PNRR Imprese e Innovazione: i piani dell’Italia

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I progetti e le risorse del PNRR per lo sviluppo innovativo delle imprese in capo al Ministero dello sviluppo economico.

PNRR progetti del MiSe

Concretamente cosa c’è per l’innovazione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Quali sono le misure già attive e cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?

Il Ministero dello sviluppo economico è tra i ministeri più coinvolti nel PNRR per quanto riguarda le risorse allocate.

Gli obiettivi inseriti nel cronoprogramma inviato alla Commissione europea sono quelli più direttamente collegati alle imprese e all’innovazione.

Le risorse totali assegnate al Mise per l’attuazione degli investimenti nel periodo 2021-2026 ammontano ad oltre € 18 miliardi.

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dello sviluppo economico è titolare di 10 progetti di investimento e un progetto di riforma, relativo alla revisione del codice della proprietà industriale.

Quanto valgono i progetti MiSe del PNRR

Sono tutte misure finalizzate a favorire un’efficace interazione tra mondo della ricerca e il mondo produttivo, a migliorare la propensione all’innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitività nazionale ed europea, a promuovere la digitalizzazione e la trasformazione dei processi produttivi.

Vediamole nel dettaglio.

Piano transizione 4.0

È il pacchetto di misure per sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, per creare o consolidare le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Il Piano è tra le iniziative di digitalizzazione del PNRR alle quali sono destinate 14 miliardi, di cui 13,3 miliardi per lo specifico pacchetto 4.0.

Ricordiamo che sono previsti una serie di crediti d’imposta per il supporto agli investimenti innovativi, che però saranno in parte ridimensionati dal 2023.

  • Beni strumentali 4.0
  • Beni immateriali non 4.0
  • Beni immateriali tradizionali
  • Ricerca e sviluppo e innovazione
  • Formazione 4.0
I progetti Mise nel PNRR dedicati a digitalizzazione e innovazione

Nel 2021 è stata ampliata la platea delle imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili.

Intanto per il 2022 le percentuali di credito d’imposta restano le stesse del 2021:

  • 20% per ricerca & sviluppo fino a 4 milioni
  • 10% per innovazione o design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni
  • 15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con spese fino a 2 milioni

Per gli anni seguenti si prevede per le prime attività 10% con massimale di 5 milioni, 5% per le seconde fino a 2 milioni di euro, per la terza categoria 10% con spese fino 4 milioni di euro.

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Contratti di Sviluppo

Sono stati destinati € 750 milioni per agevolare gli investimenti nei settori industriale, turistico e di tutela ambientale in particolare attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo.

Le riforme delle discipline dei Contratti di sviluppo e degli Accordi di innovazione vanno nella direzione di premiare la sostenibilità ambientale e la tutela dei lavoratori di aree territoriali e aziende in crisi.

L’obiettivo è quello di stipulare almeno 40 nuovi contratti nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale.

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Rivoluzione verde e transizione ecologica

Sul fronte energetico, le risorse a disposizione sono 1 miliardo di euro.

L’obettivo del piano è rafforzare gli investimenti per la transizione ecologica. Protagonisti sono i processi di riconversione industriale e startup dei settori:
• Fotovoltaico (creazione di una Gigafactory per la costruzione di pannelli fotovoltaici innovativi)
• Eolico (costruzione di uno stabilimento industriale per la produzione di pannelli flessibili)
• Batterie (costruzione di una Gigafactory 4.0)

Sul fronte startup innovaive, in particolare nel settore della transizione ecologica, 250 milioni di euro sono destinati a stimolare gli investimenti Venture Capital

Progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

Nel settore delle batterie nel 2021 sono stati avviati i progetti di comune interesse europeo (IPCEI). Stesso strumento operativo sarà fondamentale per i settori microelettronica, idrogeno e cloud per promuovere la collaborazione tra enti pubblici e privati e realizzare progetti nel campo della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e della prima produzione industriale di larga scala.

Sono progetti in cui l’Italia sarà in collaborazione con altri paesi in una più ampia ottica europea,. Tra i paesi cardine nelle collaborazioni: la Francia. ministri Patuanelli e Le Maire hanno concordato di investire insieme in nuovi progetti nei settori del futuro: idrogeno, microelettronica, cloud ed economia digitale”.

Fondo IPCEI e PNRR

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Ricerca e trasferimento tecnologico

Su questo capitolo si punta a sostenere con 200 milioni di euro i progetti di R&S per la partecipazione delle imprese italiane a partenariati nell’ambito di Horizon Europe, il programma europeo per la ricerca. Altri 350 milioni di euro spettano alre il sistema di trasferimento tecnologico italiano. L’obiettivo è potenziare gli 8 competence center già esistenti e finanziarne altri 42.

300 milioni di euro sono previsti per il rafforzamento del Fondo Nazionale Innovazione, lo strumento di venture capital per supportare micro, piccole e medie imprese innovative nell’accesso a risorse finanziarie per l’innovazione.

Fondo Impresa Femminile

Il fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile ha una dotazione complessiva € 400 milioni.

Obiettivo del fondo è promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il fondo è e sarà rivolto alle imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni.

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Riforma della Proprietà Industriale

È stata avviata la riforma proprietà industriale per la quale è stato reso disponibile un finanziamento da € 30 milioni con l’obiettivo di realizzare un pacchetto di interventi finalizzati a promuovere e tutelare la proprietà intellettuale nell’ambito della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo.

PNRR e riforma della proprietà industriale

La strategia proposta sulla proprietà industriale è un elemento essenziale per l‘attuazione di una politica capace di governare la rivoluzione digitale in un’economia della conoscenza. I diritti di proprietà industriale (DPI), infatti, consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a chi li ha ideati ed aprono la possibilità di valorizzare l’innovazione acquisendo nuovi mercati e offrendo la possibilità di continuare ad investire sul futuro.

Su questo punto, ha dichiarato il MiSe, si continuerà a lavorare nel corso del 2022.

Per saperne di più>>> Proprietà industriale: la strategia 2021-2023

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