PNRR Imprese e Innovazione: a che punto siamo e quali sono i prossimi target da raggiungere

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I progetti e le risorse del PNRR per lo sviluppo innovativo delle imprese in capo al Ministero dello sviluppo economico per il 2023

PNRR progetti del MiSe 2023

Concretamente cosa c’è per l’innovazione nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Quali sono le misure già attive e cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?

Il Ministero dello sviluppo economico è tra i ministeri più coinvolti nel PNRR per quanto riguarda le risorse allocate.

Gli obiettivi inseriti nel cronoprogramma inviato alla Commissione europea sono quelli più direttamente collegati alle imprese e all’innovazione.

Le risorse totali assegnate al Mise per l’attuazione degli investimenti nel periodo 2021-2026 ammontano ad oltre € 18 miliardi.

A queste risorse si aggiungono 6,8 miliardi previsti dal Fondo complementare.

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dello sviluppo economico è titolare di 10 progetti di investimento e un progetto di riforma, relativo alla revisione del codice della proprietà industriale.

Quanto valgono i progetti MiSe del PNRR

Sono misure che intendono:

  • favorire un’efficace interazione tra mondo della ricerca e il mondo produttivo
  • migliorare la propensione all’innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitività nazionale ed europea
  • promuovere la digitalizzazione e la trasformazione dei processi produttivi.

Vediamole nel dettaglio.

Piano transizione 4.0

È il pacchetto di misure per sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, per creare o consolidare le competenze nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Il Piano è tra le iniziative di digitalizzazione del PNRR alle quali sono destinate 14 miliardi, di cui 13,3 miliardi per lo specifico pacchetto 4.0.

I progetti Mise nel PNRR dedicati a digitalizzazione e innovazione

Ricordiamo che sono previsti una serie di crediti d’imposta per il supporto agli investimenti innovativi, che però saranno in parte ridimensionati dal 2023.

  • Credito d’imposta per i beni strumentali materiali 4.0
  • Credito d’imposta per i beni strumentali immateriali 4.0
  • Crediti d’imposta per i beni strumentali immateriali tradizionali
  • Credito d’imposta per Ricerca, Sviluppo e Innovazione
  • Credito d’imposta formazione

Nel 2021 è stata ampliata la platea delle imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili.

Intanto per il 2022 le percentuali di credito d’imposta restano le stesse del 2021:

  • 20% per ricerca & sviluppo fino a 4 milioni
  • 10% per innovazione o design e ideazione estetica con costi fino 2 milioni
  • 15% per transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 con spese fino a 2 milioni

Per gli anni seguenti si prevede per le prime attività 10% con massimale di 5 milioni, 5% per le seconde fino a 2 milioni di euro, per la terza categoria 10% con spese fino 4 milioni di euro.

La milestone M1C2-1 è stata raggiunta tramite l’emanazione degli atti giuridici necessari a istituire i crediti e permetterne l’utilizzo da parte dei beneficiari.

I successivi target sono previsti per il T2-2024 (M1C2-2, concessione di crediti d’imposta ad almeno 69.900 imprese, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 2021 e il 2022) e il T2-2025 (M1C2-3, concessione di crediti d’imposta ad almeno 111.700 imprese, sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate tra il 2021 e il 2023).

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Contratti di Sviluppo

Sono stati destinati € 750 milioni per agevolare gli investimenti nei settori industriale, turistico e di tutela ambientale in particolare attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo.

Le riforme delle discipline dei Contratti di sviluppo e degli Accordi di innovazione vanno nella direzione di premiare la sostenibilità ambientale e la tutela dei lavoratori di aree territoriali e aziende in crisi.

L’obiettivo dell’intervento è fornire un sostegno finanziario, tramite lo strumento dei contratti di sviluppo (CdS), ai progetti di investimento nelle filiere industriali strategiche: alimentare, design, moda e arredo, automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico/farmaceutico.

Il raggiungimento del target è previsto per il T4-2023 (M1C2-29), con la firma di almeno 40 Contratti di Sviluppo, per l’attivazione di almeno 1,5 miliardi di euro di investimenti.

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Investimento nel sistema della proprietà industriale

Sono previsti 30 milioni di euro destinati a imprese e organismi di ricerca per finanziare almeno 254 progetti relativi alla proprietà industriale (target previsto con scadenza T4 2025) attraverso le opportunità di finanziamento:
Brevetti+ – incentivo per la valorizzazione economica dei brevetti (bando aperto il 27 settembre 2022)
Proof of concept (POC) – finanziamenti per i progetti di università e centri medici e di ricerca relativi al POC (emanato il Decreto Direttoriale di apertura del bando registrato presso la Corte dei Conti)
• Uffici di trasferimento tecnologico (UTT) – finanziamento di progetti di potenziamento e capacity building degli UTT (bando aperto dall’8settembre al 17 ottobre 2022)
• Piattaforma Knowledge share, realizzata in collaborazione con il Politecnico di Torino e Netval (concluso in maniera positiva
l’interlocuzione con il MEF propedeutica all’approvazione della convenzione con Netval e Politecnico di Torino ed è stata firmata in data 28 luglio la convenzione, già registrata in Corte dei Conti).
Nuova infrastruttura digitale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi-UIBM per la fornitura di nuovi servizi all’utenza. (DGTPI- UIBM ha deciso di aderire ad una Convenzione CONSIP).

Rivoluzione verde e transizione ecologica

Sul fronte energetico, le risorse a disposizione sono 1 miliardo di euro. Lo strumento agevolativo è quello dei contratti di sviluppo.

L’obiettivo del piano è rafforzare gli investimenti per la transizione ecologica. Protagonisti sono i processi di riconversione industriale e startup dei settori:
Fotovoltaico (creazione di una Gigafactory per la costruzione di pannelli fotovoltaici innovativi)
Eolico (costruzione di uno stabilimento industriale per la produzione di pannelli flessibili)
• Batterie (costruzione di una Gigafactory 4.0 per la generazione di 37GWh entro il 2030)

L’insieme dei Contratti di Sviluppo finanziati dovranno essere in grado di garantire, entro il T4-2024, la produzione di batterie per una capacità complessiva di 11 GWh e, entro il T4-2025, l’aumento della capacità di generazione di energia dei pannelli
fotovoltaici prodotti dagli attuali 200 MW/anno ad almeno 2 GW/anno (gigafactory).
Le richieste di agevolazione pervenute alla chiusura dello sportello non raggiungono il 100% delle risorse allocate, è quindi probabile una seconda fase di apertura degli sportelli per la presentazione delle domande di agevolazione.

Green Transition Fund

Sul fronte startup innovative, in particolare nel settore della transizione ecologica, 250 milioni di euro sono destinati a stimolare gli investimenti Venture Capital diretti e indiretti, nei settori delle rinnovabili, dell’economia circolare, della
mobilità, dell’efficienza energetica, dello smaltimento dei rifiuti, dello stoccaggio di energia e affini. Lo strumento è la creazione di un Green Transition Fund (GTF), gestito da CDP Venture Capital, che opera attraverso investimenti diretti (ticket tra 1 e 15 milioni di euro) e indiretti (tra 5 e 20 milioni di euro) a favore di start-up con elevato potenziale di sviluppo.

La milestone per questo investimento è il 2026. CDP Venture Capital SGR S.p.A. ha espresso l’intenzione di conseguire una piena operatività nel mese di novembre 2022.

Progetti di comune interesse europeo (IPCEI)

I progetti di comune interesse europeo (IPCEI) promuovono la collaborazione tra enti pubblici e privati per realizzare progetti nel campo della ricerca, dello sviluppo, dell’innovazione e della prima produzione industriale di larga scala. Sono progetti in cui l’Italia sarà in collaborazione con altri paesi in una più ampia ottica europea.

Sono stati pubblicati gli avvisi per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle imprese relative agli IPCEI concernenti le catene strategiche del valore dell’idrogeno (5 febbraio 2021), della microelettronica (22 febbraio 2021) e delle infrastrutture e servizi cloud (30 marzo 2021).

Risulta attualmente in corso l’esame da parte della Commissione europea.

Ricerca e trasferimento tecnologico

Su questo capitolo si punta a sostenere con 200 milioni di euro almeno 205 progetti di R&S per la partecipazione delle imprese italiane a partenariati nell’ambito di Horizon Europe, il programma europeo per la ricerca. Il target finale relativo alla misura è fissato al T4-2025.

Per raggiungimento del target sono state identificate le seguenti partnership per l’anno 2022:

  • High Performance Computing (HPC) -in attesa di cronoprogramma europeo; stima risorse da destinare: 12 milioni;
  • Key Digital Technologies (KDT) -call europea aperta dal 3 maggio 2022 al 21 settembre 2022; stima risorse da destinare: 20 milioni;
  • Clean Energy Transitions -bando aperto dal 13 settembre 2022 al 20 marzo 2023 (risorse: 16 milioni)
  • Blue Oceans – a climate neutral-full proposal presentata il 9 marzo 2022 (risorse: 10 milioni)
  • Innovative SMEs -bando aperto dal 13 luglio 2022 al 15 settembre 2022 (risorse: 7 milioni)
  • Driving the urban trasformation -periodo previsto di apertura call europea dal 21 settembre 2022 al 3 maggio 2023 (risorse: 16 milioni)
  • Water4all -bando aperto dal 1° settembre 2022 al 20 marzo 2023 (risorse: 3 milioni)
  • Entro la fine dell’anno dovrebbero arivare i i decreti che allocano le risorse per la partecipazione ai progetti Innovative SMEs, Driving the urban trasformation, Clean Energy Transitions, Water4all.

Altri 350 milioni di euro sono assegnati al sistema di trasferimento tecnologico italiano. L’obiettivo è potenziare gli 8 competence center già esistenti e finanziarne altri 42.

I risultati della prima call europea del Programma Europa Digitale sono stati: dei 41 centri precedentemente selezionati a livello nazionale, 30 Poli hanno superato la selezione, divisi nel seguente modo:
• 13 European Digital Innovation Hub vincitori del co-finanziamento europeo di 33.559.000 €;
• 17 Poli vincitori del Seal Of Excellence che godranno del solo finanziamento nazionale.

È prevista una seconda call europea entro la fine del 2022.

Finanziamento startup

300 milioni di euro sono previsti per il rafforzamento del Fondo Nazionale Innovazione, lo strumento di venture capital per supportare micro, piccole e medie imprese innovative nell’accesso a risorse finanziarie per l’innovazione. Potenziando il Fondo di sostegno al venture capital, l’obiettivo è favorire la transizione digitale delle filiere, negli ambiti, in particolare, dell’intelligenza artificiale, del cloud, dell’assistenza sanitaria, dell’industria 4.0, della cybersicurezza, del fintech e della blockchain.

Il decreto 11 marzo 2022 ha previsto che il fondo Digital Transition Fund operi attraverso investimenti diretti e indiretti e favorisca il co-investimento con altri fondi gestiti dalla stessa SGR. Le imprese target sono start-up con elevato potenziale di sviluppo, nonché piccole e medie imprese attive nelle filiere della transizione digitale e che realizzano progetti innovativi, anche già avviati, ma caratterizzati da un significativo grado di scalabilità.

Il target finale, previsto per il T2-2025 (M4C2-21), richiede l’attivazione da parte del Digital Transition Fund di finanziamenti in favore di almeno 250 piccole e medie imprese.

Fondo Impresa Femminile

Il fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile ha una dotazione complessiva € 400 milioni.

Obiettivo del fondo è promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il fondo è e sarà rivolto alle imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni.

Dal punto di vista operativo è stato creato il “ Fondo Impresa Donna” che rafforza finanziariamente (160 milioni di euro) il nuovo “Fondo per l’imprenditoria femminile” (previsto dalla Legge di Bilancio per il 2021). Previsto il rifinanziamento di una serie di misure già esistenti, come Nuove Imprese a Tasso zero (100 milioni) e Smart&Smart (100 milioni di euro) con risorse specificatamente riservate all’imprenditoria femminile. Ulteriori 40 milioni di euro sono previsti per azioni di tutoraggio e comunicazione.

I target sono previsti per il T2-2023 (M5C1-18) e il T2-2026 (M5C1-19) e prevedono, rispettivamente, il finanziamento di 700 imprese ulteriori rispetto allo scenario di riferimento e il finanziamento complessivo di almeno 2.400 imprese.

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