili non inferiori a 1 milione di euro, finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti e devono risultare strettamente connessi e funzionali con il programma d’investimento produttivo e/o di tutela ambientale (con spese ammissibili di importo superiore a 5 milioni di euro).

Programmi per l’innovazione di processo e dell’organizzazione

Per le imprese di grandi dimensioni  sono ammissibili solo se realizzati attraverso una collaborazione effettiva con PMI e se le PMI coinvolte sostengono almeno il 30% del totale dei costi ammissibili del progetto.

Programmi per la formazione del personale

Tali progetti devono essere strettamente coerenti con le finalità del programma d’investimento e/o di tutela ambientale e con il programma occupazionale.

Agevolazione prevista per il rilancio delle aree di crisi industriale

Le agevolazioni sono concesse, anche in combinazione tra loro, nella forma del contributo in conto impianti, del contributo alla spesa e del finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato concedibile è compreso tra il 30% ed il 50% degli investimenti ammissibili. Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono complessivamente di importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile.

La somma del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti, del contributo alla spesa e dell’eventuale partecipazione al capitale di Invitalia non potrà essere superiore al 75% degli investimenti ammissibili.

La valutazione dei progetti, l’erogazione delle agevolazioni e il monitoraggio dell’avanzamento dei programmi di investimento sono attività che verranno svolte direttamente da Invitalia.

Fast Track con gli Accordi di sviluppo

I programmi d’investimento che prevedono un importo complessivo pari o superiore a Euro 10.000.000,00 e un significativo impatto occupazionale, su proposta del soggetto richiedente, possono essere oggetto di Accordi di Sviluppo tra il Ministero, l’Agenzia e l’impresa proponente.

Se intervengono nel cofinanziamento del programma, sono possibili Accordi di Sviluppo anche con le Regioni e le eventuali altre amministrazioni interessate

Gli Accordi di Sviluppo implicano una corsia preferenziale per le risorse (Fast Track), una riduzione dei tempi e un maggior coinvolgimento delle amministrazioni coinvolte.

La valutazione dei progetti, l’erogazione delle agevolazioni e il monitoraggio dell’avanzamento dei programmi di investimento sono attività che verranno svolte direttamente da Invitalia.

Presentazione domande

Le agevolazioni saranno concesse mediante procedura valutativa a sportello nei limiti della dotazione finanziaria stabilita. Fatta eccezione per gli accordi di sviluppo che sono trattati in via prioritaria (fast track). Gli incentivi si applicano con specifiche modalità per ogni area di crisi.

Sul sito di Invitalia è posobile consultare l’elenco delle aree con gli sportelli aperti o di prossima apertura.

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