PNRR Imprese e Innovazione: i progetti del MiSe fino al 2026

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Facciamo il punto su cosa è stato fatto in tema di imprese e innovazione e quali sono i piani e le risorse del PNRR per i prossimi anni in capo al Ministero dello sviluppo economico.

PNRR progetti del MiSe

Il Ministero dello sviluppo economico ha annunciato in una nota di aver raggiunto gli obiettivi fissati per il 2021 per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il MiSe è tra i ministeri più coinvolti nel PNRR per quanto riguarda le risorse allocate.

Gli obiettivi inseriti nel cronoprogramma inviato alla Commissione europea sono quelli più direttamente collegati alle imprese e all’innovazione. Nel 2021 il MiSe avrebbe quindi messo le basi strutturali per il completamento di tutti gli obiettivi prefissati dal piano, che al momento arrivano fino al 2026.

Le risorse totali assegnate al Mise per l’attuazione degli investimenti nel periodo 2021-2026 ammontano ad oltre € 18 miliardi.

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dello sviluppo economico è titolare di 10 progetti di investimento e un progetto di riforma, relativo alla revisione del codice della proprietà industriale.

Quanto valgono i progetti MiSe del PNRR

Sono tutte misure finalizzate a favorire un’efficace interazione tra mondo della ricerca e il mondo produttivo, a migliorare la propensione all’innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitività nazionale ed europea, a promuovere la digitalizzazione e la trasformazione dei processi produttivi.

Nel 2021, il MiSe ha quindi gettato le basi del Piano, concentrandosi su alcune misure, che nel medio periodo saranno più pienamente operative.

Piano transizione 4.0

Si tratta del pacchetto di misure per sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale creando o consolidando le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0. Nel 2021 è stata ampliata la platea delle imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili.
Su questo punto nel corso del 2022 il Governo ha intenzione di aprire un tavolo di confronto con le imprese e il supporto agli investimenti privati innovativi proseguirà sicuramente fino al 2031.

Intanto per il 2022 le percentuali di credito d’imposta restano le stesse del 2021:

  • 20% per ricerca & sviluppo fino a 4 milioni
  • 10% per innovazione o design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni
  • 15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con spese fino a 2 milioni

Per gli anni seguenti si prevede per le prime attività 10% con massimale di 5 milioni, 5% per le seconde fino a 2 milioni di euro, per la terza categoria 10% con spese fino 4 milioni di euro.

Per saperne di più >>>

Crediti d’Imposta 4.0: le novità introdotte dalla Finanziaria 2022

Nuovo Piano Transizione 4.0

I progetti Mise nel PNRR dedicati a digitalizzazione e innovazione

Contratti di Sviluppo

Sono stati destinati € 750 milioni per agevolare gli investimenti nei settori industriale, turistico e di tutela ambientale. In questo quadro rivestono particolare importanza anche le riforme delle discipline dei Contratti di sviluppo e degli Accordi di innovazione che vanno nella direzione di premiare la sostenibilità ambientale e la tutela dei lavoratori di aree territoriali e aziende in crisi.

L’obiettivo è quello di stipulare almeno 40 nuovi contratti nei settori industriale, turistico e della tutela ambientale avviando le procedure già dal primo trimestre del 2022.

Per saperne di più >>> Contratti di Sviluppo: contributi per investimenti strategici e innovativi

Progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

Sono stati avviati i progetti di comune interesse europeo (IPCEI) su microelettronica, idrogeno e cloud per promuovere la collaborazione tra enti pubblici e privati e realizzare progetti nel campo della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e della prima produzione industriale di larga scala.

In particolare, gli obiettivi raggiunti su questo punto sono stati perseguiti con la collaborazione di altri paesi in una più ampia ottica europea,. Tra i paesi cardine nelle collaborazioni c’è stata la Francia.

Fondo IPCEI e PNRR

Italia e Francia, infatti, sulla base di relazioni economiche già molto strette e articolate, hanno rafforzato la loro cooperazione sul versante industriale, a livello sia bilaterale che europeo.

I ministri Patuanelli e Le Maire hanno concordato di coordinare da vicino i rispettivi piani strategici nazionali di ripresa, “in modo da sviluppare economie più verdi, digitali e resilienti accogliendo favorevolmente gli importanti progetti di interesse comune europeo (Ipcei) già avviati con successo nel settore delle batterie e collaborando investendo insieme in nuovi progetti nei settori del futuro: idrogeno, microelettronica, cloud ed economia digitale”.

Per saperne di più >>> Fondo IPCEI: incentivi per progetti di R&S, innovazione e prima applicazione industriale

Fondo Impresa Femminile

È stato istituito un fondo da € 40 milioni a sostegno dell’imprenditoria femminile denominato “Fondo impresa donna”. La dotazione sarà ampliata a € 400 milioni grazie al decreto del 24 novembre 2021.

Obiettivo del fondo è promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. Il fondo è e sarà rivolto alle imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni.

Per saperne di più >> Nuovo Fondo Impresa Femminile

Riforma della Proprietà Industriale

È stata avviata la riforma proprietà industriale per la quale è stato reso disponibile un finanziamento da € 30 milioni con l’obiettivo di realizzare un pacchetto di interventi finalizzati a promuovere e tutelare la proprietà intellettuale nell’ambito della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo.

PNRR e riforma della proprietà industriale

La strategia proposta sulla proprietà industriale è un elemento essenziale per l‘attuazione di una politica capace di governare la rivoluzione digitale in un’economia della conoscenza. I diritti di proprietà industriale (DPI), infatti, consentono di proteggere le idee, le opere e i processi frutto dell’innovazione, assicurando un vantaggio competitivo a chi li ha ideati ed aprono la possibilità di valorizzare l’innovazione acquisendo nuovi mercati e offrendo la possibilità di continuare ad investire sul futuro.

Su questo punto, ha dichiarato il MiSe, si continuerà a lavorare nel corso del 2022.

Per saperne di più>>>

Proprietà industriale: la strategia 2021-2023

Open Innovation e Proprietà Intellettuale

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